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Il Governatore della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet (Credits: LaPresse)
L’Italia può essere soddisfatta: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Banco Popolare e Monte dei Paschi di Siena hanno superato l’esame degli ’stress test’. ‘Se le banche italiane sono solide, lo è anche l’economia del Paese’, ha commentato soddisfatto il Ministro Tremonti da Orvieto.
Ma cosa sono gli ’stress test’? Che cosa misurano e, soprattutto, sono affidabili? I ‘test di resistenza’, come li chiamano i francesi, sono stati messi a punto dal Committee of European banking supervisors della Commissione Europea in collaborazione con la Banca Centrale Europea (BCE) e le singole autorità di vigilanza nazionale per valutare se 91 istituti finanziari di venti diversi Paesi (che insieme rappresentano il 65% del settore in Europa) sono oggi abbastanza solidi da poter fronteggiare un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche dell’Unione. Ecco perché superare il test dovrebbe portare a un miglioramento della fiducia degli azionisti nel futuro economico dell’Europa.
Del resto, gli ’stress test’ sono stati pensati proprio per ridare forza e stabilità ad un mercato ancora preoccupato che la crisi che ha colpito la Grecia, oltre ad essere difficile da superare completamente, possa estendersi ad altri stati. Per riuscirci, bisogna fare in modo che gli investitori sappiano quali banche possono essere considerate affidabili e quali no. Per superare il test, in uno scenario estremo che ipotizza che nel biennio 2009/2010 e 2010/2011 il Pil cresca del 3% in meno rispetto alle stime attuali, il rapporto tra capitali propri e attività totali delle banche deve rimanere sopra il 6%.
Sono state solo sette su 91 le banche che non hanno passato la prova. Non a caso, si tratta degli istituti finanziari più piccoli della Spagna, di una banca greca e di una tedesca. Gli istituti di credito per i quali gli esperti del settore avevano già preannunciato in tempi non sospetti il fallimento dei test.
Nei giorni scorsi la stampa americana ha criticato con insistenza la credibilità degli ’stress test’ europei. E oggi sono più convinti di ieri che le assicurazioni della BCE in merito alla capitalizzazione degli istituti di credito del Vecchio continente siano troppo vaghe. ‘Se tutte le banche tranne quelle palesemente in difficoltà hanno superato la prova’, scrivono gli americani, ‘non significa che l’economia europea sia stabile, ma solo che i test non sono abbastanza rigorosi’.
- Sabato 24 Luglio 2010
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Commenti
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Il 24 Luglio 2010 alle 11:12 Stati Uniti: la stabilità finanziaria non salva il Paese dallo spettro di una seconda recessione - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] americani hanno criticato con insistenza la credibilità degli ’stress test’ voluti dalla Commissione Europea per misurare la stabilità degli istituti di credito del Vecchio [...]
Il 24 Luglio 2010 alle 13:13 fransua ha scritto:
IL 3MILLENNIO:scioperi e scioperi in tutta l’italia, e questo e governare , non conoscete la soluzione, fidatevi del 3millennio, vi capovolgero’ il sistema(MOSSA )!
Il 25 Luglio 2010 alle 21:16 indigesto ha scritto:
‘Se tutte le banche tranne quelle palesemente in difficoltà hanno superato la prova’, scrivono gli americani, ‘non significa che l’economia europea sia stabile, ma solo che i test non sono abbastanza rigorosi’.
C’è da crederci! Saluti.
Il 27 Luglio 2010 alle 21:29 Stati Uniti: la stabilità finanziaria non salva il Paese dallo spettro di una seconda recessione | Uomo Moderno ha scritto:
[...] L’Europa comunica i risultati degli ’stress test’: l’Italia è salva [...]
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