- Tags: Burberry, Cina, delocalizzazione, economia, Ferragamo, mercato
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In principio, i grandi marchi del lusso arrivarono da Occidente per impiantare i loro stabilimenti produttivi sfruttando la manodopera a basso costo disponibile in Cina. Poi, hanno compreso che la nuova borghesia era alla ricerca di status symbol per ostentare la propria posizione sociale ed economica. Così, le case di moda sono sbarcate nei negozi lungo i viali di Hong Kong, Shanghai e Pechino, dove hanno trovato una clientela pronta a spendere qualsiasi somma per accaparrarsi l’ultima loro creazione. Sono stati anni di grandi eccessi, in cui il mercato cinese ha dimostrato di essere estremamente ricettivo ai prodotti di fascia più alta (e di prezzo più elevato).
Ora, mentre il costo del lavoro sale, è arrivata la terza fase della presenza della moda occidentale in Cina: quella in cui le imprese del lusso intendono conquistare il mercato di massa, uscendo dalle metropoli principali per arrivare ai consumatori delle città meno note. In parte, perché i mercati tradizionali negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone sono ormai saturi o addirittura fiaccati dalla crisi, ma soprattutto perché in Cina si sta definendo una classe media fatta di milioni e milioni di persone, con una capacità di spesa che forse non è adeguata al consumo di prodotti di punta, ma che è comunque quasi paragonabile a quella di molti centri del Vecchio Mondo.
Le cifre di questa nuova invasione sono impressionanti. Nel prossimo biennio, ad esempio, Vivienne Westwood e Ferragamo apriranno dieci nuove boutique a testa, Coach venti, Burberry addirittura sessantasei. Levi’s vuole 980 nuovi punti vendita entro il 2015. Non solo. Alcuni stilisti stanno ideando abiti e accessori pensati specificamente ed esclusivamente per il mercato cinese: è il caso della ‘collezione blu’ di Dior, dodici pezzi, tutti blu (ovviamente), tutti in edizione limitata e tutti creati per le esigenze dei compratori di Shanghai e dintorni.
- Mercoledì 9 Giugno 2010
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Commenti
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Il 10 Giugno 2010 alle 13:13 spyun ha scritto:
Brutto segno di una forbice che si sta allargando, stanno imparando troppo anche gli errori occidentali, non la vedo bene.Mao aveva dato inizio ad una rivoluzione contraria alla Russia, partiva dai contadini e ora questi sono rimasti indietro verso i cittadini. Si va verso il lusso e la miseria, una per i pochi e l’altra per i molti, segno che fanno starda i furbi e suona stonato quando si esagera.
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