Pier Francesco Guarguaglini (Finmeccanica): di fondi neri non ne ho, ma c’è qualcuno che mi vuol far nero


Pier Francesco guarguaglini

«Ha mai la sensazione di essere il nuovo Enrico Mattei, nel mirino delle multinazionali americane e francesi?». La domanda, preceduta dagli scongiuri di non fare la stessa fine del gran capo dell’Eni, coglie di sorpresa
Pier Francesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato della Finmeccanica, il colosso italiano che opera a livello mondiale nel settore dell’aeronautica, della difesa e della sicurezza. Ma è solo un attimo,
com’è nel suo carattere di toscanaccio doc, nato 73 anni fa a Castagneto Carducci, in provincia di Livorno. «No, affatto. Non mi sento accerchiato. Continuo ad avere rapporti cordiali con tutti. Compresi i miei principali competitori industriali e clienti delle forze armate, dei governi, del settore privato» risponde Guarguaglini, ingegnere elettronico con Phd all’Università della Pennsylvania. Questa storia dell’accerchiamento verrà fuori più volte nel corso dell’intervista a Panorama, concessa in esclusiva nelle stesse ore in cui a Ridley Park, in Pennsylvania, e in piazza Monte Grappa, a Roma, veniva annunciata l’alleanza fra Boeing e AgustaWestland, una società della Finmeccanica, per partecipare alla gara indetta dall’Us Navy per gli elicotteri del presidente degli Stati Uniti: cifra stimata fra i 6 e i 10 miliardi di dollari. Avversario di rango: il consorzio guidato dalla Sikorsky, che si è associato con la Lockheed Martin. Come dire: siamo all’Armageddon, il giudizio finale fra i titani dell’industria bellica.

Che fa, presidente, ci riprova? Avevate già vinto la gara per il Marine one nel 2005 e allora il vostro socio era la Lockheed Martin. Ora le alleanze si ribaltano. Che succede?
Il prodotto è sempre lo stesso, il nostro elicottero Aw101. È cambiato solo l’atteggiamento della Lockheed Martin, che non vuole più fare il «prime contractor» e quindi ha scelto la Sikorsky. Noi abbiamo come partner la Boeing, molto forte e assai attiva nei progetti del Pentagono. Questo accordo, con Boeing «prime contractor», permetterà di valorizzare il nostro elicottero.

Pensa di vincere ancora?
A dire la verità, ho più fiducia oggi di 5 anni fa. Questa volta concorriamo con un elicottero che è stato migliorato su richiesta del Pentagono. Siamo anche competitivi come prezzo.

La Lockheed non sarà contenta.
Guardi che anche loro sono estremamente agguerriti, hanno investito tanto e sicuramente presenteranno un’alternativa valida al nostro Aw101.

Ha vinto la gara per il Marine one con l’amministrazione repubblicana di George W. Bush, grande amico di Silvio Berlusconi. L’ha vista cassata nel 2009 dal successore, il democratico Barack Obama. È cambiato qualcosa nei vostri confronti a Washington?
Non è questo il punto. C’è un atteggiamento diverso sui finanziamenti per le forze armate. All’inizio c’è stato uno stop. Ora l’amministrazione è ripartita.

Obama come Bush?
Non proprio. C’è un metodo diverso nel senso che sono stati ridimensionati i grandi programmi di armamento. Per fortuna noi non ci siamo dentro. Partecipiamo solo a progetti di medio livello che servono a rendere molto operative le forze armate.

Nessuno a Washington le ha mai obiettato: «Fate troppi affari con la Libia»?
Questa storia è una balla. Anche gli americani si stanno muovendo in quel paese. La Finmeccanica è presente in Libia non per fornire armi, ma per vendere apparati di sicurezza.

Nemmeno c’è stato chi ha protestato per i vostri legami con la Russia di Vladimir Putin?
A tutti i miei interlocutori dell’amministrazione Obama ho sempre detto che abbiamo due preoccupazioni: la prima è di rispettare le regole del governo italiano; la seconda, di capire le esigenze dell’amministrazione Usa e di comportarci di conseguenza. Il business è business, ovvio.

Anche con un personaggio come Hugo Chávez?
Se Chávez ci chiedesse i radar per il controllo del traffico aereo, sicuramente glieli venderemmo. Se pretendesse armi da usare contro i paesi vicini, no, non lo faremmo. Ce lo vieta la legge italiana. È bene si sappia che noi siamo, sì, un’industria militare, ma abbiamo anche una componente civile altrettanto importante. Mischiare i due settori crea solo tanta confusione.

Mentre trattava con la Boeing l’accordo per il Marine one le sue società e lei stesso siete finiti sotto inchiesta per presunte tangenti e fondi occulti all’estero. Non teme che anche in questo momento possa bussare alla sua porta un carabiniere o un pm?
Personalmente non mi sento accerchiato da nessuna procura, né lo è Finmeccanica. Sono i giornali a tenerci sotto assedio.

