Finanza: gli gnomi dell’est

gnomi-dellest

«Xè veneta!». Quando gli amici hanno chiesto a Enrico Marchi perché mai investire centinaia di milioni di euro in azioni Generali, il presidente della Finint di Conegliano Veneto non ha esposto sofisticate strategie di allocazione delle risorse. Ha detto, semplicemente: «Perché xè veneta!». Marchi è la quintessenza del regionalismo finanziario che ha portato alla ribalta il Nord-Est sulla scena dei poteri forti. È lui, infatti, l’ideologo del blitz trevisan-vicentino che ha portato la finanziaria Effeti a comprare dall’Unicredit il 2,26 per cento delle Generali, proprio alla vigilia del ricambio del vertice, per una spesa di circa 635 milioni di euro, 300 dei quali provenienti proprio da tasche venete.

La Effeti è posseduta al 49,9 per cento dalla Fondazione Crt di Torino e al 50,1 per cento dalla Ferak di Vicenza, controllata dalla famiglia Amenduni, proprietaria delle acciaierie Valbruna. Gli altri soci sono nordestini doc: la stessa Finint, gli Zoppas e la Veneto Banca Holding guidata da Vincenzo Consoli, con sede a Montebelluna in provincia di Treviso, che rappresenta il polmone finanziario degli gnomi del Nord-Est.

Sommando la quota che la Ferak già aveva in Generali, l’1,7 per cento circa, e il 2,26 acquistato recentemente, si scopre che il 4 per cento della seconda compagnia assicurativa europea fa riferimento a decine di imprenditori del Veneto felix: liquidissimi, riservatissimi e laboriosissimi. I quali hanno affidato una parte consistente dei loro averi a finanziarie guidate da veneti che investono in Veneto con società venete e, possibilmente, con imprenditori veneti.

Marchi è uno di questi. I suoi amici storici sono tutti del Nord-Est: Niccolò Ghedini, legale del premier Silvio Berlusconi; Giovanni Perissinotto, uno dei due amministratori delegati delle Generali; Giancarlo Galan, governatore uscente della Regione Veneto. Per capire il personaggio basta dire che una sera di qualche anno fa, mentre Galan e Ghedini discettavano di Benedetto Croce, Marchi se ne uscì con un «poche storie, l’importante è essere anticomunisti».

Suo socio nella Finint è Andrea De Vido, la mente finanziaria della società. È lui che, senza che nessuno se ne accorgesse, ha messo in piedi a Conegliano il più numeroso gruppo italiano di professionisti che si occupano di finanza aziendale. Ed è stato lui, nel 2008, a organizzare l’acquisto dall’Unicredit di ben 24 miliardi di crediti sui mutui casa, operazione che Il Sole-24 Ore definì «strabiliante, senza precedenti, la più grande di questo tipo mai chiusa in Europa».

Fu una delle poche grandi operazioni di successo che i veneti hanno realizzato fuori dai confini regionali. Quando, infatti, mettono il portafoglio fuori dalla regione, a volte succedono disastri. Come quando Marchi, presidente, amministratore delegato e azionista della Save, società che gestisce lo scalo di Venezia, tentò di sfilare gli aeroporti di Roma alla Gemina di Cesare Romiti. I Benetton soccorsero Romiti e il risultato furono minusvalenze da capogiro. E nemmeno andò bene con la Volare, compagnia aerea nella quale era coinvolto insieme con gruppo Ligresti e Generali che, invece di decollare, planò con un buco da 500 milioni.

Se Marchi è l’ideologo della conquista alle Generali e De Vido la mente, gli Amenduni sono il braccio armato, gli apripista, anche loro con un’operazione extra regione non brillante: la partecipazione nella società immobiliare milanese Aedes che nel 2007 è stata svalutata per 51 milioni. Forti di un fatturato del gruppo siderurgico di oltre 1,2 miliardi, gli Amenduni non si sono lasciati impressionare. Né li hanno spaventati i circa 200 milioni di minusvalenze potenziali sulla loro quota in Generali detenuta dalla Ferak; anzi, hanno riaperto il portafoglio varando un aumento di capitale da 150 milioni per comprare «ciò che è nato qui», come dice un loro socio che vuole restare anonimo. Il quale aggiunge, tanto per essere chiari: «In questa operazione c’è una forte valenza locale».

