
Un manifestante contro il governo greco ad Atene
Il 19 maggio sarà un giorno cruciale per l’Europa: la Grecia sarà infatti chiamata a sborsare 8 miliardi di Euro per ripagare gli azionisti che hanno investito in Titoli di Stato ellenici. Ma Atene riuscirà a far fronte a un impegno tanto oneroso? Difficile rispondere. Quel che è certo è che anche se Europa e Fondo Monetario Internazionale (FMI) troveranno un accordo sul pacchetto di salvataggio per la Grecia, rispettare le scadenze sarà comunque difficile.
Cosa possono fare Bruxelles e Atene per evitare sia il tracollo dell’economia ellenica sia l’effetto domino su Spagna e Portogallo? Le opzioni, sostanzialmente, sono tre.
1) Aiuti esterni e austerità interna. Il pacchetto finanziario su cui stanno discutendo FMI e UE (45 miliardi di Euro di aiuti) dovrebbe permettere ad Atene di rispettare le scadenze del 19 maggio e far fronte alle emergenze. Tuttavia, se nel frattempo il governo non rimarrà fedele a una dura linea di austerità, nell’arco di massimo 18 mesi i problemi della Grecia ricominceranno a minacciare la stabilità dell’Europa. Il Primo Ministro George Papandreu sembra pronto a proseguire su questa strada, ma non è chiaro se si sia reso conto che per riuscire a tagliare debito (13% del Pil) e spesa pubblica (113% del Pil) in maniera significativa il Paese dovrà ridurre stipendi, pensioni, cancellare le mensilità extra per i lavoratori privati e approvare tante altre misure fortemente impopolari.
2) Ristrutturazione del debito. Anche questa è una strada difficile. Si tratterebbe di dire ai creditori che i loro pagamenti non verranno onorati, oppure di concordare con loro una riduzione del 20-50% degli importi dovuti. Una scelta di questo tipo, però, finirebbe con lo scoraggiare gli investitori ad acquistare in futuro Titoli di Stato ellenici e preoccuperebbe chi ha comprato titoli in Spagna e Portogallo per il timore dell’effetto domino. Inoltre, considerando che ad aver investito in titoli greci sono stati molti governi europei (soprattutto Germania, Francia, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo), sono evidenti le ragioni per cui questi ultimi preferiscano una soluzione di tipo 1 (concedere aiuti con la speranza che la Grecia riesca a risollevarsi e a far fronte ai suoi debiti) a una di tipo 2 (perdita della metà del valore dei propri investimenti), visto che, in generale, l’importo degli aiuti che i singoli governi sono disposti a stanziare è inferiore a quello che dovrebbero riscuotere.
3) Uscita temporanea dall’Euro. Questa è forse la strategia meno realistica. Abbandonare l’Euro permetterebbe alla Grecia di svalutare la moneta nazionale, recuperare competitività tagliando i costi del lavoro, rilanciando le esportazioni e rendendo più convenienti le vacanze in Grecia. Il debito, però, sarebbe a rischio di un ulteriore aumento, visto che anche nel periodo di temporaneo ritorno alla dracma rimarrebbe denominato in Euro.
E’ molto probabile che per uscire dalla crisi Grecia e Unione Europea opteranno per la strategia numero uno. Chi poi una situazione simile l’ha già vissuta, come l’ex Ministro dell’Economia argentino Domingo Cavallo, sottolinea che, in realtà, Atene sia molto fortunata: nessuno aiutò Buenos Aires nel 2001, mentre la Grecia potrà contare sul sostegno (interessato) dei Paesi dell’UE.
- Venerdì 30 Aprile 2010
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 30 Aprile 2010 alle 13:53 nhico ha scritto:
Grecia, Portogallo, Spagna e, non del tutto fuori pericolo, l’ Italia, a causa della marea nera del suo debito pubblico, e la Francia. Eppure, non più tardi di qualche anno fa, il mancato premier Walter Veltroni andava in pellegrinaggio dal suo amico José Luis Rodríguez Zapatero per farsi benedire e presentarsi, forte di quell’aureola in testa, al giudizio degli elettori italiani. A questo punto, c’è solo da congratularsi con noi stessi per averlo lasciato a casa. Meno male che il buonsenso e la vista lunga della maggioranza degli italiani hanno avuto la meglio sul canto delle sinistre sirene.
