È il Canada il nuovo partner privilegiato dell’India?

Tecnici indiani al lavoro (Credits: LaPresse)

Tecnici indiani al lavoro (Credits: LaPresse)

Il Canada vanta una lunghissima tradizione di manifestazioni di protesta pacifiche. Attitudine che le permette, soprattutto oggi, di superare i timori dell’opinione pubblica verso alleanze commerciali giudicate “poco sicure”. In questi giorni nell’occhio del ciclone ci sono i rapporti commerciali con l’India, anche a causa della visita di una delegazione governativa di New Delhi, giudata dal ministro delle infrastrutture Kamal Nath, ospitata a Toronto, Ottawa e Montreal.

Le complementarietà economiche tra Canada e India sono evidenti: l’India sta cercando di emergere come gigante politico ad economico, e le sue potenzialità commerciali fanno gola a tanti in Canada. E il fatto che il ministro Nath sia responsabile della liberalizzazione economica del paese e dell’implementazione del progetti infrastrutturali lo trasforma nell’interlocutore perfetto per stringere contratti di collaborazione di ampio respiro. Del resto, proprio in Canada Kamal Nath ha esposto chiaramente l’obiettivo di costruire, in India, una media di 20 chilometri di strade al giorno. Un investimento da almeno 50 miliardi di dollari all’anno.

Stupisce constatare che i moti di protesta anti-indiani più agguerriti dei giorni scorsi siano stati guidati da indiani-canadesi, prevalentemente sikh. Il sikhismo è una religione nata in India settentrionale nel XV secolo, e la “questione sikh” cui fanno riferimento gli indiani-canadesi non va a rivangare la colonizzazione inglese delle terre sikh, ma il biennio di terrore 1984-85 in cui l’esercito indiano attaccò il Tempio d’Oro del Punjab, venne assassinata l’allora Primo Ministro Indira Gandhi dalle due guardie del corpo sikh e, come diretta conseguenza, almeno 3.000 sikh di New Delhi persero la vita durante il massacro che prese di mira la capitale. Nel 1985, infine, in un attentato a un aereo di linea indiano in partenza da Toronto persero la vita i 329 passeggeri.

La comunità indo-canadese ha protestato per la visita del ministro Nath perché lo ritiene parzialmente responsabile del massacro dei sikh di Delhi (negli anni ’80 il ministro era molto vicino alla famiglia Gandhi). Kamal Nath ha naturalmente respinto le accuse, sottolineando quanto sia sospetto il fatto che nelle sue precedenti visite in Canada nessuno avesse mai fatto riferimento al suo presunto coinvolgimento nel massacro dell’84.

Nel 1985 il Canada insabbiò alcune informazioni relative all’attentato al volo Air India per evitare di rimanere coinvolta in una questione così delicata. E oggi ha meno voglia di ieri di riaprire la questione: l’India è un’economia giovane che ha bisogno di capitali e di know how. Il Canada è in grado di fornirle entrambi, e il governo di Ottawa si rende conto di quanto possa essere conveniente, per il paese, concludere contratti di collaborazione per costruire infrastrutture, servizi, fornire capitali, risorse energetiche e assistenza nei progetti industriali. Prospettiva, questa, che dovrebbe riuscire anche a rassicurare i timori dell’opinione pubblica indo-canadese.

Commenti

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Il 1 Aprile 2010 alle 19:28 smoke36 ha scritto:

E’ vero Luna, il Canada è un po’ cavallo pazzo, pensa che per non far mancare i sigari cubani ai ricchi USA, se ne fregò delle sanzioni e li importava dall’Avana per poi introdurli negli USA e su questo nulla ebbe a che dire nessuno e l’ONU davanti agli affari non conta nulla, sarebbero insorti i ricchi USA amanti del sigaro originale.Se l’India capisse che le vacche sono anche buone da mangiare farebbero un bel passo aventi dove con il Kamasutra sono già in testa. Bella scuola, ora che hai la patente lo puoi provare, con diplomazia s’intende, mi sa che mascella forte se la sappia cavare bene. Auguri.

Il 4 Aprile 2010 alle 1:15 indigesto ha scritto:

Le potenziali risorse canadesi sono sterminate ed il livello tecnologico in alcuni settori è pressochè pari a quello degli USA, con il vantaggio di un’economia più sana. Questo l’India l’ha capito e si sta muovendo di conseguenza. Le proteste dei Sick canadesi non possono considerarsi nemmeno un incidente di percorso. Vi sono in ballo interessi molto più ampi di quelli afferibili a piccole beghe di ordine etnico-religioso.

Il 4 Aprile 2010 alle 1:56 smoke36 ha scritto:

Ammazza che cultura, conosce pure il Canada, è più vasto degli USA e ha poco più di un decimo della popolazione USA, ha pure la regina d’Inghilterra come capo di stato. E’ che fa un freddo cane e li la mafia non è entrata, è meridionale e poi sono troppo pochi, non ci sono coltivazioni di coca e di emigranti ne ha pochi, vuol dire che offre poco.

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