Sud Italia più povero di Grecia e Portogallo. Il rilancio con una No tax area?

Lo stabilimento di Termini Imerese in Sicilia (Ansa)

Lo stabilimento di Termini Imerese in Sicilia (Ansa)

L’Italia del Pil pro capite è spaccata in tre: Nord oltre i 30.000 euro, Centro sopra i 28.000 euro, Sud e Isole a circa 17.000 euro. Detto altrimenti, un italiano residente al Nord in media può godere di una ricchezza quasi doppia (pari a quella di un austriaco o di un olandese) rispetto a quella di un cittadino medio residente al Sud (ricco quanto un estone o uno slovacco) e di poco inferiore a un italiano residente nel Centro Italia (ricco come un tedesco o un francese). 

Questo dicono i dati dell’ultima elaborazione Eurostat sul Pil pro capite in Europa, area Euro (16 paesi) e Europa a 27: il nostro Sud (Pil pro capite 17.100 euro, aggiustato con il Pps) e le Isole (17.200) sono più poveri in media rispetto a paesi dell’Europa Mediterranea come Portogallo (18.800) e Grecia (23.100), ma anche di ex paesi dell’Est, come la Slovenia (22.100), e sullo stesso livello di Slovacchia (16.900) ed Estonia (17.100).

Un’Italia a tre marce quella dipinta dalle statistiche Eurostat, pubblicate a febbraio 2010 e relative alla situazione di tre anni fa. Un periodo pre crisi e oggi le dinamiche, senza dubbio, sono cambiate; probabilmente verso il peggio (in attesa della prossima elaborazione degli uffici statistici di Bruxelles) considerando il notevole rallentamento registrato in Europa nel 2009.

E allora, quali soluzioni per rilanciare il Sud, che produce appena il 24% del Pil nazionale, proprio come sessantanni fa? Oltre ai (soliti) aiuti di stato, c’è una proposta interessante e ”ultra” liberista: la creazione di una “No tax area”, come ha scritto Oscar Giannino. Ecco un passo dell’articolo (pubblicato su Chicagoblog):

“Se vogliamo davvero che il Sud aiuti il Sud , dobbiamo puntare a che si rafforzi l’imprenditorialità vera, non al moltiplicarsi di iniziative mordi - e - fuggi per incamerare qualche sussidio e chiudere poi rapidamente porte e capannoni (…) La politica, in altre parole, dovrebbe capovolgere lo schema sin qui seguito. Se intende lasciare il più possibile delle risorse nelle mani di imprenditori sani e veri, senza mediazioni e patronaggi, al contempo tenendo sempre a mente il vincolo di finanza pubblica, allora dovrebbe considerare seriamente e una proposta che ha quasi del rivoluzionario, nella storia italiana. Una vera NO TAX AREA per il Sud”.

E ancora nel passo successivo:

“Il fisco per lo sviluppo non passa solo per la – risibile, dal mio punto di vista iperminoritario di questi tempi – lotta ai paradisi fiscali, ma anche per assicurare alla parte meno sviluppata dell’Italia qualcosa di analogo a ciò che ha comportato il meno fisco per l’Irlanda”.

E se fosse questa la strada da seguire per il rilancio il Mezzogiorno e farne uno dei punti più attrattivi per gli investimenti nel Mediterraneo? Una proposta che non dovrebbe rimanere sui giornali e che andrebbe presa sul serio, senza dimenticare che è ancora la criminalità organizzata uno dei maggiori ostacoli da abbattere per lo sviluppo delle regioni meridionali.

Tabella Eurostat (clic sull’immagine per ingrandire):
pil-pro-capite-italia

Commenti

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Il 8 Marzo 2010 alle 18:58 nhico ha scritto:

Le regioni meridionali indubitabilmente sono e sono state delle macchine mangiasoldi. Istituzioni fameliche che per mantenersi in piedi divorano se stesse e tengono a stecchetto le relative popolazioni. Quelle parti di popolazione, ovviamente, che non dipende da questa e quella regione o da uno dei mille e un carrozzone che ad esse fanno capo. Però queste piante dei tanti privilegi, sotto i cui rami munifici trovano riparo e dipendenti e gli eletti dal popolo, nessun politico locale ha mai pensato seriamente di potarle, anzi ha continuato a chiedere acqua al governo centrale per poterle innaffiare. L’ accetta, si sa, è nemica del clientelismo. C’ è pure da dire che, storicamente, mentre la parte alta dello Stivale progrediva quasi uniformemente potendo sempre restare attaccata alle mai avare mammelle dello Stato, al sud andava soltanto l’ illusione di un traguardo non facile da raggiungere, ma possibile. A dirlo, non sono i meridionali, ma gli indici economici e produttivi (anche quelli civili, scuole, biblioteche, ospedali e autostrade e ferrovie). E questa vera mancanza di sviluppo, questo essere la periferia dello stato, in tutti i sensi tranne che nella raccolta dei voti, ha fortificato la criminalità, perché era ed è, sia in colletto bianco che con la doppietta in mano, l’unico vero ufficio di collocamento. Certo è che le parole non bastano più al mezzogiorno d’Italia, e se non si vuole che le tensioni politiche, economiche e di ordine pubblico, prendano, come la manodopera di antica memoria, il treno per il Nord in modo inarrestabile i riflettori dell’uguaglianza vanno accesi non domani ma ieri. Ricordando, tuttavia, al Ministro Tremonti che i punti cardinali non sono stati mai delle barriere ferma corruzioni, perché se così fosse saremmo ancora nella prima repubblica e non alle prese con la quasi seconda tangentopoli. Perché, al di là e al di qua della semantica, un’altra cloaca di vaste proporzioni ancora una volta è stata scoperta nel settentrione.

Il 12 Aprile 2010 alle 16:00 Libertà d’impresa: l’Italia è all’ultimo posto in Europa - Economia - Panorama.it ha scritto:

[...] libero, l’Irlanda (74 per cento), il regno della no tax area a cui dovrebbe ispirarsi un modello di sviluppo liberista per il Mezzogiorno secondo Oscar [...]

Il 28 Aprile 2010 alle 9:46 Quando la folla applaude il boss in manette e non la polizia - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] il vero abisso tra le due Italie non è più solo il Pil. Lo hanno pensato in molti: da Roma in su uno così non l’avrebbero mai applaudito. O [...]

Il 5 Maggio 2010 alle 16:30 Nella fanta - Europa dell’Economist, il Sud Italia è un “Bordello” (come la Grecia) - Economia - Panorama.it ha scritto:

[...] regioni del Centro Nord, che andrebbero sotto il dominio di un nuovo doge di Venezia, e posto vicino alla Grecia, l’unico stato con cui il Mezzogiorno potrebbe condividere la moneta unica, [...]

Il 6 Giugno 2010 alle 21:00 Notizie dai blog su Cresce il Pil nell’area euro ha scritto:

[...] Sud Italia più povero di Grecia e Portogallo. Il rilancio con una No tax area? Lo stabilimento di Termini Imerese in Sicilia (Ansa) L’Italia del Pil pro capite  è spaccata in tre: Nord oltre i 30.000 euro, Centro  sopra i 28.000 euro, Sud e Isole a circa 17.000 euro. blog: canale economia | leggi l’articolo [...]

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