
Studenti universitari alla Sapienza (Ansa/Danilo Schiavella)
A leggere le ultime elaborazioni di Confartigianato sui dati Istat della disoccupazione giovanile in Italia c’è da stare poco allegri. Soprattutto se guardiamo al Mezzogiorno: in sei regioni il tasso di disoccupazione, ossia il rapporto tra chi cerca lavoro e la forza lavoro (occupati + persone in cerca di lavoro), tra 15 e 24 anni è risultato superiore al 30 per cento, contro una media italiana del 27,7 per cento a marzo 2010.
Quasi la metà dei giovani in Sardegna, dove il tasso di disoccupazione sale al 44,7 per cento. Percentuali alte anche in Sicilia al 38,5 per cento, in Basilicata al 38,3 per cento, in Campania al 38,1 per cento, in Puglia al 32,6 per cento, in Calabria al 31,8 per cento e nel Lazio al 30,6 per cento.
Associando il tasso di disoccupazione a un elevato abbandono scolastico, si può risalire anche alle dimensioni del mercato parallelo del sommerso, che nelle regioni del Sud è più del doppio rispetto al Nord, con il valore più alto di irregolarità del lavoro in Calabria al 27,3 per cento.
Ma ci sono soluzioni per uscire da questa situazione? Secondo gli artigiani una potrebbe essere quella di estendere il contratto di apprendistato e di favorire la formazione in azienda, mentre il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha indicato la possibilità di anticipare il praticantato professionale subito dopo la laurea triennale, durante il biennio specialistico all’università, per adeguarsi agli standard europei.
- Lunedì 3 Maggio 2010
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Commenti
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Il 3 Maggio 2010 alle 21:51 ros77 ha scritto:
SCAPPATEVENE DALL’ITALIA!!! SIETE ANCORA IN TEMPO FIN QUANDO AVETE LE FORZE!!!
Il 4 Maggio 2010 alle 17:27 hector ha scritto:
per vivere peggio? sporcatevi le mani qua con i lavori ke ci sono invece di lasciarli fare agli immigrati. non ce piu la cultura della gavetta, i giovani pretendono tutto e subito e gli immigrati ne approffitano
Il 5 Maggio 2010 alle 2:26 smoke36 ha scritto:
Anni 60, venne in cantiere un padre con un ragazzo per cercargli un lavoro. Non lo paghi, lo prenda a calci in culo ma le insegni un mestiere.” Anni 80, in fabbrica si presenta un padre con un ragazzone e mi chiede “Quanto gli da?” lavorò due giorni, posava scatole da 20Kg. sul bancale, poi lasciò, troppo faticoso. No è colpa dei figli, è colpa dei genitori, li vogliono tutti diplomati o laureati e poi disoccupati. Il secondo figlio non era portato per gli studi, lo presi in fabbrica e misi come aiuto di un aiuto, altro che sporcarsi le mani. La capì e di sera si diplomò programmatore e prese la sua strada, con me sarebbe stata dura, ora guadagna bene, è progettista industriale, estrazioni petrolifere.
Il 18 Maggio 2010 alle 10:18 Stipendi Parlamentari-da domani 3 lire in meno sul salario…e io pago | Albairate Blogolandia ha scritto:
[...] elaborazioni di Confartigianato sui dati Istat della disoccupazione giovanile in Italia (fonte panorana)c’è da stare poco allegri. in sei regioni il tasso di disoccupazione, ossia il rapporto tra chi [...]
Il 1 Giugno 2010 alle 13:16 Notizie dai blog su Disoccupazione giovanile in aumento esponenziale nel 2010 ha scritto:
[...] Disoccupazione giovanile, in sei regioni oltre il 30 per cento Studenti universitari alla Sapienza (Ansa/Danilo Schiavella) A leggere le ultime elaborazioni di Confartigianato sui dati Istat della disoccupazione giovanile in Italia c’è da stare poco allegri. blog: canale economia | leggi l’articolo [...]
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