
Decreto incentivi 2010, sconti di 1.000 euro per cucine nuove (Ansa)
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto incentivi 2010 (qui il comunicato del governo), che quest’anno sono pari a 300 milioni di euro, finanziati per 200 milioni con entrate fiscali, per 50 milioni con il Fondo finanza d’impresa e per ulteriori 50 milioni con credito d’imposta. A questi si aggiungono 70 milioni a supporto della realizzazione di campionari tessili e altri 50 milioni per il sostegno a determinati “settori innovativi”, per un totale di 420 milioni di euro in agevolazioni per rilanciare i settori in crisi.
Previsti contributi al consumo che riguardano principalmente la mobilità sostenibile, i motocicli elettrici, la abitazioni, gli elettrodomestici, le cucine, le macchine agricole, le gru, i motori per la nautica. Basteranno, tuttavia, a far ripartire il sistema produttivo?
Secondo l’editoriale de Il Sole 24 ore, no: sulla linea del comunicato ufficiale della Confindustria, che apprezza lo sforzo del governo (”la situazione della finanza pubblica non permette il varo di misure più consistenti”), ma ritiene lo stesso le misure adottate limitate, Fabrizio Forquet boccia il provvedimento del governo, paragonandolo a ”un topolino piccolo, piccolo per un paese che ha bisogno di stimoli vigorosi per rimettersi con decisione sul cammino della crescita”.
Lo scorso anno, infatti, fa notare il quotidiano degli industriali, il sistema produttivo italiano potè contare su 900 milioni di euro (e ancora poco rispetto alle manovre miliardarie di altri paesi sviluppati), mentre quest’anno la cifra si è ridotta di due terzi e sono rimasti fuori settori industriali strategici per il made in Italy.
C’è da rilevare però che il sistema Italia non può puntare, soprattutto in momenti di crisi e di ristrettezze nelle finanze pubbliche, sempre sul mercato interno con lo strumento degli incentivi (che per anni hanno sostenuto il settore auto, per esempio). Anzi, una nuova spinta potrebbe derivare, come hanno sottolineato alcuni osservatori, proprio dall’aumento dell’export verso i mercati emergenti.
E un segnale in questa direzione viene dai risultati delle esportazioni di gennaio 2010, quando il sistema produttivo del nostro paese ha finalmente registrato un segno positivo ( il dato più alto da 15 mesi): +1 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (qui il comunicato Istat di marzo 2010), grazie all’incremento del 4,7 per cento dell’export verso i paesi extra - Ue (Cina e Turchia in primis), mentre l’export verso i paesi Ue, che rappresenta ancora la fetta più ampia delle nostre esportazioni (con la Germania in testa al 12% del totale), rimane ancora negativo per 1,4 per cento.
Una strada da seguire, soprattutto per rendere l’Italia sempre meno al traino di paesi come la Germania, locomotiva della Ue. Anche se, come rileva il Sole 24 ore, occorre tenere presente che “la sola domanda internazionale non potrà bastare a dare forza al sistema produttivo”.
- Sabato 20 Marzo 2010
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Commenti
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Il 20 Marzo 2010 alle 18:11 pv21 ha scritto:
Dopo la batosta a due cifre del gennaio 2009 l’incremento di +1% (2010) è una svolta epocale. Dove sono le scelte di politica industriale? Incentivi di questo tipo sono la ciliegina sulla torta per i ricchi, i multiproprietari, ecc. Un paio di miliardi vale il portafoglio di quella TAGLIOLA TRIBUTARIA che lima incessantemente il potere di acquisto di dipendenti e pensionati …
http//forum.wineuropa.it
Il 21 Marzo 2010 alle 13:43 jane55 ha scritto:
Io faccio una proposta scriteriata e assurda. Ma perche’ i commercianti e comunque le grandi produzioni invece di continuare ad aumentare i prezzi non provano a diminuirli? E mi spiego,si guadagnera’ di meno sulla singola vendita, ma se la gente trova prezzi accettabili che non dissanguano, compra, e quindi si guadagnera’ sulla quantita’ delle vendite. Cio’ rilancerebbe i consumi e l’economia in generale. E non mi si dica che ci sono alti costi di produzione, perche’ad es.le grandi grif e’ risaputo che fanno fare i loro prodotti magari in India,dove il prezzo della manodopera e’ stralciato. Per i prodotti alimentari sappiamo poi che la filiera ne aumenta abnormemente i costi, mentre comprare direttamente dal produttore costa molto di meno. E allora proviamo ad abbassare i prezzi,alla faccia dei grandi produttori, magari per una settimana o due, e si vedra’ che la gente compra. Naturalmente so bene che ci sono tanti altri fattori che non permetteranno mai questo tipo di iniziativa, ma chissa’, forse uno di questi e’ il caro,sano, vecchio fattore che si chiama cupidigia umana.
