- Tags: Grecia, mario-deaglio
- 5 commenti
Mentre in Grecia continua ad aumentare la tensione e la rabbia della popolazione viene sfogata nelle strade, il resto dell’Europa si interroga, oltre che sul futuro della Grecia, sulla credibilità della previsione della società di rating Moody’s su un rischio contagio che interesserebbe non solo il Mediterraneo (con l’aggiunta dell’Italia a Spagna e Portogallo) ma anche Irlanda e Gran Bretagna. Gli istituti bancari di tutti questi paesi sarebbero infatti in crisi, e quello del Bel Paese, pur avendo accusato meno degli altri lo scoppio della bolla immobiliare e quella dei derivati, non può considerarsi completamente fuori pericolo a fronte di un possibile aumento delle pressioni dei mercati sui rating sovrani.
La valutazione di Moody’s - poi goffamente ritrattata - non era condivisa dall’economista Mario Deaglio. «L’Italia ha solo un problema di debito, perché il deficit è ormai stabilizzato, a differenza di quello che succede in Grecia, Spagna e Portogallo, dove l’economia si è fermata drasticamente, mentre il deficit ha continuato a crescere. O in Gran Bretagna, dove debito e deficit sono altissimi e le famiglie sono fortemente indebitate”.
L’economista torinese ammette poi di essere sfavorevolmente impressionato da come l’Europa ha trattato il problema Grecia. «La posizione tedesca è stata fortemente influenzata da questioni di politica interna. Il 9 maggio si voterà in Renania-Westfalia, e il governo rischia seriamente di perdere la maggioranza al Senato. Ecco perché Angela Merkel stenta a dare dettagli sugli aiuti che la Germania invierà alla Grecia. Del resto, dal momento che è molto probabile che i trasferimenti verranno almeno in parte finanziati con un maggiore carico fiscale, è meglio che gli elettori non lo sappiano. Almeno fino al 9 maggio».
Ancora, Deaglio ammette la sua sorpresa di fronte a un’Europa che immagina che la Grecia possa riprendersi in soli tre anni. «E’ irrealistico pensare che ci riusciranno. Sembra una punizione. A qualsiasi Paese servirebbero almeno dieci anni per riuscire a risollevarsi da una crisi così profonda. Forse i greci una punizione la meritano, ma un’Europa saggia avrebbe dovuto limitarsi a mettere paletti più forti». Come? Rendendo la politica economica ellenica meno autonoma per controllarla meglio da Bruxelles. Un intervento meno drastico, oltre ad avere una maggiore possibilità di essere efficace, avrebbe anche aiutato il governo di Atene a mantenere la coesione sociale. «Non si può tagliare tutto in un colpo», è pericoloso. Anche la reazione della popolazione, quindi, era prevedibile.
Infine, ricorda Deaglio, l’Europa avrebbe dovuto trovare un modo per far pagare qualcosa anche a chi ha guadagnato sul default greco ed è quindi corresponsabile del tracollo del Paese. Il riferimento implicito, naturalmente, è alle banche finanziarie che hanno speculato sui titoli di stato ellenici.
- Venerdì 7 Maggio 2010

EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 7 Maggio 2010 alle 11:48 pv21 ha scritto:
Tremonti aveva previsto la crisi del 2008 ed ora ci dice che si aspettava la crisi greca. Fino alla scorsa settimana ha negato qualsiasi manovra correttiva. Ieri ha annunciato una manovra (+tagli e tasse) da 25 miliardi in due anni. Non dobbiamo più cavalcare l’ottimismo? Forse è ormai innegabile che già da alcuni mesi la crisi (la ex-ripresa) grava sul paese come Se Fosse STAGNAZIONE …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
Il 7 Maggio 2010 alle 12:50 indigesto ha scritto:
p21, altro che stagnazione! Viviamo una crisi “controllata” fin da quando, grazie al consociativismo, il nostro debito pubblico è aumentato paurosamente. Altro che Tremonti per risanare le nostre finanze! per andare gambe all’aria basterebbe qualche anno di governo delle sinistre. In compenso otterremmo grandi progressi nel sociale, come i matrimoni gay ed altre amenità.
