Chi è la nuova guida della Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi?

Borsa Italiana (Credits: LaPresse)

Borsa Italiana (Credits: LaPresse)

“Sono onorato che mi sia stata affidata la guida di Borsa Italiana e sono entusiasta di poter lavorare per accrescere il successo che abbiamo raggiunto fino ad oggi”. Sono state queste le primissime parole di Raffaele Jerusalmi dopo che ieri pomeriggio è stata confermata la sua nomina ad Amministratore Delegato, a seguito della decisione di Massimo Capuano di lasciare la carica, che ricopriva dal 1997.

Ma chi è l’uomo che è destinato a decidere delle sorti del mercato azionario italiano? Quarantanove anni, bocconiano, con un’importante esperienza professionale in Gran Bretagna e l’attitudine per l’internazionalizzazione, Raffaele Jerusalmi è anche dotato, secondo i suoi colleghi, di uno spiccato spirito commerciale. Ha cominciato la sua carriera nel mondo delle banche, lavorando per l’ufficio di Credit Suisse a Londra per cinque anni. Nel 1998, è entrato alla Borsa Italiana, dove si è specializzato nel settore dei derivati. Porta la sua firma la fusione con la Borsa di Londra, che nel 2007 ha dato vita a una delle maggiori conglomerate del settore a livello mondiale, con la creazione del London Stock Exchange Group: più di 3500 società quotate, un valore di mercato di quasi cinque miliardi di Euro. Un’operazione che ha segnato un cambio di strategia storico per la Borsa Italiana, da sempre fiera della propria autonomia, e che ha rappresentato una scelta a forte vocazione europea, visto che alla nostra Borsa si era interessata anche New York.

La nomina del successore di Capuano rappresenta senza dubbio una scelta di continuità. Il rapporto tra i due è infatti sempre stato strettissimo, sin dall’ingresso di Jerusalmi in Borsa Italiana, avvenuto a pochi mesi dell’ascesa dello stesso Capuano ad Amministratore Delegato della società, e si è ulteriormente consolidato con l’operazione di fusione con la Borsa di Londra, che ha avuto in Capuano l’ispiratore. Forte di una profonda conoscenza della macchina aziendale e dei mercati, sarà Jerusalmi a traghettare la Borsa in una fase che dovrebbe vedere finalizzarsi la normativa che regolamenterà il problematico settore dei prodotti finanziari derivati.

Commenti

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Il 2 Aprile 2010 alle 14:57 vincenzo.m. ha scritto:

In onore ai risultati della borsa italiana.

Emozioni miste consentono di esternare orgoglio e soddisfazione nell’apprendere che, in relazione all’incremento alla propria espansione, la Borsa italiana ha raggiunto significativi livelli internazionali.

Si esprime augurio affinchè la trasformazione della Borsa italiana venga celebrata in una apoteosi di gioia popolare: possano le massime autorità italiane rendere il giusto merito a coloro che hanno contribuito a tale successo.

Il 2 Aprile 2010 alle 18:21 smoke36 ha scritto:

Cara Luna, questo Raffaele Jerusalmi che dal nome mi fa credere appartenete al popolo auto elettosi prediletto, sarà pure un abile giovane ma purtroppo allievo di una scuola truffaldina, londinese e svizzera tra le peggiori, non in qualità quanto in onestà e correttezza. Vedi, la borsa è un gioco, oltre che d’azzardo, anche sporco perché al tavolo vi siedono troppi bari che non sono pugliesi ma proprio barano. Se si trattasse di un gioco, nulla da eccepire ma qui o li, si gioca sulla pelle degli altri e a smenarci è sempre il popolino che non gioca, non so se ci hai fatto caso. Come in tutti i giochi d’azzardo, vince sempre il più forte, quello che ha più soldi. E’ una grande rete con le maglie strette, pesca tanti pesciolini che si mangiano i pescicane. Quindi a mio avviso il giovanotto lo considero tale e quale ad un terrorista in guanti bianchi, come tutti i grandi giocatori a quel tavolo. Quando la borsa sale, al popolino non ne viene niente, quando scende ecco che arriva il padulo e il popolino se lo trova nel c… (fa rima, pensaci tu)Non è proprio una bella cosa, il popolino preferisce la semplice (per modo di dire) scopa, chi con le carte e i più scopando che, a parte le escort dei potenti, costano poco e fanno godere di più. Il malessere mondiale, definito crisi, deriva proprio da quel gioco, quindi sono quei giocatori i veri terroristi, ma si fa finta di non capirlo perché fa comodo ai potenti, preti e generali, sempre sulla pelle del popolino, naturalmente. Quindi di un delinquente non me ne frega nulla, è un parassita come tanti, non gli auguro del male ma se gli venisse un accidenti non verserei una lacrima. M’incazzo di più per quei 17 mila bambini che muoiono ogni giorno di fame e stenti e quel miliardo di individui in miseria che se il baldo finisse sotto il tram. Sono cattivo, abbi pazienza.

Il 3 Aprile 2010 alle 14:14 indigesto ha scritto:

Quasi tutta l’alta Finanza e le fonti di energia sono nelle mani degli ebrei, in Italia come in Europa e negli USA. Non per niente hanno vinto la guerra e comandano. Significa anche che ci sanno fare! Il guaio è che l’hanno vinta anche i loro compagni di sventure, come comunisti, gay e zingari..e in qualche modo comandano anche quelli! Se il commento che precede fosse mondo dalle solite sconcezze lo si potrebbe anche condividere.

Il 3 Aprile 2010 alle 18:35 smoke36 ha scritto:

Si da il caso che le guerre le ha sempre scatenate il capitalismo con radici rosse di sangue, quello dei poveri.Per l’ottuso sono sconcezze, peccato non ci siano state più guerre, grazie ai rossi che le hanno evitate e il capitalismo se l’è presa con staterelli, altrimenti avrebbe provato che significa. Scordavo, è stato riformato per deficienza, sia fisica che mentale, tuttavia se la sarebbe vista brutta, il capitale no.

Il 8 Aprile 2010 alle 18:49 indigesto ha scritto:

Le sconcezze sono quelle del liguaggio, che inquinano anche quel poco che c’è da apprendere. Apprendo difatti adesso che sono stato riformato per deficienza fisica e mentale. Quanto alla fisica mi basta per ciò che mi ha dato e che ancora mi dà. La mentale, poi, è così evidente che non servono scuse!

Il 9 Aprile 2010 alle 0:36 smoke36 ha scritto:

Chiaro, un deficiente non lo sa di esserlo, glie lo si deve dire, altrimenti che deficiente sarebbe. Dare del pane al pane non è sconcio , sono sconce certe cavolate dette con linguaggio sofisticato. Scopare non è scurrile come pure il culo, lo abbiamo tutti, chiamalo come vuoi ma ciò che emette puzza, sia al triviale che al raffinato, salvo se si nutre di saponette.

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richard-branson
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