Pmi, solide nonostante la crisi. Ma come aggredire i mercati emergenti?

Enrico Bracalente, patron di Nero Giardini

Enrico Bracalente, patron di Nero Giardini

Le Pmi italiane resistono alla crisi: il 2009 è stato difficile, ma non sembra aver intaccato la solida struttura finanziaria delle 4.483 medie imprese industriali italiane. Inoltre il 64% si è detto pronto a investire nel 2010. Questi i dati dalla nona indagine di Mediobanca e Unioncamere. Il problema però rimane l’export, soprattutto verso i mercati emergenti.

Nell’anno appena passato il fatturato delle medie imprese - secondo Unioncamere (che si è basata su un campione di medie imprese con fatturato di 13 - 290 milioni di euro, un numero di dipendenti compreso tra 50 e 499 e un assetto proprietario autonomo) - è sceso del 12 per cento e le esportazioni del 10 per cento, ma seppur in difficoltà nel 50,2 per cento dei casi (contro il 33,9 per cento attribuito alla media delle Pmi) le medie imprese industriali si confermano infatti affidabili.

Al 2010 le Pmi guardano con una dose di pacato ottimismo, convinte, in un caso su tre, che fatturato, produzione ed esportazioni torneranno in positivo. Nel frattempo, serrano gli organici, ma una media impresa su sette continuerà a creare occupazione. E per sfidare la crisi le medie imprese, spiega Unioncamere, continuano a puntare sull’eccellenza, insistendo sulla creazione di nuove nicchie di mercato dove a livello internazionale non è il prezzo più basso a vincere, ma è la qualità combinata al rispetto dell’ambiente e delle persone.

Un trend confermato anche dagli operatori. “Dobbiamo puntare sul made in Italy, il terzo brand più ricercato al mondo”, spiega Enrico Bracalente a Panorama.it, patron di Bag Spa (oltre 200 milioni di fatturato, 200 addetti, che arrivano a 2.200 contando l’indotto nel distretto limitrofo di Fermo), che ha dato vita al marchio di scarpe Nero Giardini; imprenditore dalle simpatie leghiste (di recente ha incontrato il ministro Umberto Bossi), soprattutto per la difesa del made in Italy.

“I clienti all’estero cercano il prodotto italiano, ma spesso non riusciamo ad esportare in molti paesi i nostri marchi. Siamo ottimi produttori, ma pessimi venditori: dobbiamo migliorare questo aspetto e aprire nuovi mercati. Una strada facile per i grandi marchi, ma spesso impossibile per le piccole imprese”, prosegue il patron di Bag Spa, citata dal Financial Times nel 2008 come esempio di azienda che è riuscita a creare vantaggio competitivo non delocalizzando all’estero.

La Germania, infatti, assieme ad altri paesi Ue è ancora il cliente principale in molti settori, mentre Asia e Sud America hanno ancora percentuali basse nell’export nazionale. La soluzione? “Creare dei consorzi e collaborare con le istituzioni per meglio penetrare questi mercati: questa è l’unica via praticabile per far ripartire le aziende medio piccole”, conclude Bracalente.

Commenti

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Il 13 Marzo 2010 alle 14:16 erik36 ha scritto:

Massimo Morici, un imbecille come me già negli anni 70 e fino al 2001 anno in cui mi sono ritirato, girando il mondo, constatai che nessun paese è forte come l’Italia per la sua ossatura di piccole, medie e artigianali imprese,attività trascurate da ignoranti governanti che sperperarono immense ricchezze in utopiche industrializzazioni del sud dove andava incrementata l’agricoltura, il turismo e appunto le piccole attività innovative,creatrive e avveniristiche, non faraonici impianti e fasulle aziende che servirono solo per finanziare politica e industriali del nord. Ora è dura ma il vero problema resta la criminalità organizzata in cui ne è coinvolto il governo e buona parte dei parlamentari. Di veri imprenditori ce ne sono molti, e lottano disperatamente contro i falsi, che son più forti e hanno il controllo finanziario e politico. E’ questo il nemico da sconfiggere, primo fra tutti il capo banda.

Il 22 Marzo 2010 alle 13:18 Crisi economica: e se la soluzione fosse nel terziario? - Economia - Panorama.it ha scritto:

[...] potrebbe essere una strada per lo sviluppo del terziario, nonché un valido sostegno per l’export del made in Italy. Utile, in questo senso, il confronto con le realtà straniere presenti in Italia, come ha fatto [...]

Il 22 Marzo 2010 alle 17:50 Circolo Luce Del Sud » Crisi economica:e se la soluzione fosse nel terziario? ha scritto:

[...] potrebbe essere una strada per lo sviluppo del terziario, nonché un valido sostegno per l’export del made in Italy. Utile, in questo senso, il confronto con le realtà straniere presenti in Italia, come ha fatto [...]

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