Il 7 Maggio 2010 alle 19:48 locurtogiovanni ha scritto:
LETTERA APERTA PER MINISTRO TREMONTI
e all’attenzione di tutti i politici e i sindacati
(Poichè non sono un bravo web-master, rivolgo invito agli amici blogger, che sanno operare con maestria nel web, di far conoscere queste tematiche ai loro amici lettori-grazie)
Signor Ministro, Le scrivo imponendomi, doverosamente, una serenità olimpica, con l’intento di costruire e non di demolire, di contribuire e non di dividere. Condivido, come tantissime altre persone, quel che Lei ieri ha detto sul fatto che la crisi che attanaglia la Grecia riguarda tutta l’Unione Europea.
Però, sono rimasto sorpreso, non positivamente, per le indicazioni espresse, relativamente al fatto che d’ora in poi la politica avrebbe dovuto servire l’economia.
A mio avviso, in questi ultimi cinque lustri, la politica dell’Unione Europea (ed in buona sostanza di tutto il mondo occidentale) si è messa totalmente, anche se in modo sornione, al servizio di parte dei poteri forti dell’economia (imprenditoria e finanza). Molti stati membri, alcuni in modo repentino, altri con modalità più lente, hanno concesso libertà d’iniziativa al mercato, ma più propriamente alle grandi lobbyes (ma non solo a loro) espungendo dagli ordinamenti quelle norme di tutela e controllo, che gran lustro avevano dato alla politica-economica con un evidente ritorno di benessere che i governi hanno potuto spalmare su tutti i gangli vitali delle società occidentali.
Durante questo percorso, sui nostri beni, si sono avventati avverturieri di ogni risma, servi sciocchi della politica, nonchè taluni politici (della peggior specie) che si sono accaparrati parte di questo benessere in modo subdolo ed a volte fraudolento, utilizzando il potere con cui erano stati investiti.
Con buona pace dei sindacati? Mah! Non mi è sembrato che in tutti questi anni abbiano lanciato strali contro taluni riconosciuti artefici di questo stato di cose; tale loro agire, a loro dire, ha mirato al raggiungimento della “p a c e s oc i a l e “e quindi del superiore bene.
Ora però è tempo di rimboccarsi le maniche, di invertire la rotta di centottanta gradi e di guidare la barca dell’Unione Europea (ma non solo) verso lidi sicuri.
Le cronache di questi anni, hanno speso fiumi di parole per reportare il malaffare che ormai, purtroppo si è ben radicato nei settori più vivi della nostra società.
In questi venticinque anni, ho inviato ai membri del Governo, delle bozze di progetti con cui a mio avviso si potevano risolvere alcuni problemi. L’ho fatto da semplice cittadino, pregando il Governo di lasciarmi nell’anonimato.
Coincidenza volle che successivamente all’invio di ogni singolo progetto, il Governo adottasse dei provvedimenti in linea con quanto avevo scritto (in un caso ho avuto I ringraziamenti scritti da parte di un ministro).
Di alcuni progetti, ne ho seguito lo vicende politiche ed economiche ed ho avuto modo di constatare che il seme di Caino vi si era intrufolato mettendoci non solo tutto lo zampino, ma raccogliendo a piene mani
Così, consapevole del malaffare che serpeggia nelle aule della politica, ho aperto nel web vari blog (faccio però presente che ho poca dimestichezza del web) su cui come oggi, ho lanciato e continuerò a lanciare lo mie considerazioni ( il più delle volte con poesie scritte in vernacolo).
Sono consapevole che in alcuni casi lo mie considerazioni possono avere avuto delle punte polemiche, ma perseguendo sempre e comunque l’obbiettivo di dare un piccolo, G R A T U I T O contributo per individuare e risolvere determinati problemi.
Ovviamente ponendolo al massimo delle mie possibilità all’attenzione di tutti e, quel che più è importante, alla luce del sole.
I Governi debbono stimolare il Parlamento con leggi al servizio della collettività e dettare regole per un etico vivere; nonchè operare per rendere migliore la società nel suo complesso, nella sua interezza, ponendo linee e regole guida in materia di politica economica.
Certamente, ponendo attenzione a quei settori trainanti e non mettersi al loro servizio.
Ordunque, in questa crisi economico-finanziaria, manipolata da alcuni settori della società con l’intento di fagocitare in più possibile I beni altrui,, con l’aiuto anche di certa politica, ha spinto il Presidente degli Stati uniti Obama a dire che bisogna porre nuove e più calzanti regole ai mercati ed alla borsa.
