La Fiat in Serbia? Non a scapito dell’Italia, dice Berlusconi

Sergio Marchionne con la Speaker della Camera americana, Nancy Pelosi - EPA

Sergio Marchionne con la Speaker della Camera americana, Nancy Pelosi - EPA

«In una libera economia e in un libero Stato, un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione. Mi auguro soltanto che questo non accada a scapito dell’Italia e degli addetti italiani a cui la Fiat offre il lavoro».

All’indomani della decisione della Fiat di spostare a Kragujevac, in Serbia, la produzione della monovolume «L-0» — nome in codice dell’auto che sostituirà Musa, Idea, Multipla —  Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa congiunta assieme al presidente russo Dimitri Medvedev,  esprime la sua preoccupazione su una decisione che ha suscitato vive preoccupazioni non solo   tra i sindacati, ma anche tra autorevoli esponenti dell’esecutivo. «Non sta né in cielo né in terra» ha detto il ministro del Welfare  Maurizio Sacconi, annunciando la prossima apertura  di un tavolo sulla decisione della Fiat cui partecipino tutti i soggetti interessati, dalla Fiat ai sindacati fino ai membri dell’esecutivo.

Il rischio di una  «detorinizzazione» della Fiat era, del resto, già ben presente da quando il vertice del Lingotto ha deciso di affidare la guida del gruppo a Sergio Marchionne, un manager con una cultura industriale che va ben oltre i confini del nostro Paese.

Durante il consiglio comunale di Torino, a seguito di una chiacchierata con l’Ad Fiat,  Sergio Chiamparino ha detto, per fugare queste preoccupazioni, che l’amministratore delegato della Fiat non intenderebbe «pregiudicare quella ‘T’ che nell’acronimo Fiat rimanda a Torino».   «A Marchionne ho chiesto che si possa affrontare il nodo Mirafiori e mi è sembrato di trovare da parte sua ampia disponibilità», ha reso noto il sindaco del capoluogo piemontese. «Dico questo – ha concluso - senza indulgere a facili ottimismi».

Commenti

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Il 23 Luglio 2010 alle 18:47 pv21 ha scritto:

Nessuno (compreso Berlusconi) ha chiesto a Marchionne perchè portava a Pomigliano una produzione che in Polonia costava meno. Ora tutti (compreso Berlusconi) si meravigliano che la Serbia costi meno di Mirafiori. Più che a un dibattito su strategie industriali stiamo assistendo al solito teatrino di PANTOMIMA e RIMPIATTINO …
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc1.html

Il 30 Luglio 2010 alle 18:42 indigesto ha scritto:

Semplice! l’intenzione comune, di FIAT e sostenitori, è quella di rendere possibile una delocalizzazione..in Italia! Bontà loro.

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richard-branson




Giampiero Cantoni
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