
Cartelli di affitti - foto Ansa
“Affittasi”, ma solo a certe condizioni. Per esempio, meglio se non si dichiara niente al fisco. Mentre il mercato del mattone vede rosa e mostra i primi stabili segni di ripresa dalla fine del 2008 ad oggi, quello degli affitti continua a essere dominato da un solo colore: il nero.I dati ufficiali sono quelli dei controlli della Guardia di Finanza: su 2.639 effettuati nel corso del 2009 dalle Fiamme Gialle, gli affitti in nero rilevati generano un sommerso pari a 12, 8 milioni di euro, mentre ammontano a 5,4 milioni gli euro evasi nelle operazioni di acquisto delle abitazioni.
Ma i soli controlli non danno un’idea della vastità del fenomeno: basti pensare che secondo le stime del Sunia, sindacato degli inquilini, gli appartamenti e le case in nero sarebbero in totale più di un milione e mezzo. Circa il 40% del totale delle abitazioni affittate. Ma le ragioni di questo fenomeno non sono da ricercarsi solo nella propensione all’evasione:
Ad accettare affitti in nero, sempre secondo il Sunia, sono soprattutto quegli inquilini che o non hanno la possibilità legale di stipulare un regolare contratto (molti immigrati non in regola col permesso di soggiorno ad esempio) o che non hanno intenzione/prospettiva di fermarsi per lunghi periodi, soprattutto gli studenti o i lavoratori precari. E il gioco è facile e senza perdenti: tu affitti a me con lo sconto, e non ci paghi le tasse.
Proprio sicuri? In realtà a guadagnarci di più è l’affittuario che in assenza di un contratto regolare può imporre clausole vessatorie, non rendere note le garanzie degli inquilini o lucrare sul prezzo dei subaffitti (come avviene nel 90% dei casi di affitti a stranieri).
Secondo il Sunia il totale dell’imponibile non tassato si aggira intorno ai 13 miliardi di euro. Ma le possibilità di ridurre un fenomeno così esteso ci sono:
Il Social Housing previsto nel piano casa, se attuato senza speculazioni, può essere la soluzione per molti. Ma bisogna agire anche dal lato normativo: l’Anci chiede da tempo l’introduzione di un’aliquota ridotta (cedolare secca) al 20% sui redditi da locazione; di rendere deducibili dal reddito i canoni di affitto corrisposti dagli inquilini con particolare attenzione agli eventuali effetti sugli inquilini incapienti che non riescono a godere in tutto o in parte dei benefici fiscali e di agevolare, mediante cessione gratuita ai Comuni delle aree necessarie per interventi di edilizia residenziale sovvenzionata.
- Martedì 9 Marzo 2010
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Commenti
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Il 9 Marzo 2010 alle 19:04 pv21 ha scritto:
La nostra è la Penisola del Tesoro dove non esiste quello che tutti possono vedere e dove gli “evasori” fanno affari Fino all’Ultimo Scudo Fiscale. Il paese dove i beni sequestrati alle mafie vengono dati ad Associazioni senza sostanza. Il paese dove c’è una ripresa tanto lenta e discontinua come Se Fosse Stagnazione …
http://forum.wineuropa.it
Il 10 Marzo 2010 alle 14:23 Panorama News 10 marzo 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Affitti, in nero due case su cinque. Evasione da 3,5 miliardi "Affittasi", ma solo a certe condizioni. Per esempio, meglio se non si dichiara niente al fisco. Mentre il mercato del mattone vede rosa e mostra i primi stabili segni di ripresa dalla fine del 2008 ad oggi, quello degli affitti continua a essere dominato da un solo colore: il nero. [...]
Il 12 Marzo 2010 alle 12:05 Un quarto del reddito mangiato dalla casa - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] solo il 17% delle abitazioni occupate lo sono in base ad un titolo di affitto (ma qui entra in gioco l’alta percentuale di affitti non dichiarati). In Germania la percentuale sfiora il 60%; in Francia supera il 40%, in Gran Bretagna il 30%. Solo [...]
Il 13 Marzo 2010 alle 20:33 Circolo Luce Del Sud » Un quarto del reddito mangiato dalla casa ha scritto:
[...] solo il 17% delle abitazioni occupate lo sono in base ad un titolo di affitto (ma qui entra in gioco l’alta percentuale di affitti non dichiarati). In Germania la percentuale sfiora il 60%; in Francia supera il 40%, in Gran Bretagna il 30%. Solo [...]
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