Anche il Cancelliere tedesco Merkel, su questa crisi ha dichiarato che bisognerà combattere i mercati.
Prendo atto, invece, che Lei signor ministro, intende porsi al servizio dei mercati. Oppure il giornalista televisivo, mandando in onda solo alcuni spezzoni non mi ha consentito di ben capire?
Al di là di questo dubbio, oggi lo tre confederazioni sindacali dovrebbero concludere i lavori che dovrebbero condurli ad un “volemose bene per collaborare alla pace sociale”.
Certamente stanno offrendo spunti e stimoli per uscire dalla crisi e sarà interessante leggere il loro documento conclusivo.
Quel che però ho avuto modo di recepire, in questa prima parte dei lavori, che anche da quella sponda vengono fuori solo mezze verità, come da parte politica.
E’ vero, serve moneta per aiutare I lavoratori che hanno perso il lavoro, la confindustria sta battendo cassa per avere sostanziali aiuti per le imprese.
E questa è una chitarra monocorde che suona la stessa nota in tutti gli stati membri dellUnione Europea.
I casi sono tre:
A) certi governanti non hanno capito che non si può mettere in circolazione altra moneta senza porre delle norme di salvaguardia contro mercati che rastrellerebbero a piene mani questi ulteriori lasciti ( questo in buona sostanza han fatto ben capire il Presidente Obama e la Cancelliera Merkel);
B)alcuni politici continuano a manovrare i loro colleghi e partners in buona fede, avendo le mani in pasta nel malaffare e compartecipazioni nella finanza e nei mercati;
C)politici che hanno nel cuore il senso dello Stato e propugnano e seguono I principi di sussidiarietà eterzietà e amore verso il prossimo non sono in grado di contrastare questa emergenza.
Signor ministro
Tanto rappresentato e considerato, chissà se i governanti Greci hanno già approntato delle norme di salvaguardia, altrimenti, fra alcuni mesi faranno crollare anche quegli stati membri (fra cui l’Italia) che ora stanno finanziando la grecia per farla uscire dal baratro, con buona pace per l’Euro che requiescat in pace.
Da ultimo, premettendo che ora faccio la vita del pensionato e che con il potere non ci voglio spartir niente, ci tengo a rappresentare che già nel millenovecentonovantadue, nel consegnare al Ministero de tesoro ed Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione una tesi a conclusione del corso di formazione per la carriera direttiva dal titolo “Il controllo del collegio dei revisori dei conti: linee evolutive nell’attività sindacatoria” espressi chiare e nette considerazioni sul fatto che da lì a poco, nell’Europa sarebbero stati tolti quei controlli con consegenti immensi danni per il mondo occidentale.
Auspicavo che l’Italia avrebbe fatto sentire la sua voce,invece……………
Signor ministro, Buon lavoro!
locurtogiovanni
Il 9 Maggio 2010 alle 4:31 smoke36 ha scritto:
Hai letto Luna, avevamo il genio in casa e non lo sapevamo. Egr. Locurto, ci favorisce il nome del Ministro che l’ha ringraziata per l’opera del governo dietro suo suggerimento. Sa perché, a diversi, ministri o Senatori anch’io ho scritto ma non dando consigli, dando loro del ladro e imbroglione per aver detto falsità e fatto disastri o meglio danni, non a casaccio ma con riferimenti precisi, manco uno s’è degnato di un vaffa che avrei gradito. Lei crede che quelli leggono le sue e-mai? Mi sa che sia ingenuo, hanno gli scagnozzi che le selezionano e al limite si sforzano in un breve ringraziamento. Sapesse quanto se ne fottono di lei e tutti noi, diversamente non sarebbero politici. Una tesi l’avrei anch’io su cosa poteva essere e non fu, poi una successiva dove viene alla luce del perché non lo fu. Lei è disposto ad uno scambio di opinioni? fumin libero e il resto è facile, anch’io sono in pensione, classe 36 anteguerra, lei è più stagionato? Con piacere, se meno, forse qualcosa le manca. Saluti.
Il 10 Maggio 2010 alle 10:48 Romano: Europa a responsabilità limitata - Opinioni - Panorama.it ha scritto:
[...] con un soprassalto di orgoglio, e un piano di aiuti di 110 miliardi in tre anni, ha deciso di salvare la Grecia dalla bancarotta e se stessa dai disastrosi effetti di una reazione [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.