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Pensionati in attesa in un ufficio Inps (Ansa)
Entro il 2050 molti paesi secondo l’Ocse avranno una percentuale di pensionati più alta di lavoratori ancora in attività. Tra questi anche l’Italia, paese in cui le pensioni pesano sui conti pubblici e incideranno sempre più sulle casse dello Stato. Ma oggi a che età si va in pensione nei paesi più sviluppati al mondo?
La media dell’età legale per il ritiro dal lavoro è attorno ai 64 anni, ma si passa dai 58 anni della Turchia ai 67 anni della Norvegia. In Europa le riforme previdenziali sono al centro del dibattito sui conti pubblici dei cosiddetti Pigs, cioè i paesi con i bilanci in rosso (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna). E la Spagna, per esempio, di recente ha deciso di alzare l’età della pensione da 65 a 67 anni, proprio per evitare nei prossimi anni lo squilibrio tra persone ritirate dal lavoro e quelle ancora in attività.
E in Italia? La spesa pubblica per pensioni è la piú elevata tra i paesi dell’Ocse: quasi il 30 per cento del bilancio rispetto ad una media del 16 per cento (14 per cento del Pil in Italia contro una media Ocse del 7,2 per cento). “Il rischio di un tale sistema è che la spesa pensionistica pubblica spiazzi altre spese auspicabili, sia nella politica sociale (le prestazioni familiari per esempio) sia altrove (la spesa per l’istruzione, per esempio)”, la conclusione dell’Ocse nel suo rapporto 2009.
La riforma dello scorso anno ha alzato l’asticella dell’età di addio al lavoro delle dipendenti pubbliche per rispondere ai richiami della Ue, mentre i primi ritocchi alle finestre di uscita sono previsti, secondo il calendario attuale, entro il 2015. La ricetta per l’Italia, suggerita di recente da Business Europe (qui il rapporto di marzo 2010) sarebbe quella di alzare ulteriormente l’età pensionabile. Ma sarà difficile superare le forti resistenze dei sindacati, vero ostacolo verso una efficiente riforma delle pensioni.
Ecco un grafico dell’Ocse che mette in confronto i vari paesi più industrializzati (clic per ingrandire):
Di seguito un grafico Ocse sulla spesa pubblica per le pensioni in rapporto al Pil in Europa (clic per ingrandire):
- Martedì 16 Marzo 2010


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Commenti
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Il 16 Marzo 2010 alle 19:06 pv21 ha scritto:
Perchè non parliamo della pensione dei Parlamentari? Magari di quelli che siedono anche in regione + provincia + comune. Perchè non parliamo della cosiddetta perequazione automatica che dovrebbe difendere il potere d’acquisto della pensione, ma viene tassata come se fosse reddito aggiunto? E soprattutto perchè non parliamo di questa “risalita non veloce” che pesa come SE FOSSE STAGNAZIONE …
http://forum.wineuropa.it
Il 16 Marzo 2010 alle 22:53 erik36 ha scritto:
Massimo Morici,su questo tema già l’anno scorso feci degli appunti sull’imbecillità dell’OCSE e vedo che ti ci devo mettere pure te nella categoria. Le percentuali degli altri paesi non ci riguardano, cosa ci riguarda e di stabilire cosa c’entra l’INPS con la spesa pubblica. L’INPS incassa contributi dai lavoratori per garantire la loro pensione, sono soldi dei lavoratori, tolti ai lavoratori, non hanno nulla a che vedere con le spese di bilancio. Risulta che nel 2008 l’INPS realizzò un utile di 11 miliardi e rotti e per aggiungerne un’altra, a giugno, incassò 950 miliardi dai precari elargendo solo 350 milioni. Se si considerano questi soldi dello Stato, è l’ennesima presa per il culo dei lavoratori, tra i quali chi regge il maggior introito, sono dipendenti. La vogliamo smettere con queste falsità o dobbiamo imbracciare il mitra, perché fin che si parla di barzellette tutti a ridere, ma continuare a bastonarlo, anche il cane più fedele morde il padrone. Vuoi una bella legnata pure tu? Ci provò pure Draghi, qualche mese fa, intervenne il direttore dell’INPS, disse che i conti erano a posto e non occorrevano alcune modifiche. Lo mandiamo affanculo con l’OCSE? Che ne dici, parlo del drago Draghi. Tra i lettori, c’è qualcuno, con un minimo di palle che sostenga questa tesi o siete tutti coglioni e pecoroni, qui non si tratta di destra o sinistra, si tratta del vostro culo, proteggetevelo , sommergete il blog, ma non solo questo, tutti mandiamoli in tilt. Sto aspettando il bilancio del 2009, chi lo avesse per primo lo pubblichi, non è facile averlo, il sito è crittografato e i bilanci per chi non è dotato di programmi particolari, non si leggono, viva la libertà di informazione, manco i bilanci che interessano la maggior parte degli italiani sono accessibili, occorre aspettare che i gestori dei media si degnino. L’anno scorso il dato lo dette velocemente in una sola edizione, il TG di Rai3, l’unico TG della rete nazionale, per fortuna pubblica.