Il 22 Marzo 2010 alle 16:29 Panorama News 22 marzo 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Decreto incentivi 2010: una vera spinta per il sistema produttivo italiano? [...]
Il 22 Marzo 2010 alle 16:50 fu36 ha scritto:
La candida jane55 è arrivata ad una verità senza saperlo. Il vocabolario dice che inflazione significa aumento dei prezzi dovuto alla troppa moneta in circolazione. E’ falso, non è la troppa moneta in circolazione, è speculazione di chi detiene i prodotti, la troppa moneta dovrebbe favorire i consumi e non viceversa. Non si verifica perché ne approfittano commercianti e operatori. Il provvedimento agevola solo chi veri problemi non ne ha, chi non arriva a fine mese non pensa di cambiare il frigo o il motore della barca, ennesima presa per i fondelli. Piccola jane55 hai ragione, nella tua innocenza, ma gli squali ti mangiano e non si curano di te.
Il 24 Marzo 2010 alle 12:13 nicksergio ha scritto:
il superministro Tremonti ha partorito il topolino in un settore a bassa tecnologia,mentre il paese annaspa tra burocrazia corrottta ed elefantiasica,mancanza di infrastrutture e reti informatiche medioevali….
Il 9 Aprile 2010 alle 11:00 Notizie dai blog su Il Decreto Incentivi è cumulabile con altre agevolazioni ha scritto:
[...] per il sistema produttivo italiano? Decreto incentivi 2010, sconti di 1. blog: canale economia | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un commento [...]
Il 19 Aprile 2010 alle 15:36 speciale10 ha scritto:
INCENTIVI NAUTICA 2010
Questa mattina (19 aprile) sono stato informato che la mia richiesta di usufruire degli incentivi 2010 per l’acquisto di un motore marino fuoribordo non era stata accettata in quanto il BONUS era già terminato.
Mi avevano riferito che il bonus per la nautica era di 20 milioni di euro, è vero?
In caso affermativo, considerato che per ogni motore marino l’incentivo massimo (20%) poteva arrivare mediamente a € 1.000,00 ne consegue che il bonus avrebbe dovuto soddisfare almeno 20.000 richieste.
Credo che in un solo giorno lavorativo (venerdì 16 aprile) nemmeno la Protezione civile appoggiata dagli alieni di Avatar avrebbe potuto evadere 20.000 richieste.
A questo punto mi domando: NON SARA’ LA SOLITA BUFALA POLITICA?
Il 23 Aprile 2010 alle 7:26 In soli sette giorni, incentivi “al consumo” quasi esauriti - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] Quando è stata lanciata l’iniziativa si è parlato subito di “caos legislativo” peggiorato dalla proverbiale inefficienza del call center di Poste Italiane -scelte dal ministro proprio in virtù della loro presenza capillare in tutto il Paese-, ma in pochissimi giorni le poste hanno dimostrato di essere all’altezza del compito affidato loro: 650 mila le chiamate ricevute e 188 mila gli acquisti prenotati, per un valore di 77 milioni di Euro. [...]
Il 11 Giugno 2010 alle 16:21 Fiat e Indesit hanno ricevuto degli incentivi: manterrano (almeno) la produzione in Italia? - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] le aziende hanno goduto, e continuano ad avvalersi, degli incentivi statali per sostenere le vendite e quindi la produzione. E come contropartita ci si aspetterebbe [...]
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