Nessun passo indietro del governo sui previsti tagli ai trasferimenti alle Regioni previsti in Finanziaria. E nessuna riapertura della trattativa con i governatori regionali. Almeno per ora. Il relatore della manovra al Senato, Antonio Azzollini, PdL, è stato chiarissimo.
Il malcontento (trasversale) dei governatori - più o meno virtuosi - è affidato a una nota del presidente della Conferenza delle regioni, l’emiliano Vasco Errani, dai contenuti molto duri. Che chiama in causa il premier e il presunto diniego a un incontro già in calendario per discutere dei tagli: “Non potremmo che considerare gravissimo e inaccettabile il diniego circa la richiesta del sistema delle autonomie territoriali di avere un incontro con il presidente del Consiglio e con i ministri interessati dalla manovra”.
TAGLI A TRASPORTI E TERRITORIO
Ma dove colpirebbe - il condizionale è d’obbligo - la manovra qualora le cifre, come è stato ribadito finora da tutti gli esponenti del dicastero di Tremonti, rimanessero queste? La risposta arriva stamane da una ricerca dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha ‘distribuito’ sulle sole Regioni a Statuto ordinario gli 8,5 miliardi euro di mancati trasferimenti che lo Stato effettuerà nel biennio 2011-2012 a seguito della manovra da 25 miliardi che sta per essere approvata (contro il 1,5 miliardi di tagli alle Regioni a Statuto speciale). Sono soprattutto i trasporti e i territori - secondo la Cgia - le voci di spesa che le Regioni saranno chiamate a tagliare con l’applicazione della manovra correttiva varata nei giorni scorsi dal Governo.
Su questi dati, comunicati nel giorno della massima tensione tra gli enti locali e il governo, c’è però una postilla: ”Si tratta ovviamente di una stima che non può tenere conto degli orientamenti e delle decisioni che ogni singola Regione applicherà effettivamente”, dice il segretario Giuseppe Bortolussi precisando che i tagli individuati dai ricercatori della Cgia ‘’sono proporzionali a ciascuna voce di spesa realizzata da ogni Regione, con l’esclusione di quelle riferite alla sanità e alle spese per oneri non ripartibili che non sono sottoposte alle restrizioni previste nella manovra del Governo”.
Secondo la ricerca, dunque, al primo posto ci sono i trasporti tra le funzioni maggiormente penalizzate: complessivamente le Regioni a statuto ordinario potrebbero subire un taglio pari a 2,31 miliardi di euro, con in testa il Lazio che dovrebbe tagliare 457 milioni nel biennio 2001-2012, prima di Calabria con 283 milioni di euro e Lombardia con 275 milioni.
LE ALTRE VOCI
Al secondo posto la voce di spesa più colpita dai tagli potrebbe essere il territorio, con una contrazione dei trasferimenti pari a 1,25 miliardi di euro: in questa funzione sono inclusi gli investimenti per la difesa del suolo, le opere idrauliche, la gestione delle aree urbane, nonché gli interventi contro le calamità naturali. Le regioni più ‘danneggiate’ potrebbero essere la Calabria con 256 milioni di euro, la Basilicata con 183 milioni di euro e il Veneto con 174 milioni di euro. Al terzo posto la funzione relativa all’amministrazione generale: in questa voce figurano le spese per il personale, l’ordinamento degli uffici, gli organi istituzionali, la sicurezza pubblica e la manutenzione e la costruzione degli uffici regionali.
In termini complessivi, il taglio biennale dovrebbe essere pari a 1,19 mld di euro. La Regione più ‘colpita’ potrebbe essere ancora una volta la Calabria, con una contrazione della spesa pari a 167 milioni di euro. Seguono la Campania con 158 milioni e il Lazio con 131. Al quarto posto l’assistenza sociale: i mancati trasferimenti dallo Stato centrale potrebbero essere pari a 878 milioni di euro. In questa funzione la Lombardia potrebbe registrare una diminuzione della spesa per i propri residenti pari a 318 milioni di euro. Seguono il Veneto con 160 milioni di euro e il Lazio con 102.
Nella classifica dei tagli ai trasferimenti per funzione seguono industria, commercio e artigianato (-642 milioni di euro), formazione professionale (-550 milioni), agricoltura, foreste, caccia e pesca (-518 milioni), istruzione (-507), edilizia abitativa (-505, e infine il turismo -136).
- Martedì 6 Luglio 2010

EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 8 Luglio 2010 alle 14:07 fransua ha scritto:
BLOCCATE TUTTO!!
buongiorno:IL 3MILLENNIO, non so chi legge questi messaggi ma la comunico che oggi inviero un’altro fax a napolitano, per farli capire un po le cose come stanno.non peggiorate le cose salviamo il mondo!!passate il messaggio e non ignoratelo , la questione e seria e lo sapete bene.
SCRIVETE IL 3MILLENNIO SU FACEBOOK AREA DISCUSSIONI
Il 13 Luglio 2010 alle 17:54 indigesto ha scritto:
Ma perchè non si aboliscono queste Regioni e si manda questa orda di politici e dei loro tirapiedi a lavorare?
Troppo comoda la mangiatoia? Ne guadagnerebbe l’economia e si eviterebbe per massima parte la corruzione. La cosa più grave è che queste gravano sulla Sanità, bisogno primario del cittadino, disatteso ed all’origine di quasi tutti gli scandali, per crescente incompetenza e pessima gestione. Senza dire cosa spendono in iniziative inutili e costose, consulenze ridicole, rappresentanze all’estero e così via. Sono state inventate per dissipare danaro pubblico. Via di questo passo sarà la catastrofe, non c’è di che illudersi!
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.