- Tags: crisi-economica, grano, incendi, inflazione, Russia, siccità
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Credits: LaPresse
AGGIORNAMENTO: Gli analisti che stentavano a fidarsi della promessa di Mosca di mettere mano alle riserve di grano per mantenere l’offerta costante avevano ragione: è di oggi la notizia di una interruzione temporanea delle esportazioni di grano dalla Russia tra il 16 agosto e il 31 di dicembre. Con queste premesse, sarà ancora più difficile frenare le manovre speculative e l’inflazione sul prezzo del grano e dei suoi derivati.
Il grano non costava così caro da ben ventidue mesi, quasi due anni, e solamente negli ultimi sessanta giorni il costo del cereale sui mercati internazionali è pressoché raddoppiato. Probabilmente, in tempi ridotti, ciò si rifletterà anche nei prodotti alimentari derivati dalla farina, a cominciare dal pane – il cui aumento alcuni economisti calcolano possa essere pari al 30% nei Paesi europei. Un’impennata che sicuramente non farà piacere a nessuno, soprattutto in Italia, dove oltre al pane fanno parte della dieta quotidiana anche altri farinacei: la pasta, innanzitutto, ma anche la pizza, i biscotti e molti dolciumi. A questo si aggiunga che molti mangimi per animali sono a base di farina e che anche il loro costo è destinato a salire: con l’intuibile conseguenza che anche i prezzi degli alimentari di origine animale potrebbero aumentare. In parole povere, quasi tutto quello che serviremo a tavola costerà di più.
Un simile picco nelle quotazioni del grano è da imputare alla drastica riduzione potenziale dell’offerta della Russia, che ne è il primo esportatore mondiale. L’ondata di caldo dello scorso luglio, infatti, ha provocato siccità e incendi in vaste aree coltivate, causando danni incalcolabili e un calo della produzione di grano a 70-75 milioni di tonnellate, rispetto alle 97 del 2009. La Russia, per evitare di creare scompensi troppo forti sui mercati mondiali, ha già annunciato per bocca del suo Vice Ministro per l’Agricoltura Belyayev che metterà mano alle riserve contenute nei propri granai e che manterrà l’offerta costante, almeno per ora.
Tutto questo non basterà a frenare la corsa dei prezzi, così come non basteranno le immissioni di grano sul mercato programmate dagli Stati Uniti. I mercati non sembrano fidarsi delle assicurazioni del governo di Mosca e si stanno comportando come se la riduzione dell’offerta fosse già attuale. Inoltre, molti compratori in Asia stanno speculando sulla situazione e si stanno affrettando ad accumulare riserve da rivendere quando i prezzi saranno alle stelle.
- Giovedì 5 Agosto 2010
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Commenti
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Il 10 Agosto 2010 alle 15:21 indigesto ha scritto:
Ho letto appena pubblicato il Suo articolo, Professoressa, ed ho capito subito che la speculazione era già in atto. A volte basta propagare un timore, anche se non supportato dai fatti. Qui da noi ci sono i maestri. Sarà per il grano come per il petrolio, Basterà la presunzione di indisponibilità per scatenare la corsa al rialzo nei prezzi..alla pompa. Speriamo che qualcuno se ne accorga in tempo, occupati come sono in giochi di potere!
Il 2 Settembre 2010 alle 17:33 Prezzi della carne alle stelle: scatta l’emergenza - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] degli alimenti sono sempre più difficili da tenere sotto controllo. Dopo l’emergenza grano, che non è ancora stata risolta, è ora tempo di preoccuparsi della carne. Il prezzo di manzo, [...]
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