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Cradits: La Presse
Il bilancio pubblico in rosso sembra essere diventato il minimo comun denominatore dei Paesi europei. Tutti, bene o male, hanno deciso che è arrivato il momento di tagliare dopo anni – in alcuni casi decenni – in cui i governi del Vecchio Continente hanno recitato la parte della cicala piuttosto che quella della formica. In queste settimane, sono stati annunciati pacchetti di sforbiciate e riduzioni anche drastiche della spesa pubblica, anche se, come sempre, c’è chi si dimostra più attento al rigore e chi meno.
In pole position, la Germania. Il Cancelliere Angela Merkel ha appena annunciato un pacchetto di misure del valore astronomico di ottanta miliardi di euro spalmati su quattro anni. Su questo e sulle prossime elezioni presidenziali, però, si gioca il suo futuro, perchè la coalizione Cdu-liberali che l’appoggia ora traballa e anche il giudizio dei mercati non è univoco: il tycoon George Soros si è spinto a dire che la politica economica tedesca potrebbe addirittura distruggere la costruzione europea. Anche il Regno Unito ha scelto di programmare i tagli nel lungo periodo: cinquanta miliardi di sterline in cinque anni, col taglio delle spese dei Ministeri del 25%. Resterà da vedere se il nuovo Primo Ministro Cameron riuscirà a tenere fede all’impegno. Potrebbe giovargli l’esempio della vicina Irlanda: con tagli pari al 5% del proprio Pil, sembra essere riuscita a uscire dalla spirale recessiva in cui era entrata.
Farà la sua parte anche la Spagna. Il Paese guidato da Zapatero ha pronti tagli per quindici miliardi di euro in due anni: si tratta di misure impopolari, che si vanno ad aggiungere a quelle già prese nei mesi scorsi e che hanno provocato violente proteste. Anche Zapatero, come la Merkel, si gioca il suo futuro politico nei mesi che lo separano dall’autunno. Del resto, simili misure sono state necessarie per evitare di fare la fine della Grecia che, per ripagare il prestito da 134 miliardi di euro ricevuto dagli altri Paesi europei e dal Fondo Monetario Internazionale, ora dovrà far fronte ad almeno un triennio di lacrime e sangue.
- Giovedì 1 Luglio 2010
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Commenti
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Il 1 Luglio 2010 alle 10:39 sottopensiero ha scritto:
Sarebbe bello sapere quanto effettivamente taglierà la spesa anche l’Italia…
Il 1 Luglio 2010 alle 17:06 indigesto ha scritto:
Noi, oltre che con i “tagli” avremo di che sollazzarci con il “federalismo fiscale” che alimenterà schiere di politici, intrallazzatori e clientele affamate nel Nord a scapito di quelle regioni che furono depauperate di tutto, abbandonate alle mafie ed ai politici conniventi e capaci solo di arricchirsi. Così diventeranno più responsabili, si dice. Chissà quando questa responsabilità sarà disattesa, come certamente lo sarà, cosa gliene incoglierà. Andranno a casa! Con le tasche piene aggiungo e..avanti il prossimo! Non so se in altri Stati ci saranno regioni che scappano con la cassa, come da noi. Dicono che sono quelli che producono. Dico che sono stati messi in condizioni di produrre! Basta scorrere le politiche economiche dall’unità d’Italia ad oggi. Solo chi non vuole accorgersene non se ne accorge!
Il 5 Luglio 2010 alle 20:00 pv21 ha scritto:
Da noi si pensa a tagliare e solo tagliare. Ma chi pensa a far crescere il PIL? Ad 1 anno di distanza la Borsa di Milano è risalita di quasi il 3% contro il +13, il +17 ed il +38% di Parigi, Londra e Francoforte. Da noi calano i consumi alimentari mentre una TAGLIOLA Tributaria corrode il potere d’acquisto delle famiglie …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html
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