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Il professor Roberto Ruozi, ex rettore della Bocconi (Ansa)
Le banche torneranno ad investire nel mondo delle imprese, creando sviluppo e occupazione. E’ la previsione di Roberto Ruozi, ex rettore della Bocconi e docente per vent’anni al Politecnico di Milano e alla Sorbona di Parigi.
Esperto di economia bancaria e membro di vari consigli di amministrazione di banche e società, Ruozi ha pubblicato di recente un libro, Intermezzo. Tre anni di crisi bancarie (Spirali), che è un’attenta analisi delle pratiche finanziarie dal 2007 a oggi. Un periodo in cui l’Italia è entrata e uscita dalla crisi, subendo danni minori rispetto ad altri paesi europei, “anche perché da noi le banche hanno fatto le banche e non si sono trasformate in una sorta di casinò della finanza, mantenendo una certa natura istituzionale”, taglia corto Ruozi, parlando del sistema bancario italiano con Panorama.it.
Ma chi si ferma è perduto: e ora occorre premere il piede sull’acceleratore per tornare ad essere competitivi a livello mondiale. “Il prossimo anno sarà cruciale: o si consolida la ripresa o si va verso la stagnazione”, aggiunge il professore. “Io comunque sono ottimista. E’ interesse delle banche che il sistema si muova e se non faranno la loro parte questo non accadrà”.
Il presidente di Banca d’Italia, Mario Draghi, pochi giorni fa ha esortato le banche italiane a sostenere le Pmi che sentono la ripresa. Ma che il sistema finanziario non sia vicino ai piccoli imprenditori è, per un certo verso, una mezza verità. “Il credito, in generale, si è ridotto rispetto a qualche tempo fa. Ma i comportamenti delle banche sono differenti”, spiega Ruozi. Da una parte, infatti, abbiamo le grandi banche che “hanno mostrato disaffezione al credito e hanno perso quote di mercato”.
Dall’altra parte, invece, le piccole banche del territorio “hanno concesso credito e hanno raggiunto quote di mercato prima irraggiungibili”. Poi c’è anche il cattivo uso che del credito a volte fanno le aziende.
“La verità è che nella crisi i piccoli e medi imprenditori italiani si sono mostrati meno brillanti di un tempo e negli ultimi anni c’è stata una tendenza a concentrarsi maggiormente sulla finanza della famiglia che su quella dell’impresa”. E c’è anche un problema culturale: ”Spesso le apparacchiature contabili di molte piccole e medie imprese risultano inadeguate per il sistema bancario”.
Se il quadro è questo, come uscire dall’impasse? Il monito di Draghi, spiega Ruozi, innanzi tutto è da leggersi come un “appello alla buona volontà” di chi concede credito. Perché, se da una parte si chiede una maggiore flessibilità, dall’altra si vuole anche evitare che “le banche sbrachino”.
Un sistema, quello bancario, che ancora in Italia fa difficoltà a rendersi indipendente dai potentati economici: nei consigli di amministrazione di grandi banche e grandi imprese siedono spesso le stesse persone. ”E’ bene che banche e mondo delle imprese siano separati, come avviene nella maggior parte dei paesi industrializzati. Mentre da noi ci sono ancora intrecci strani, che col tempo credo verranno meno”.
- Lunedì 19 Luglio 2010
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Commenti
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Il 23 Luglio 2010 alle 0:02 Circolo Luce Del Sud » Roberto Ruozi: Le banche tornino ad investire sulle imprese o non sarà ripresa ha scritto:
[...] Il professor Roberto Ruozi, ex rettore della Bocconi (Ansa) [...]
Il 23 Luglio 2010 alle 19:29 pv21 ha scritto:
“Il prossimo anno sarà cruciale: o si consolida la ripresa o si va verso la stagnazione”. E bravo! Intanto da mesi la crisi (ex-ripresa) grava sull’economia e sulle famiglie come SE FOSSE STAGNAZIONE …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
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