Tre operai del reparto montaggio dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat - dove si produce la Punto Evo - sono stati licenziati, dopo essere stati sospesi giovedì scorso, con l’accusa di aver ostacolato il percorso di un carrello robotizzato durante un corteo interno. Dei tre operai, uno ha ricevuto stamani, attraverso un telegramma, la comunicazione del licenziamento. Gli altri due sono delegati della Fiom.
I tre operai licenziati circa un’ora fa sono saliti sulla «Porta Venosina», un antico monumento situato a Melfi, nel centro storico. Emanuele De Nicola, segretario regionale della Basilicata della Fiom, ha annunciato che la manifestazione in programma venerdì prossimo, 16 luglio - con sciopero di otto ore anche nelle fabbriche dell’indotto - si svolgerà non più a Potenza ma proprio a Melfi. Obiettivo: raggiungere la Porta Venosina partendo da una delle piazze principali della città.
Il licenziamento dei tre operai di Melfi avviene in contemporanea con il licenziamento di Pino Capozzi, impiegato di sesto livello a Mirafiori, mandato via dall’azienda per aver inoltrato una lettera dei lavoratori polacchi dello stabilimento di Tichy a 40 colleghi, usando la posta elettronica aziendale. «Hanno usato un bazooka per colpire una pulce», è stato il commento dello stesso Capozzi. «Il mio licenziamento - ha detto - è una manovra politica contro la Fiom», l’organizzazione dei metalmeccanici della Cgil che si è battuta contro piano di ristrutturazione di Pomigliano D’Arco.
Il 16 luglio è previsto uno sciopero di quattro ore in tutto il gruppo per il ritiro dei provvedimenti di licenziamento e sospensione nei confronti dei delegati Fiom che, per dirla con Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, costituiscono una «rappresaglia dell’azienda contro gli scioperi sui carichi di lavoro».
Anche il segretario provinciale della Fiom di Torino, Federico Bellono, ha parlato di «licenziamenti pretestuosi e punitivi» volti a colpire l’organizzazione sindacale. Spiegando il licenziamento di Capozzi – che oggi ha partecipato al corteo di lavoratori che è partito da Mirafiori e ha raggiunto il Lingotto la Fiat ha parlato di una «una palese violazione del regolamento aziendale sull’uso della posta interna».
- Mercoledì 14 Luglio 2010

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Commenti
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Il 14 Luglio 2010 alle 19:09 pv21 ha scritto:
Ora il Ministro Sacconi ha finalmente qualcosa di cui occuparsi. Oppure è questa la tanto decantata nuova economia imprenditoriale? Stiamo diventando il paese degli struzzi quando si impugnano le pagine del DOSSIER ARROGANZA …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html
Il 15 Luglio 2010 alle 9:05 j1897 ha scritto:
Chiediamoci perche le grandi industrie nazionali a fronte di svariati mldi di investimenti ne investiranno solo una piccola parte in Italia. E’ da un bel pò che sono finiti i tempi dei soli diritti, ma il mondo sindacale, non gli operai che rischiando sulla propria pelle l’hanno capito, fa finta che non sia cambiato niente nel mondo.
Il 20 Luglio 2010 alle 19:18 La giornata in pillole: Schifani boccia le larghe intese - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] - Dopo i tre casi di Melfi e quello di Mirafiori, anche un operaio della Power Train della Fiat di Termoli, [...]
Il 11 Agosto 2010 alle 11:41 Licenziamento antisindacale: “I tre Fiat operai vanno reintregrati” - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] rimessi al posto di lavoro. I tre operai della Fiat di Melfi, licenziati il 13 e 14 luglio, per un presunto ‘’sabotaggio della produzione”, torneranno in fabbrica. [...]
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