Il 30 Aprile 2010 alle 15:35 fu36 ha scritto:
Luna, la crisi greca è stata ingigantita dalle lungaggini tedesche per questioni loro intrne di interessi politici, oltre che altri fattori. Se l’intervento fosse stato tempestivo, non avrebbe provocato alcuno scossone. La prima cosa da fare, quando entrò in vigore l’eure nei 16 paesi, avrebbe dovuto essere la creazione di un fondo per prevenire queste situazioni e contemporaneamente istituire un organismo che avesse i poteri di accertarsi se i bilanci dei rispettivi stati erano in regola oppure no. Due mancanze gravi considerando l’euro una potrenza e quindi esaminare in seguito questa due eventualità non h caso a violare certer regole le prime furoino Francia e Germania. La Germania inoltre, ha giustamente la pretesa che vi sia più chiarezza e correttezza da parte di certi paesi: Italia, Spagna, Portogallo e Grecia dove c’è puzza di brogli. l’Italia poi che ha abolito la pena del falso in bilancio non ispira fiducia. Al Commento di sopra, va fatto notare che sia Spagna che Portogallo hanno debiti molto ma molto inferiori al nostro e quindi con margini di manovra, cosa che noi non abbiamo. Per finire, quello che tu temi Luna, è già smentito, il prestito di 9 e rotti miliardi assicurato e la borsa balza in aventi del 9%, quindi nessun rimborso, rinnovo dei titoli, con quello che rendono gli interessi. E’ il solito gioco speculativo dell’altalena delle borse e giro di valute, soldi che si bruciano virtualmente ma si accumulano veramente in casse che son sempre le solite e a pagare, fare sacrifici, il polino.E’ il sistema che è marcio e non c’è nessuna intenzione di renderlo sano e trasparente, finché ci saranno stati canaglia che non sono i presunti detentori o aspiranti all’atomica, ma i paradisi fiscali, covi per delinquenti, a partire dalla Svizzera. E’ li che si trovano gli arsenali di armi di distruzione di massa, oggi ci sono gruppi finanziari e lobby più potenti degli stati che hanno le casse vuote, mentre i padroni piene di soldi e sono i soldi che determanano il potere, non i governi, se poi corrotti. Le masse sono rimbecillite dagli specchietti per le allodole e non si accorgono di fare il favore a questi rapaci, pagando con sangue e sacrifici mentre quelli si arricchiscono sempre di più. E’ monotono ripetere sempre le stesse cose ma se entrano in gioco le religioni, queste sono le migliori alleate a questo sistema. Quante migliaia di anni esistono, da sempre e la situazione è questa, quindi non funzionano, sono solo armi da usare per mettere a conflitto i soliti poveracci, quelli convinti di combattere per Dio ma sono tre, quale il giusto se uno solo. Una stupidaggine Luna, un Dio diviso in tre, ma ti rendi conto della cazzata. Per di più maschio, che considera le donne oggetti per gli uomini, serve , schiave con diritto di proprietà da parte del maschio. I cristiani un po’ meno perché in parte li abbiamo mandati affanculo, se lo facessero anche gli altri, cosa lenta ma in corso, le cose cambierebbero. Chi se li è tolti dai coglioni, sta facendo passi da gigante, anche in senso ambiguo pero sono passi. Ne vogliamo tenere conto?
Il 3 Maggio 2010 alle 16:28 L’Europa approva il piano per salvare la Grecia - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Grecia: ecco come uscire dalla crisi [...]
Il 4 Maggio 2010 alle 12:03 Grecia: ancora scioperi e Acropoli occupata - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Grecia: come uscire dalla crisi [...]
Il 5 Maggio 2010 alle 11:19 Cantoni: «Vi spiego perché la crisi greca non contagerà l’Italia» - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] dal Presidente della Fondazione Fiera Milano è invece quello del futuro dell’Unione Europea. Abbiamo già scritto che la Germania è interessata a salvare la Grecia soprattutto perché ha investito più di altri [...]
Il 3 Giugno 2010 alle 15:31 Notizie dai blog su La crisi economica greca: il terzo episodio ha scritto:
[...] Tre strategie per superare la crisi greca Un manifestante contro il governo greco ad Atene Il 19 maggio sarà un giorno cruciale per l’Europa: la Grecia sarà infatti chiamata a sborsare 8 miliardi di Euro per ripagare gli azionisti che hanno investito in Titoli di Stato ellenici . Ma Atene riuscirà a far fronte a un impegno tanto oneroso? Difficile rispondere. blog: canale economia | leggi l’articolo [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.