Enti: chi chiudere, chi salvare

enti: chi chiudere, chi salvare

di Caris Vanghetti

L’imperatore Vespasiano è nato nell’anno 9 dopo Cristo ma sul bilancio italiano l’anniversario della suo genetliaco pesa ancora per 168 mila euro grazie al Comitato nazionale per la celebrazione del bimillenario della sua nascita. Compresa l’Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini (che costa altri 16.826 euro), sono 230 gli enti entrati e usciti, illesi, dalla manovra da 24,9 miliardi appena varata.

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano si è speso personalmente per difenderne tre: l’Istituto Domus galilaeana, la Stazione zoologica Anton Dohrn (meglio nota come Acquario di Napoli) e la  Scuola archeologica italiana di Atene. E lo stesso ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha ammesso di avere  commesso qualche errore nella gestione dell’elenco. Complessivamente i tagli agli enti avrebbero dovuto comportare risparmi per 300 milioni l’anno, ma tra il momento in cui la manovra è stata varata dal Consiglio dei ministri e quello in cui è stata firmata dal presidente della Repubblica i risparmi milioni e a decidere dove azionare la forbice saranno i singoli ministri. Come mai?

Una potente lobby (molto trasversale) si è mossa per mantenere in vita tanti piccoli feudi la cui utilità è tutta da dimostrare. Vediamo qualche esempio. Basti pensare che al Comitato nazionale per le celebrazioni del Giro d’Italia, nel 2008, sono andati 168 mila euro di fondi pubblici, mentre l’Opera campana caduti di Rovereto ha beneficiato di 37 mila euro, senza contare il Comitato nazionale per la celebrazione del quarto centenario dell’invenzione del cannocchiale di Galileo che, solo lo scorso anno, ha goduto di una sovvenzione pari a 335 mila euro.

La lista completa degli enti pubblici che sopravvivono grazie ai trasferimenti statali comprende oltre 700 comitati, associazioni, opere e via dicendo, a cui vanno complessivamente oltre 9 miliardi l’anno. In questo calderone di istituzioni c’è di tutto, dall’Agenzia delle entrate, alla quale vengono trasferiti ogni anno circa 3 miliardi di euro, e la cui esistenza non può essere certo messa in discussione, così come per l’Agenzia del farmaco, fino all’Associazione per la riforma dello Stato, che si occupa di studiare la frattura tra la sinistra e i ceti popolari.

Allo sconosciuto ente Geopaleontologico di Pietraroia finiscono ogni anno circa 260 mila euro, ma pochi sanno che si tratta di un eccezionale giacimento fossilifero dove è stato scoperto l’unico fossile di dinosauro al mondo di cui sono ancora ben visibili alcuni organi interni (Scipionyx samniticus, detto «Ciro»). È stato il terreno di Pietraroia, che ha una particolare composizione, a permettere di salvare, oltre allo scheletro dei fossili, i tessuti molli.

A fronte del dinosauro Ciro c’è però l’Associazione culturale Allegorein, di cui fa parte l’ex vicesindaco di Roma della giunta Rutelli, Walter Tocci, alla quale spettano 6 mila euro l’anno per occuparsi di promuovere «l’arte e la cultura» dice il sito «quali canali universali di scambio, di conoscenza storica e di denuncia sociale».

Il Sud in molti casi è considerato un’area svantaggiata, ma in quanto a dotazione di enti di dubbia utilità è ben messo. Al Centro per la formazione in economia e politica dello sviluppo rurale di Portici nel 2008 sono andati oltre 330 mila euro, alla Società nazionale di scienze e lettere e arti di Napoli (presieduta dall’ex onorevole del Pd Fulvio Tessitore) spettano 39 mila euro, mentre al Centro etnografico delle Isole Campane ne sono toccati 3 mila. Alla Società di storia patria delle Puglie vanno invece 4.850 euro.

Per celebrare i 200 anni della nascita della casa discografica Ricordi è stato creato un Comitato finanziato con 167 mila euro di soldi pubblici.

Nelle arti figurative brilla il Comitato nazionale per il terzo centenario della nascita del pittore Pompeo Batoni a cui vanno 84 mila euro, mentre al Comitato nazionale un secolo di fumetto italiano, presieduto da Umberto Eco, ne sono andati 83 mila.

Su altri fronti, l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea ha diritto a 78 mila euro l’anno, l’Istituto del Nastro azzurro tra combattenti e decorati al valor militare si accontenta invece di 42 mila euro. Al prestigioso Aspen institute Italia, presieduto dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, bastano 37 mila euro, mentre all’Associazione don Giuseppe De Luca, nel 2008, sono andati 26 mila euro, «come prosecuzione naturale dell’azione culturale del sacerdote lucano».

Commenti

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Il 7 Giugno 2010 alle 18:32 spyun ha scritto:

Vespasiano lo ricordo come una delle istituzioni utili e gratuite, quella dell’esigenza tutta maschile di scaricare urine, le femmine reggono di più. Erano sparsi ovunque, a Torino, nei giardini pubblici e sui controviali. Scomparsi per far posto alle auto, ora costa 85 centesimi di euro, lire oltre 1.600, salvo un cespuglio, incorrendo in salata ammenda se scoperti essendo sprovvisti di monetine, non danno resto. L’articolista poteva anche citare quello che prina delle elezioni, concordavano tutti: riduzione dei parlamentari e abolizione delle provincie, costose e inutili. Costi che vanno ben oltre quelle miserie elencate. Tra il dire e il fare non ci sta solo il mare ma tre provincie in più di prima. Li chiamano onorevoli, chissà che vuol dire.

Il 7 Giugno 2010 alle 21:35 lillo111 ha scritto:

mi sembra giusto un certo risparmio.
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze

Il 7 Giugno 2010 alle 21:45 19francesco77 ha scritto:

Gentile Vanghetti,
un giornalista corretto non avrebbe mai sentenziato sull’eventuale utilità di un ente dedito da oltre cinquant’anni alle tanto martoriate attività di ricerca e di formazione senza essersi almeno prima informato.

La sua ignoranza non deve però contribuire a disinformare i lettori.
A fronte di un contributo ridicolo, “pari alle spese fisse di gestione annua di appena una diecina delle oltre 600.000 “auto blu” che circolano in Italia” le presento il resoconto delle attività svolte nel 2009
http://www.centroportici.unina....._att09.pdf
Cordialità.

Il 9 Giugno 2010 alle 11:47 degrel0 ha scritto:

In qualità di lavoratore a reddito fisso non dovrei dirlo ma a questo punto solidarizzo con chi può evadere il fisco utilizzando il denaro sottratto allo stato per beni e servizi che muovono l’economia il che non succede elargendo quattrini a carrozzoni inutili pieni di nullafacenti.Grazie e buona giornata

Il 15 Giugno 2010 alle 9:57 gianluca_casa ha scritto:

E invece quanti sono i soldi pubblici che vanno a Panorama perché pubblichi articoli così qualunquisti? No, perché la pluralità è cosa buona, però i giornalisti potrebbero anche informarsi un po’ di più. Scrivere meno, forse, ma meglio. E se penso che parte delle tasse che pago su un magrissimo stipendio, lavorando anche di notte per il mio inutile carrozzone pieno di nullafacenti (degrel0 è un genio!), va alla pubblicazione delle foto di “Efe, la trans più desiderata” che vedo di fianco a destra su questa pagina, be’, un po’ forse mi indigno davvero.

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