Stati Uniti, la recessione è finita. Lo provano le mutande degli americani

Credits: LaPresse

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Sembra proprio che negli Stati Uniti ormai la recessione sia finita e che si sia entrati in una fase di ripresa. Del resto, sono molti gli indicatori che forniscono segnali positivi. Innanzitutto, il mercato del lavoro è in miglioramento: in solamente due settimane ben 29.000 persone hanno rinunciato a ricevere il sussidio di disoccupazione. Poi, dalla borsa arrivano dati tutto sommato incoraggianti, con rialzi contenuti ma rendimenti stabili, e l’indice Dow Jones sembra potersi mantenere senza difficoltà sopra quota 11.000. A piccoli passi, infine, anche i consumi interni stanno dando una mano alla crescita, anche se per ora sembra che a beneficiare del momento positivo siano soprattutto i gruppi sociali con maggior capacità di spesa: sono i beni di lusso, infatti, a fare da traino.

Tuttavia, l’indicatore che sembra possa definitivamente fugare ogni dubbio sul ritrovato stato di salute dell’economia statunitense è un altro. Si tratta di biancheria: a quanto pare, mentre nel 2009 gli americani hanno comprato mutandoni un po’ all’antica, badando soprattutto a spendere poco, ora le cose stanno andando diversamente e i consumatori d’oltreoceano scelgono i propri indumenti intimi valutandone piuttosto qualità e stile. Un simile comportamento sarebbe un indizio pressoché incontrovertibile di un mutamento della propensione al consumo, secondo l’economista Lauren Coleman-Lochner: in parole povere, se anche per le mutande non si bada più a spese, significa che la recessione è davvero finita.

Del resto, i dati di vendita dell’intimo prodotto da case come Calvin Klein e Naeem Khan (il marchio prediletto dalla First Lady Michelle Obama) parlano chiaro. Se nel 2009 gli affari erano andati così così, i primi mesi del 2010 hanno segnato un’inversione di tendenza. Nel settore, “gli articoli più venduti sono anche quelli più costosi”, ha dichiarato Joseph Gromek, Presidente della Warnaco, una delle maggiori catene di distribuzione all’ingrosso di intimo negli States. E se, come alcuni temono, la crisi dovesse tornare? Allora, gli americani rimarranno in mutande, ma faranno comunque bella figura.

Commenti

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Il 3 Maggio 2010 alle 13:58 indigesto ha scritto:

E’ pensabile che negli USA abbiano più occasioni per esibirle, le mutande. Un Paese fortunato anche in questo!

Il 3 Maggio 2010 alle 16:49 Panorama News 3 maggio 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:

[...] Stati Uniti, la recessione è finita. Lo provano le mutande degli americani Sembra proprio che negli Stati Uniti ormai la recessione sia finita e che si sia entrati in una fase di ripresa. Del resto, sono molti gli indicatori che forniscono segnali positivi. [...]

Il 3 Maggio 2010 alle 19:01 fu36 ha scritto:

Aspetterei ad esultare. L’anno scorso, in piena crisi per le case pignorate, andò in onda un servizio da New York su di un’agenzia immobiliare di alto livello, roba da miliardari. L’elegante signora disse che gli affari andavano a gonfie vele, come del resto gioiellieri di grido. Categorie benestanti ce ne sono ovunque, le abbiamo anche noi ma non sono ne i ricche che i medio ricchi a tenere in piedi l’economia, sono i consumi di massa e per la massa, che salgono gli immobili o la borsa ne viene ben poco, specialmente che si teme un nuovo crollo del sistema, la banca sotto inchiesta, ha guadagnato un miliardo al mese quindi non è cambiato nulla, sta gonfiando una nuova bolla. I reportage dagli USA che interrogano l’uomo della streada non sono per nulla rassicuranti e le popolazioni delle coste che saranno ferme per chissà quanti anni, vedranno i sorci verdi. Da noi va sempre peggio e che si riprendanoi gli USA ce ne frega ben poco, purché duri. Non credo sia finita, tanto più le le mutande arrivano dalla Cina o sud America. A proposio, quella tigre di tuo marito, le porta sempre le mutande rosse?

Il 4 Maggio 2010 alle 10:24 Tweets that mention Stati Uniti, la recessione è finita. Lo provano le mutande degli americani - Economia - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:

[...] This post was mentioned on Twitter by Riviste Italiane. Riviste Italiane said: Rivista: Stati Uniti, la recessione è finita. Lo provano le mutande degli americani http://ow.ly/17fsLk [...]

