Shanghai, 1 maggio 2010: parte l’Expo più attesa

Expo di Shanghai: un momento della cerimonia inaugurale (Credits: LaPresse)

Expo di Shanghai: un momento della cerimonia inaugurale (Credits: LaPresse)

É stata un’inaugurazione in grande stile quella per l’Expo di Shanghai. Fin dai discorsi di benvenuto il Presidente cinese Hu Jintao ha sottolineato che la performance strabiliante di fuochi di artificio che ha segnato l’apertura dell’evento più importante dell’anno per la Repubblica popolare va considerata una metafora della forza con cui la Cina si è ripresa dalla crisi economica internazionale e della volontà del Paese di integrarsi al meglio nella comunità internazionale. Del resto, in 159 anni è la prima volta che un Expo viene ospitato da un Paese in via di sviluppo, e non è da trascurare il fatto che l’apripista per i Pvs sia proprio la Cina.

Dopo i fuochi, si sono esibiti circa 2.300 artisti, tra cui il tenore italiano Andrea Bocelli, la star del cinema cinese Jackie Chan, la cantante giapponese Shinji Tanimura e il pianista Lang Lang. In serata, invece, il fiume che attraversa Shanghai si è trasformato in un teatro popolato da fontane d’acqua danzanti e giochi di luce che hanno accolto una parata di piccole imbarcazioni pronte a raffigurare le nazioni e le regioni presenti all’Expo.

All’Expo di Shanghai hanno aderito 189 Paesi, 57 organizzazioni internazionali e persino 22 nazioni che ancora non hanno rapporti diplomatici con la Repubblica popolare. Anche molti Paesi africani, che raramente in passato hanno aderito a manifestazioni di questo tipo, hanno scelto di essere presenti a Shanghai. E il Governo cinese ha stimato un’affluenza complessiva di 70 milioni di visitatori.

Lo slogan dell’Expo è “Better City, Better Life“. Citta migliore, vita migliore. Per Pechino, infatti, l’Expo cinese non deve limitarsi ad essere una grande esposizione come le manifestazioni del passato, ma trasformarsi in un’occasione per favorire l’integrazione e lo scambio di idee per costruire un “futuro migliore”, un momento per rilanciare non solo i rapporti economici ma anche per rafforzare i legami politici e culturali tra i vari partecipanti. E per raggiungere questo risultato la Cina ha pensato che fosse opportuno essere la prima a dare l’esempio. Per questo ha costruito un padiglione di 5,3 chilometri quadrati con materiali interamente riciclabili, alimentato ad energia solare, e ha organizzato gli spostamenti interni alla struttura con veicoli elettrici. Anche volantini infromativi, menu e altri accessori di carta che verranno distribuiti durante l’evento sono tutti realizzati con materiali riciclabili.

Shanghai ha speso 58 miliardi di dollari per trasformare la metropoli in una città pronta ad accogliere l’Expo. E per rendere la manifestazione un successo, un evento indimenticabile per chi avrà l’opportunitità di parteciparvi.

Expo di Shanghai - GALLERY

Expo 2010: lo speciale del China Daily

Commenti

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Il 1 Maggio 2010 alle 13:42 fu36 ha scritto:

La Cina fa paura ai guerrafondai, guarda ad un futuro migliore mentre gli altri, che poi è uno solo, pensano solo ad una supremasia militare. E poi dicono che i cinesi sono imperialisti, ben venga questo imperialismo fatto di fuochi d’artificio, d’altra parte furono loro ad inventare la polvere pirica per festeggiamenti e furono le radici cristiane a trasformarla in arma contro l’umanità. Ulteriore conferma che non è necessario avere alle spalle una cretinata a forma di Dio che non si capisce a che serve. Luna è anche la prima volta che nessuno stregone, come Papa o simililari, benedisce una manifestazione mondiale. Era ora. Si può fare di tutto e di più senza rompipalle con tiare e turbanti.

Il 2 Maggio 2010 alle 19:34 indigesto ha scritto:

Formidabile Lang Lang, Professoressa! lo si può considerare un Apostolo della Cultura occidentale. Sicuramente in Cina esistono “focolai” di questa Cultura per produrre di queste Eccellenze, ed è ammirevole! Se pensiamo al libretto rosso di Mao che agitavano le guardie della rivoluzione culturale ci accorgiamo che di strada ne è stata fatta un bel pò. E’ in questo desiderio di mettersi al passo con l’Occidente che va inquadrato, come Ella sottolinea,l’impegno che hanno profuso i cinesi in questa Esposizione. Se ne parlerà a lungo, altro che stupidate!

Il 2 Maggio 2010 alle 23:25 smoke36 ha scritto:

A proposito di libretti, ognuno ha i propri gusti, in Cina quello di Mao è ancora valido e sta diffondendosi. Il Mein Kampf, è solo più di moda negli USA, non ha fatto molta strada ma tante vittime e continua a farne. Vero Luna?

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