Il 17 Marzo 2010 alle 17:49 fu36 ha scritto:
Mi associo all’iniziativa di erik36, è ora di finirla con il succhiare sangue ai lavoratori e yagliare le unghie agli avvoltoi della politica, industria e finanza facciamoci sentire, che rispettino i diritti umani in tutti i sensi e non solo a parole.
Il 17 Marzo 2010 alle 18:03 fu36 ha scritto:
pv21, i parlamentari non godono di pensione, è un vitalizio, poveretti hanno come mnimo tre professioni e maturano già tanto che per eludere è stata aggiunto questo furto. Gli anni da onorevoli( termine improprio ma sorvoliamo) dovrebbero essere considerati come il periodo militare ai tempi della chiamata di leva, orria maturare la pensione. Si tratta solo ed unicamente della voracità della casta che i lavoratori castra. E’ un errore chiamarli coglioni, come li definì l’on. Primo Ministro, è gente senza coglioni se li avesse ricorrerebbe alla rivolta, q
Il 17 Marzo 2010 alle 18:08 fu36 ha scritto:
Interrotto riparto dalla q. Qualunque sia l’orintamento destra, sinistra o centro, è questione che interessa a tutti, a tutte le persone oneste che credon in una giustizia e si ribellino a quella che non c’è.
Il 18 Marzo 2010 alle 15:17 cobo ha scritto:
Perché si continua a dire che le pensioni sono a carico dello stato ? ,
mi risulta , invece ,che mensilmente l’INPS paga le pensioni con i soldi che riceve dalle aziende come contributi previdenziali dei lavoratori dipendenti(sistema a ripartizione) , aggiungo, in oltre, che il bilancio consuntivo del 2008 è in attivo, come quello degli anni precedenti.
I dipendenti pubblici versano all’INPDAP e sono una piccola minoranza rispetto ai lavoratori privati che versano all’INPS (circa 3 milioni pubblici contro ai 25 milioni dei privati ).
Probabilmente sarà lo stato che non riesce a far quadrare i propri conti , e, prova ad allungare le mani nel portafoglio dei risparmi contributivi dei privati .
Il 19 Marzo 2010 alle 0:20 smoke36 ha scritto:
cobo, il bilancio reale del 2008, di 11 miliardi e rotti, fu del 27% in più del 2007. Aspettiamo quello del 2009 con ansia. non è probabilmente, La Russa ha detto che se lo stato ha bisogno di soldi, può anche usare quelli, quindi ci contano. Tanto chi lo piglia, sai dove, sono sempre gli stessi.
Il 19 Marzo 2010 alle 11:59 Panorama News 18 marzo 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Conti pubblici: ecco i paesi in cui si va più tardi in pensioneEntro il 2050 molti paesi secondo l’Ocse avranno una percentuale di pensionati più alta di lavoratori ancora in attività. Tra questi anche l’Italia, paese in cui le pensioni pesano sui conti pubblici e incideranno sempre più sulle casse dello Stato. Ma oggi a che età si va in pensione nei paesi più sviluppati al mondo [...]
Il 27 Aprile 2010 alle 15:23 Pensioni: l’Inps chiude il 2009 in attivo, ma incidono sull’11,3 per cento del Pil - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] se la media Ocse del 7,5 per cento del Pil rimane lontana, secondo il presidente dell’Inps Antonio [...]
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