
Di Alessandra Gerli
Mai più tutto compreso. Oggi sugli aerei capita di pagare quasi tutto, dalla scelta del posto alle valige. Quel che fino a ieri era incluso nel prezzo del biglietto, è diventato un extra a pagamento. Mentre tra le compagnie aeree, low cost e no, si è scatenata un’autentica gara di fantasia nell’escogitare nuovi optional e inediti addebiti. L’invenzione più clamorosa è di un’americana, la Spirit Airlines che, prima al mondo, dall’1 agosto farà pagare persino i bagagli a mano che non si riescono a infilare sotto il sedile. Il prezzo: da 30 a 45 dollari a collo. La gabella più inverosimile è la toilette a gettone annunciata per il prossimo futuro dalla pioniera europea del no frills, la Ryanair. Un tributo pro wc di un euro a passeggero, ha calcolato, le consentirebbe di abbassare le tariffe medie di almeno il 5 per cento.
Guarda le tabelle dei sovrapprezzi
L’ultima trovata è stata concepita da una compagnia blasonata come l’American Airlines, che ha appena varato un pacchetto, a prezzi che vanno da 9 a 19 dollari, col quale è possibile imbarcarsi sull’aereo tra i primi e accedere alla lista di attesa per un volo diverso dal proprio senza ulteriori addebiti, nonché cambiare itinerario spendendo la metà. In pratica l’American, che è stata la prima compagnia tradizionale a introdurre la sovrattassa bagagli, «ora ti fa pagare un sovrapprezzo per evitare i sovrapprezzi» ha commentato caustico un cronista americano.
Nati con le compagnie low cost, che hanno rivoluzionato il nostro modo di volare secondo la logica «meno compri, meno spendi», i cosiddetti ricavi ancillari sono diventati una formidabile fonte di ricavi per molte compagnie tradizionali. Per la campionessa delle basse tariffe Ryanair, che quest’estate ha spudoratamente deciso di rincarare il supplemento valige sui voli in luglio e agosto, oggi rappresentano il 22 per cento del fatturato. Ma la Iata, l’associazione che riunisce 230 aerolinee tradizionali del mondo, stima che gli incassi delle «ancillaries» quest’anno sfonderanno quota 58 miliardi di dollari. E siamo solo agli inizi, pronosticano gli esperti. La lista dei servizi à la carte è destinata a lievitare e a contagiare le compagnie ancora restie.
Nel frattempo Panorama ha ricostruito la mappa dei balzelli per aria in vigore quest’estate. Dalla prenotazione del volo ai bagagli, dal check-in ai pasti a bordo, è una guida esclusiva per orientarsi nella giungla degli extra, scegliere solo quello che interessa, evitare il superfluo gonfiaprezzo e, dove possibile, aggirare il sovrapprezzo.
LA PRENOTAZIONE
Carte di credito e i diritti amministrativi
Non c’è scappatoia. Anche su internet le sovrattasse per la carta di credito e/o i cosiddetti diritti amministrativi sono inevitabili. Di norma si aggirano sui 5 euro a persona e a tratta, ma possono arrivare fino a 40. Pensare di risparmiare prenotando al telefono è un abbaglio. Spesso si spende di più e al conto va aggiunto il costo dei call center, che aumenta a ogni minuto.
Blocca la tariffa
È l’opzione, a pagamento, che consente di congelare via web una tariffa interessante, prima di decidere se acquistare il biglietto o no. In Italia l’ha già introdotta la Meridiana, a 5 euro sui voli nazionali, 10 sugli internazionali, 15 sugli intercontinentali. Con la low cost spagnola Vueling, si spendono 2 euro per le prime 24 ore e altri 5 per le 24 ore successive. Con l’Air France si pagano da 10 a 15 euro, ma il Time to think, com’è intitolato il servizio, dura 14 giorni.
La scelta del posto
Sorprendente ma vero, scegliere la poltrona sulla quale sedere può avere il suo prezzo. Succede con alcune low cost e con la British Airways (vedi tabella).