Il 4 Maggio 2010 alle 13:40 almartini ha scritto:

Da NY, a.paul lorenzi for  perdentipuntocom.blogspot.com
Siamo in grado di farvi vedere il dibattito parlamentare tra T Geithner, sottosegrtario al tesoro e il nostro Ron Paul, Sen. indipendente del Texas, sugli aiuti alla AIG, la più grande compagnia di assicurazione, in cui si discute sulla questione che ha tenuto banco sui giornali per almeno due giorni intensi, cioè i soldi e provvigione e premi assegnati alla AIG e ai suoi dipendenti, dopo che la compagnia ha ricevuto robusti finanziamenti dal governo Obama. Insomma sarebbero bonus pagati con i soldi dei contribuenti e pari a 135milioni di dollari.
Spero che sarà chiaro quello che per tutti noi al dailypaul lo è da 28 mesi: Obama è una truffa, una fascista rosso o nero, mascherato da uomo dei diritti e del giusto. Del resto Goldman, dopo l’Ucla, figura al secondo posto tra i suoi contribuenti per l’elezione. Al terzo c’è Google con 700 milioni di dollari. E sia chiaro, con i suoi advisors, Obama ha compiuto un lungo giro a Wall Street, per raccogliere fondi per la sua campagna elettorale, bussando anche a casa di Goldman, da cui ha attinto tutti i suoi sottosegretari e consulenti economici e finanziari. Chiaramente queste cose, sulla rete neo fascista rossa di RAI3 non ve le diranno mai, né La signora Giovanna Botteri, da NY, a Linea notte, farà mai cenno. Tutto deve essere sottaciuto, un nero alla Casa Bianca, un paladino dei diritti eccetera. E magari, gente come me, che parla da NY, passa per un fascistello nero. Mi facciano venire in studio, o si colleghino con il webcam, poi vediamo chi è che non racconta i fatti (badate bene, non dicono bugie, semplicemente uccidono la verità non dicendo nulla).
Ron Paul, doopo aver subito un taglio sulla Fox, mentre poneva domande a Geithner, può essere visto interamente qui. Prima chiediamoci perché la Fox, cioè Murdoch ha soppresso con la pubblicità l’intervento di Ron. Chiaro, perché i suoi interessi pubblicitari impongono una buona luce per il governo e per AIG. Potete leggere il sito prestigioso di Globalresearch, usate il traduttore
http://www.globalresearch.ca

Torniamo indietro al momento della prima decisione di aiutare con soldi pubblici la AIG. Chi ha preso la decisione, come consulenti? Paulson ex Goldman Sachs, Timothy Geithner, ex dirigente alla Fed e ex Godman, Lloyd Blankfein, Ceo della Goldman, Ben Bernanke, presidente della Fed al tempo. Attenzione, la AIG, con i suoi sofisticati e quasi truffaldini strumenti finanziari, da chi era sostenuta nella vendita di quelle robacce? Da Goldman, Bank of America, Merrill Lynch, UBS, JPMorgan Chase, Morgan Stanley, Deutsche Bank, Barclays, e altri. In definitiva, il sostegno alla AIG si rivela come una seconda partita di giro di denari pubblici che arrivano allo stesso gruppetto di banchieri che già si erano avvalsi del primo sostegno. Questo è quello che ha fatto l’amico Obama.
http://www.dailypaul.com/node/.....86562

Il 5 Maggio 2010 alle 1:35 smoke36 ha scritto:

Ok almartini, ottimo commento, fallo conoscere a una pseudo saputella , certa anna.oca nana che starnazza sul blog ed è di tutt’altro avviso. Di tanto in tanto, fatti vivo, tanto per smontare qualche balla. A proposito come vanno le bolle che stanno gonfiando, ne sai qualcosa? Pare non sia cambiato niente e sono ripartiti da capo. Come prima, più di prima, canzone anni 50.

Il 5 Maggio 2010 alle 1:50 smoke36 ha scritto:

almartini, non me la prenderei troppo con Obama,ha fatto carriera in politica e usato i mezzi della politica. Credo piuttosto che fossero consapevoli del boom, non economico e pesarono bene di metterci il negretto, per poi poter dire. “Visto che sanno fare i negri?” Il bamboccio ci è cascato, avesse saputo lasciava le castagne alla ex first del suonatore di piffero.E’ salva la reputazione dei bianchi. Machiavelli era un dilettante a confronto di quei volponi.

Il 5 Maggio 2010 alle 17:36 silverwolf999 ha scritto:

dire che la fine della recessione negli states sia finita è ancora presto per esserne sicuri al 100×100. piuttosto oserei dire che per colpa di questa crisi,gli americani sono rimasti in mutande.

Il 5 Maggio 2010 alle 22:16 anna.one ha scritto:

In linea di massima concordo con il paulist, e con il “crazy” Ron Paul. Obama, il community organizer e’ una quinta colonna, ma crazy per crazy credo che il crazy Glenn Beck abbia capito meglio di chi…

http://video.foxnews.com/v/393.....-and-piven

In quanto a FOX, mi risulta che non chiudano la bocca a nessuno, anzi, e Beck ne e’ la conferma.

Il 28 Giugno 2010 alle 10:18 Monetizzazione Dei Contenuti Online: L’Analisi Critica Di George Siemens E Gerd Leonhard | Web Marketing Digest ha scritto:

[...] per il futuro? Con il lancio dell’iPad, Rupert Murdoch che se la prende ancora con Google e i segnali positivi di recupero rispetto alla crisi economica, la discussione sui contenuti online è più attuale che [...]

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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