La Cina riduce le emissioni inquinanti: un impegno sostenibile?

Inquinamento in Cina (Credits: LaPresse)

Inquinamento in Cina (Credits: LaPresse)

Dopo aver stanziato 35 miliardi di dollari in favore delle tecnologie pulite il mese scorso, il governo cinese ha annunciato, attraverso un comunicato pubblicato sul proprio sito internet, un programma per la riduzione delle emissioni inquinanti, in base al quale verranno chiusi gli impianti industriali meno efficienti. Entro la fine dell’anno verranno perciò interrotte le attività di una serie di piccole centrali a carbone -che sono peraltro in grado di generare solo una quantità di energia modesta- e di acciaierie, che oggi producono 25 milioni di tonnellate di metallo. Allo stesso tempo, verrà introdotto un sistema per limitare le autorizzazioni all’esportazione di merci il cui processo produttivo comporti un elevato consumo energetico.

Le pressioni internazionali hanno sicuramente avuto un peso, ma a indurre la Cina ad introdurre nuove misure per la tutela dell’ambiente sono sicuramente state anche altre considerazioni. Innanzitutto, i danni provocati dalla desertificazione e dalle sempre più frequenti tempeste di sabbia sono enormi. A questi vanno aggiunti quelli derivanti dalla scarsità di acque non inquinate, che rende costoso l’approvvigionamento idrico dei grandi centri urbani e difficile l’irrigazione dei terreni coltivati. Infine, ci sono i problemi alla salute dei cinesi. Un dato su tutti dimostra quanto sia grave: in cinque anni, il numero di bambini nati con malformazioni riconducibili all’inquinamento è salito del 40 per cento.

Qualche effetto delle recenti politiche verdi si è visto. In tre anni, il rapporto tra unità di Pil e consumo energetico si è ridotto del 14,3% e nei prossimi cinque le autorità hanno programmato una ulteriore riduzione del 20%. Peccato che nel frattempo il Pil sarà cresciuto (e ai ritmi che conosciamo) e il consumo energetico, pertanto, non verrà ridotto. Sarà inevitabile che la Cina mantenga il triste primato di maggior inquinatore mondiale, che detiene dal 2006.

Commenti

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Il 30 Aprile 2010 alle 15:54 fu36 ha scritto:

Luna Luna, non dire bugie, sei giovane e non sta bene, le dicono già i vecchi. Non ci sono state alcune pressioni esterne, la Cina per ben due volte ha voluto parlarne, prima con un G2 dove disse a Obama che non era interessata se non ad una intesa con tutti, la seconda con il G20 dove Obama lo mandò a monte per stupida pretesa, quella di mettere il naso in casa altrui, ma non che altrei nella sua, cosa che sapeva non accettasse nessuno. In seguito la Cina prese la decisione di decidere unilateralmente annunciando di ridurre del 30 o 40% entro 15 anni , se non erro, e lo confermi nell’articolo, quindi intenzioneata. Il Brasile addirttura del 52% e l’unico che non han mosso un dito gli USA. Ora gli capita pure il disastro nel golfo del Messico, pare dovuto doloso, per speculazione, risparmio sui sistemi di sicurezza per prevenire disastri simili. Quindi il quadro quadra. Si sputa su chi ha bune intenzioni e si esalta chi non ne ha ma fa credere di averne. Stiamo più attenti piccola, teniamo gli occhi aperti e non lasciamoci condizionare. Sai che ti voglio bene e ti rimprovero per che sii migliore.

Il 30 Aprile 2010 alle 22:50 indigesto ha scritto:

Difficile, gentile Professoressa, che perda quel triste primato. Non bastano le buone intenzioni o, in certi casi i pretesti. La Sua esposizione, precisa ed esauriente come sempre, non lascia dubbi. Cordiali saluti.

Il 1 Maggio 2010 alle 13:54 fu36 ha scritto:

Becero, di quali intenzioni parli, quelle delle ricerca di armi sempre più sofisticate? Ti ruga che il Papa non abbia benedetto la manifestazione di Shiangai. Lo vedi che sanno fare senza rompipalle, quelli che hanno radici sane e non lorde di sangue come le tue? Quanti milioni di vittime ci sono volute per permettere la dimostrazione che si può fare anche essendo solo uomini e non con l’aiuto di un fantomatico Dio che non ha mai fatto niente se non rimbecillire la gente, soprattutto i ritardati come te. Fossili umani.

Il 4 Maggio 2010 alle 17:06 hector ha scritto:

ci vorrebbe un nuovo parametro di studio sull’inquinamento piu giusto e piu equo, l’IPC: inquinamento pro capite, allora vorrei vedere chi deterebbe il triste primato.

Il 5 Maggio 2010 alle 2:07 smoke36 ha scritto:

hector, l’argomento lo toccai l’anno scorso, prima dei G,il rapporto è di 1 a 5 circa, gli USA inquinano 5 volte la Cina, tuttavia dopo gli inutili G la Cina unilateralmente decise di ridurre per un 30% se ricordo bene e il Brasile addirittura oltre il 50%, gli USA manco ne parlano, loro vogliono i controlli, ma non in casa loro, sono democratici, scherziamo.

Il 25 Agosto 2011 alle 21:07 La corsa a minerali e petrolio riparte dall’Oceano Indiano | bluhost.cu.cc ha scritto:

[...] di vista della tutela dell’ambiente. Del resto, più della metà delle acque interne del paese è inquinata, e tonnellate di scarti, tossici e non, vengono da tempo riversati al largo delle coste, mettendo a [...]

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richard-branson
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