- Tags: comuni, debito-pubblico, Pil, province, regioni
- Un commento

Una foto di repertorio della Corte dei conti (Ansa)
Una nota positiva e una negativa dai bilanci degli enti locali. Dall’esame della gestione finanziaria delle pubbliche amministrazioni, infatti, la Corte dei conti salva solo le regioni (e non tutte), ma boccia province e comuni.
Il debito finanziario dei comuni, in particolare, ha superato i 62 miliardi di euro nel 2009, in crescita limitata rispetto al precedente esercizio, mentre ”più spinta”, scrivono i magistrati contabili, è la crescita del debito delle province che raggiunge quasi 11,5 miliardi. E per far fronte a situazioni sempre più difficili, anche a fronte di una riduzione delle entrate correnti, che continuano a decrescere, comuni e province ricorrono sempre più spesso a risorse straordinarie.
Notizie positive, invece, sul versante delle regioni. L’indebitamento netto rispetto al Pil è risultato positivo nel 2009 e, infatti, “tale indicatore scende dallo 0,3 per cento del 2008 allo 0,15 per cento del 2009″. Inoltre, le spese complessive, al netto di una operazione contabile tra Stato e Regioni, sono cresciute lo scorso anno solo dello 0,8 per cento, rispetto al 7 per cento dell’esercizio 2008.
Tra gli oneri che incidono maggiormente sulle finanze regionali, compare la sanità che assorbe in media il 73 per cento delle risorse. E, infatti, continuano a registrarsi disavanzi laddove i costi del Servizio sanitario nazionale superano il Pil regionale, soprattutto nell’area Centro Sud “dove peraltro sono concentrate le 5 amministrazioni sottoposte al piano di rientro: Campania, Lazio, Abruzzo, Molise e Calabria e dove sono sotto osservazione anche la Puglia, mentre la Sicilia è salva solo perché a statuto speciale”.
- Lunedì 9 Agosto 2010
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Commenti
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Il 12 Agosto 2010 alle 21:21 indigesto ha scritto:
Se per positivo si può ritenere il contenimento del debito a fronte delle spese pazze a cui si danno satrapi di diversa caratura siamo proprio al tragicomico.
Non basta tenere le carte a posto. Andrebbero indagate voce per voce. La Magistratura, quando interviene è lenta e lo fa a delitto consumato. Occorrerebbe istituire presso le Procure una Unità Ispettiva contabile che esercitasse la dovuta sorveglianza preventiva su Comuni, Province e Regioni per reprimerne l’attività criminosa primancora che si sistemino le carte ed i misfatti perdano d’attualità ed interesse. Chiudere i recinti quando sono scappati i buoi è solo esercizio transeunte!
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