E se i problemi della Grecia fossero “geografici” più che “economici”? Mentre il ministro delle finanze greco Giorgio Papaconstantinou ha affermato che al termine dei colloqui con Ue-Fmi Atene annuncerà misure concrete per i prossimi anni, per ridurre il deficit in modo sostanziale, controllare il debito e fare le riforme strutturali per avere un’economia competitiva, dalle colonne del New York Times l’editorialista Robert D. Kaplan ricorda quanto la collocazione geografica di questo Paese abbia giocato un ruolo importante nell’evoluzione dell’attuale crisi.
Dalle pagine del quotidiano americano Kaplan afferma che “la Grecia è quel territorio in cui si sovrappongono due mondi in via di sviluppo: Europa mediterranea e Balcani”. L’ammissione di Atene nell’area Euro sarebbe quindi stata una significativa prova di fiducia per i Paesi dell’Unione Europea, fiducia di cui, a nord, in molti sembrano iniziare a pentirsi.
Del resto, continua l’editorialista americano, la Grecia, al pari dell’Italia, della Spagna e del Portogallo, è caratterizza da rigidità croniche che ne rallentano lo sviluppo. Inoltre, il fatto che la piccola e media borghesia si sia affermata con netto ritardo rispetto al resto dell’Europa sarebbe in qualche modo responsabile della dominanza sulla scena politica greca delle due famiglie più importanti del Paese: i Karamanlises e i Papandreus.
Oggi la Grecia mette l’Europa di fronte alla peggiore crisi da affrontare dai tempi della secessione della Yugoslavia. L’Unione Europea dovrebbe mostrarsi unita, pronta a soccorrere un Paese membro in difficoltà, ma la scelta dei giganti del Vecchio Continente di rivolgersi al Fondo Monetario Internazionale per condividere il fardello ellenico mostrerebbe, sempre per l’editorialista americano, la cronica incapacità europea di risolvere le crisi all’interno dei propri confini.
Tuttavia, Bruxelles è consapevole che la Grecia non può essere abbandonata: geograficamente, è l’unico territorio dei Balcani accessibile dal Mediterraneo, si trova alla stassa distanza da Mosca e da Bruxelles. Anche culturalmente è vicina a entrambe, ed è per questo che in un secolo in cui la Russia potrebbe ricominciare a mettere sotto pressione l’Europa, la gestione della crisi di Atene è una buona occasione per dimostrare a Oriente che l’Europa non solo esiste ancora, ma gode anche di buona salute. Fino a prova contraria…
- Lunedì 26 Aprile 2010

EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 27 Aprile 2010 alle 12:00 fu36 ha scritto:
Cara Luna, l’Europa purtroppo non è omogenea e i quattro paesi: Grecia, Spagna, Portogallo e Italia sono malati di corruzione ed evasione fiscale. L’Italia poi ha persino legalizzato il falso in bilancio quindi, per i paesi sani diventa difficile accettare sacrifici per gente che non sa darsi regole. In quanto agli USA hanno ragione, non sappiamo risolvere le crisi, provassero loro a non provocarle. Obama disse che se non passava la riforma sarebbe nuovamente crisi, la riforma non è passata, che succederà? L’Europa se la cava in ogni modo, vedremo che sanno fre negli USA. Il resto del mondo non si preoccupa e nemmeno io. Ciao
Il 28 Aprile 2010 alle 11:06 L’economia portoghese continua ad affondare - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] Portogallo, spiegando le ragioni per cui anche Lisbona sta rischiando il tracollo economico da cui a fatica tenta di risollevarsi Atene. In Portogallo la contrazione del Prodotto interno lordo nel 2009 si è attestata sull’1%, ma il [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.