Strano discorso per una famiglia originaria di Bari dove, nel 1918, nacque il patriarca Nicola che, rimasto orfano di padre a 17 anni, ha proseguito l’attività di costruzione di macchine per l’industria olearia. A 40 anni compra le acciaierie Valbruna di Vicenza trasferendosi in Veneto con i suoi cinque figli: Michele, Ernesto, Massimo, Maurizio e Antonella (come lui si sono laureati lavorando di giorno e studiando di notte), ognuno dei quali proprietario del 5,2 per cento dell’impero di famiglia. A loro si devono l’espansione nella finanza e l’ingresso nel patto di sindacato della Mediobanca con lo 0,77 per cento.

Nel Nord-Est l’ultranovantenne Nicola è apprezzato e ammirato benché sia pugliese e il motivo è che condivide al 100 per cento la, chiamiamola così, way of life locale. Il suo motto è infatti «lavorare, lavorare, lavorare». Dal carattere non facile, ha rotto ogni rapporto con Gianni Zonin e la sua Popolare di Vicenza, nella quale era presidente del collegio dei probiviri, per via delle dimissioni del direttore generale e contrasti sulle strategie della banca.

La terza gamba della finanza veneta è la Palladio, chiamata «Mediobanca del Nord-Est», anch’essa con alle spalle un affare extra regione andato a vuoto: l’acquisto della bresciana Hopa di Emilio Gnutti, finita alla Mittel di Giovanni Bazoli, presidente dell’Intesa Sanpaolo. Tra i soci della Palladio c’è chi tirò un sospiro di sollievo spiegando che «le cose bresciane lasciamole ai bresciani».

La Palladio è controllata al 59,5 per cento dal management guidato dal fondatore, Roberto Meneguzzo, e da Giorgio Drago, che hanno aggregato attorno alla finanziaria una schiera di imprenditori locali praticamente sconosciuti fuori dalla regione ma ognuno con storie incredibili e portafogli gonfi di centinaia di milioni. Come la famiglia Bocchi di Verona (3,4 per cento della Palladio) che, dopo la scomparsa nel 2008 del patriarca Giovanni, ha venduto l’attività di distribuzione di frutta e verdura a un gruppo olandese; partiti come scaricatori di cassette di frutta, arrivarono a fatturare 1 miliardo di euro. Antonio Spillere (10,4 per cento), amministratore unico della Telwin di Vicenza, leader mondiale nel settore delle saldature. La lussemburghese Fincuber (4,6 per cento) che fa capo a Sergio e Franco Bernardi di Treviso, ex proprietari della catena di supermercati Vivo. La famiglia Ricci di Milano (3,2), ex proprietari della Tre Marie e dello storico caffè milanese Cova.

La Palladio, che ha avuto un ruolo chiave nell’operazione Effeti, ha asset per 500 milioni e una capacità finanziaria di oltre 2 miliardi. Attraverso i suoi vari veicoli d’investimento, partecipazioni in una quarantina di medie imprese quasi tutte venete con poche eccezioni, come la Buffetti (49 per cento) e la De Fonseca (82 per cento). Si deve soprattutto a Meneguzzo l’idea di aggregare all’operazione Generali la Fondazione Cassa di risparmio di Torino, guidata da Andrea Comba (presidente) e Angelo Miglietta (segretario generale), che ha già solidi legami con il Nord-Est, vista la partecipazione nell’Atlantia (ex Autostrade) dei Benetton. Secondo fonti interne alla Palladio, i rapporti con la Fondazione Crt «potrebbero dare vita a nuove operazioni. È un’alleanza d’affari, ma stabile».

E mentre a Vicenza, Treviso, Conegliano e Montebelluna si infittiscono gli affari, nella city milanese ci si interroga sul significato «politico» dell’assalto veneto al Leone. Che ha un effetto chiaro e contiene una domanda. Le quotazioni dell’unico vicentino doc candidabile alla guida del gruppo assicurativo, Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni, sono cresciute esponenzialmente, anche se non sono mai diminuite quelle di Cesare Geronzi, presidente della Mediobanca. Bisognerà però affrettarsi a trovare la soluzione anche per una banale questione di cerimoniale: quale nome bisognerà stampare sui biglietti di invito che verranno inviati dalla Mediobanca per la commemorazione, il 23 giugno, dei 10 anni dalla morte del fondatore Enrico Cuccia?

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 5 Aprile 2010 alle 10:44 fransua ha scritto:

ora tocca al governo del fare!!!!che ne diciamo di verificare il progetto!!!!!!!!che portera lavoro e ripresa dell”economia!!!
il 3millennio
http://fransua.beepworld.it
o scrivete (il 3millennio facebook)

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


richard-branson
richard-branson



rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101