- Tags: Asia, Foreign Policy, globali, globalizzazione, metropoli
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Tokyo (Credits: LaPresse)
Ogni anno, la prestigiosa rivista Foreign Policy prende in esame le maggiori metropoli del mondo e stila la classifica di quelle più “globali”. La ricerca è stata condotta prendendo in considerazione diversi fattori, che prescindono dalle dimensioni della città. Innanzitutto, il potenziale economico espresso, soprattutto in termini di interscambio verso l’esterno; poi, quello che in gergo viene definito “capitale umano”, cioè la capacità degli abitanti di sperimentare un percorso di crescita individuale, ma a beneficio del gruppo.
A questi elementi sono stati aggiunti una valutazione della vivacità culturale, della circolazione delle informazioni anche attraverso sistemi tecnologico avanzati, e la vitalità della politica. L’indagine ha lo scopo di capire quale agglomerato urbano sia quello più efficace nel proiettarsi verso l’esterno, nell’influenzare il percorso della globalizzazione e nel creare tendenze globali: in breve, quale città abbia un ruolo dominante nel panorama mondiale.
- 1 New York (Credits: LaPresse)
- Londra (Credits: LaPresse)
- 3 Tokyo (Credits: LaPresse)
- 4 Parigi (Credits: LaPresse)
- Hong Kong (Credits: LaPresse)
- 6 Chicago (Credits: LaPresse)
- 7 Los Angeles (Credits: LaPresse)
- 8 Singapore (Credits: LaPresse)
Nessuna sorpresa al primo posto, dove si piazza senza discussioni New York, la metropoli globale per definizione. La seguono Londra, ormai capitale culturale del pianeta, e Tokyo, una città modernissima e dinamica a dispetto delle difficoltà economiche in cui versa il Giappone. Tokyo è stata anzi capace di scalzare dalla terza posizione Parigi, che aveva guadagnato la medaglia di bronzo nella precedente indagine e che sembra patire una certa involuzione. Al quinto posto un’altra perla d’Asia, Hong Kong, il ponte fra la Cina e l’Occidente. Poi due grandi metropoli nordamericane, Chicago e Los Angeles, e all’ottavo posto Singapore.
Per trovare una città italiana bisogna scendere fino al 28mo posto, dove si piazza Roma, mentre Milano è 42ma. Impressionano i progressi fatti dalle grandi città della Cina, che fino a poco tempo fa non sarebbero neppure state prese in considerazione da una simile classifica: nella lista di Foreign Policy ne compaiono ben sei. Un risultato che, se letto insieme al fatto che più di un terzo delle metropoli presenti nel gruppo siano asiatiche, prova ancora una volta da dove spirerà il vento della globalizzazione nei prossimi anni.
- Mercoledì 18 Agosto 2010
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Commenti
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Il 23 Agosto 2010 alle 19:33 indigesto ha scritto:
Bisognerebbe capire, gentile Professoressa, come vengono parametrate tra loro le singole voci che concorrono alla valutazione di città globale, definizione che può dire molto ma anche poco. La globalizzazione ha difatti introdotto molti valori, ma anche molti disvalori.
Credo si tratti delle solite esercitazioni economico-antropologico-sociali, che molto dicono agli studiosi ma che non sempre supportano valutazioni utili a trarre giudizi incontestabili.
Si sa fin dai primi studi di algebra che a + b + c resta tale. Poi le “filosofie” riescono a dimostrare di tutto.
Il 30 Agosto 2010 alle 14:20 Ma è proprio vero che il Giappone sta affondando? - L’ANALISI - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] nazione possa riuscire a farlo scendere dal podio. Del resto, non è un caso che, pochi giorni fa, Foreign Policy nella classifica delle metropoli più influenti del mondo per potenziale economico espresso, [...]
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