Un posto più comodo in economy
È la nuova frontiera dei supplementi creativi (vedi tabella), adottata a sorpresa anche da una compagnia nota per l’eccellenza del servizio come la Singapore Airlines. Si tratta del supplemento per i posti nelle prime file dell’aereo o in prossimità delle uscite di emergenza, dove c’è un po’ più di spazio per le gambe, e persino per quelli al finestrino o accanto al corridoio. «È come prenotare una camera d’albergo con vista sul mare» si è giustificata la Continental Airlines, che ha varato questo servizio pochi mesi fa.
Modifiche e cancellazioni
Ogni compagnia ha le sue regole, ma il salasso è quasi sempre garantito. Le low cost pretendono penali pesanti a ogni cancellazione e modifica (cambio nome, data o orario) oppure non le concedono affatto. Sulle aerolinee tradizionali, tutto dipende dalle condizioni previste per ogni singola tariffa, che possono variare parecchio. Leggerle con attenzione prima di ogni acquisto.
BORSE E VALIGE
Il bagaglio a mano
La mossa dell’americana Spirit è spregiudicata. Ma il bagaglio a mano rischia di diventare la prossima diffusa gabella. La low cost britannica Jet2.com, che vola anche nel nostro paese, ne permette l’imbarco gratis solo a chi fa il check-in online, chi opta per il banco in aeroporto paga 4 euro in più.
Anche quando è gratis, il bagaglio a mano ha stretti limiti di peso. Ogni compagnia ha i suoi, ma quando li si supera sono dolori. La Ryanair, che ammette un solo collo di 10 chili al massimo, prevede 30 euro di penale. Con la marocchina Jet4You, massimo 6 chili, la multa sale a 80.
Care valige
La stangata bagagli imbarcati nella stiva dell’aereo (vedi tabella), è decollata con le low cost. Via via si sono accodate anche quasi tutte le americane, tradizionali comprese.
Sui voli tra l’Europa e gli Stati Uniti, un secondo collo in stiva comporta un sovrapprezzo, indipendentemente dal peso, con quasi tutte le compagnie, americane ed europee. Con la Iberia, dallo scorso 1 marzo questo supplemento vale su tutti i voli.
In ogni caso, meglio prenotare il bagaglio online. In aeroporto il prezzo può raddoppiare.
IN AEROPORTO
Il check-in
A rompere il tabù, sono state alcune low cost. La Wizz Air, dove il check-in costa 5 euro online e 10 in aeroporto. O la Jet2.com, 6 e 11 rispettivamente. La Ryanair ha eliminati i banchi negli scali e reso obbligatorio il check-in online al prezzo di 5 o 6 euro. Chi si dimentica di stampare a casa la carta d’imbarco è avvertito: al gate gli chiederanno 40 euro di penale.
L’imbarco prioritario
Con le low cost, dove i posti non sono quasi mai assegnati, chi primo arriva meglio alloggia. Ma il diritto a salire a bordo nel gruppo di testa oggi costa 4 euro con la Ryanair, 5,75 con la easyJet, 4 online e 8 in aeroporto con la Wizz Air e, da quest’estate, 10 dollari sull’American Airlines.
Può capitare però, di essere i primi solo a salire sull’autobus.
A BORDO
Pasti e spuntini
Primi fronzoli cancellati dalle low cost, pasti e spuntini gratuiti stanno diventando un ricordo del passato. Sui voli in Spagna ed Europa, l’Iberia li ha cassati fin dal 2004. Alcune compagnie Usa si sono via via adeguate. Ma la United, che voleva far pagare i menu anche sui voli transatlantici, causa proteste è dovuta tornare sui suoi passi.
Coperte e cuscini
La pioniera è stata l’Air Canada nel 2008. Da febbraio anche sull’American Airlines costano 8 euro.
Gli extra large pagano doppio
Alla fat tax, la tassa sui grassi, aveva pensato la Ryanair, che ha poi deciso di soprassedere per il rischio di provocare ritardi a catena al decollo. Sulle compagnie degli Usa, però, non c’è scampo: quando i glutei sbordano sui sedili di fianco o il girovita impedisce di abbassare il bracciolo, o ci sono due poltrone libere sulle quali accomodarsi gratis o si compra un doppio biglietto.
- Lunedì 5 Luglio 2010
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Commenti
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Il 5 Luglio 2010 alle 16:07 Panorama News 5 luglio 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Compagnie low cost: occhio al sovrapprezzo [...]
Il 7 Luglio 2010 alle 16:17 indigesto ha scritto:
C’era da spettarselo!
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