La solita solfa contro i giornalisti.
Vede, alla procura di Milano, che io sappia, siamo parte lesa. A Roma è stato lo stesso procuratore a emettere una puntuale smentita assicurando che la Finmeccanica non è inquisita e nemmeno che i Ros dei carabinieri siano mai andati a far visita alle nostre aziende, né che i viaggi a Singapore, a Hong Kong e in Svizzera di alcuni magistrati romani avessero a che fare con la Finmeccanica. Questa è la realtà. A Bari non so bene di cosa si parli e a Napoli sono in corso inchieste giudiziarie che, a mio parere, presto si risolveranno favorevolmente. Ribadisco che la Finmeccanica non ha fondi neri e che è disponibile a coadiuvare le procure affinché si ristabilisca velocemente la verità. È però altrettanto chiaro che se la Finmeccanica scoprisse qualche magagna collaboreremmo immediatamente con gli investigatori.

Lei giura che la Finmeccanica non ha fondi occulti all’estero. Ma lei personalmente?
Neanche un euro fuori Italia. Aggiungo: né io né le mie tre figlie né mio fratello né mia moglie né il figlio di mia moglie. Nei giorni scorsi ho chiesto a ciascuno dei 2.014 dirigenti Finmeccanica di firmare una dichiarazione nella quale attestino di non possedere conti all’estero legati all’attività di lavoro. È chiaro che se uno ha una moglie finlandese o una casa a Nizza può darsi benissimo che abbia un conto corrente in Finlandia o in Francia. Io per primo ho firmato questa dichiarazione così come lei può vedere. Eccola.

Leggo. Ma è possibile vendere le armi senza pagare tangenti?
A me non è mai capitato di pagare. È ovvio che abbiamo agenti in giro per il mondo che prendono delle provvigioni. Ma queste devono essere tutte dichiarate.

La Finmeccanica è stata associata anche dall’ex senatore Nicola Di Girolamo, a personaggi oggi inquisiti, come il controverso finanziere Gennaro Mokbel. Agenti per facilitare le vendite o millantatori?
Ho scoperto nella mia vita che di imbroglioni ce ne sono tantissimi. Io questo Mokbel nemmeno lo conosco. Qualcuno gli ha potuto far credere che avrebbe avuto accesso alla Finmeccanica, ma non c’è mai entrato. Anzi, ci ha provato con la Digint, però è stato fatto uscire immediatamente da quella società dopo l’audit interno da me richiesto.

Conosceva invece il superconsulente Lorenzo Cola?
Sì. Ha avuto delle consulenze e ha svolto alcuni incarichi come Ernst & Young. Ma certamente non sono responsabile di quello che dice Cola quando non lavora con noi.

Vede qualche manina o manona, per dirla con Bettino Craxi ai tempi di Tangentopoli?
Non ho mai creduto ai complotti, ma è evidente che c’è qualcuno che mi vuole male.

In America o in Italia?
Non penso che gli Stati Uniti c’entrino come governo.

Non nasce tutto dal fatto che nel 2011 andrà in scadenza il suo mandato?
Ad aprile 2011 non è detto che io venga confermato. Sarà il governo a scegliere. Ma sollevare tutto questo polverone per danneggiare con Guarguaglini la Finmeccanica e 79 mila dipendenti mi sembra davvero esagerato.

Ha scelto il successore?
Se Giulio Tremonti, principale azionista come ministro dell’Economia, mi dicesse: «La sua missione è conclusa» e mi chiedesse un parere sulla mia successione, io gli chiederei: «Lei cosa pensa debba essere il futuro di Finmeccanica?». In quel caso sarei felice di dargli consigli.

Non è imbarazzante avere sua moglie come dipendente (Marina Grossi è amministratore delegato della Selex Si, società della galassia Finmeccanica, ndr)?
Mia moglie è stata portata avanti dai miei predecessori Alberto Lina e Giuseppe Bono. Chi partecipa alle riunioni sa benissimo che tratto l’ingegner Grossi come tutti gli altri, anzi lei sostiene peggio degli altri.

Preferirebbe che sua moglie lavorasse altrove?
All’estero, forse sì.

  • pbuo
  • Lunedì 14 Giugno 2010

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 17 Giugno 2010 alle 12:53 lillo111 ha scritto:

Fin- mecca- nica.
La mecca della finanza amica.
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze

Il 17 Giugno 2010 alle 16:09 fransua ha scritto:

IL3MILLENNIO:caro presidente, ottima parlata al tg3 di oggi, ma vi sto dicendo che la crisi e tutti quei debbiti,sono risolvibbili,io sto cercando di avvisarvi da qualche anno,e oggi state peggio,”bee se non era come dicevo io oggi non stavo qua a scrivervi… Mostra tutto” allora come vi o sempre detto per risolvere il probblema piu che un progetto ci vuole un MOSSA,ma una mossa fatta con inteliggenza,che capovolge tutta la situazione ripristinando tutto il sistema.
PRENDIAMO INCOSSIDERAZIONE QUESTA PROPOSTA, PERCHE LO SAPETE BENE QUANDI MESSAGGI VI O SCRITTO E POTETE TROVARLI SU FACEBOOK SCRIVENDO IL 3MILLENNIO”AREA DISCUSSIONE” E VEDRETE, TANTO LO SO CHE LI LEGGETE I COMMENTI, E IO CONTEMPORANEAMENTE TENGO IL POPOLO AGGIORNATO.
IL LINK.LO CONOSCETE GIA :HTTP://FRANSUA.BEEPWORLD.IT/
ORA TOCCA VOI SE SIETE IL GOVERNO DEL FARE,FATE FARE A CHI SA FARE, CHE IL MONDO SALVEREMO E VOI NON SO DIRVELO MA VE LO IMMAGGINATE!!!!
scritta a caldoro

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!