
Antonio Lamorte, Giovanni Barozzino e Marco Pignatelli, i tre operai dello stabilimento di cui il giudice ha stabilito il reintegro
I tre operai della Fiat di Melfi non mollano: anche oggi, alle 14 in punto, si sono ripresentati davanti al cancello B del loro stabilimento. E se Marchionne non cede agli appelli, ormai sempre più pressanti e trasversali, affinché applichi la sentenza del Tribunale del Lavoro che ordina il reintegro dei tre, loro scrivono a Napolitano. Al Presidente della Repubblica chiedono di intervenire nella vicenda “per farci sentire lavoratori, uomini e padri”.
Perché Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli non vogliono incassare da seduti lo stipendio che la Fiat gli garantisce fino alla prossima sentenza. A farsi relegare in uno stanzino, senza nemmeno potersi avvicinare ai macchinari, proprio non ci stanno. Ma è appunto questo il problema: i macchinari. Secondo la Fiat, infatti, i tre avrebbero intenzionalmente bloccato uno dei carrelli di produzione durante un corteo interno nel luglio scorso e perciò li ha licenziati. Loro però dicono di non averlo fatto apposta e il giudice di primo grado gli ha creduto.
“Fiat non intende reintegrare i tre fino a che la sentenza non passi in giudicato, ossia finché non diventa definitiva. Ma in realtà facendo così commette un reato previsto dal codice penale, cioè quello di mancata esecuzione dolosa di una sentenza in quanto anche quelle di primo grado sono provvisoriamente esecutive il che significa che devono essere eseguite”. A sostenerlo non è un sindacalista, ma il vice segretario generale dell’Associazione Nazionale dei Consulenti del Lavoro Stefano Sassara, uno, insomma, che per professione fa gli interessi delle aziende nelle controversie di lavoro.
Ma allora perché, se Fiat è tanto sicura delle sue ragioni, sta rischiando una condanna penale quando a ottobre un altro giudice potrebbe accogliere il ricorso che ha presentato contro la sentenza di reintegro dei tre operai? Di fronte all’atteggiamento del Lingotto anche un esperto come Sassara confessa di rimanere stupito e l’unica spiegazione che riesce a darsi è che, impedendo ai tre operai di riprendere il loro lavoro, Fiat rivendichi il diritto a tutelare della sua produzione.
“Non c’è dubbio poi – prosegue Sassara – che in secondo grado la prima sentenza possa essere capovolta. Di solito i giudici di primo grado sono favorevoli ai lavoratori, nei gradi successivi c’è una ben maggiore ponderazione e sicuramente in questo caso si arriverà fino in Cassazione”.
Precedenti non mancano e non è da escludere che un numero sempre maggiore di aziende decidano di imitare il Lingotto.
“L’attuale mondo del lavoro – sostiene ancora Stefano Sassara – non è più quello in cui maturò lo Statuto dei Lavoratori del 1970. Oggi è tutto diverso. Non possiamo più appellarci adoranti a quel totem. Una parte dei sindacati lo ha capito e sicuramente gran parte dei lavoratori. Continuare ad affidarsi a un unico contratto per regolamentare l’intero settore metalmeccannico, oggi frazionato in una molteplicità di settori, non funziona più”.
(Claudia Daconto)
- Martedì 24 Agosto 2010
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Commenti
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Il 25 Agosto 2010 alle 12:03 La protesta della Fiom? Rischia di oscurare il vero problema di Melfi - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] la grana dei tre operai licenziati e non reintegrati nonostante la sentenza del giudice - l’azienda ha deciso di non impiegarli nelle linee produttive, ma ha messo a disposizione [...]
Il 25 Agosto 2010 alle 19:18 micuomo ha scritto:
Toghe rosse…toghe nere….toghe bianche…..avremo mai una giustizia imparziale?Propongo che la carica di procuratore capo della repubblica presso le procure sia soggetta al voto dei cittadini come la carica di sindaco.micuomo
Il 29 Agosto 2010 alle 19:15 pv21 ha scritto:
Nessuno sembra accorgersi che il vero problema della Fiat è il crollo delle vendite e la Cassa Integrazione. Un problema reale che nulla ha a che vedere con la ricerca di nuove relazioni industriali. Da oltre 100 giorni “latita” il Ministro dello Sviluppo Economico mentre sul suo tavolo si sono ammucchiate oltre 200 pratiche di ristrutturazione. Presto vedremo le “nebbie” autunnali di una crisi (ex-ripresa) che da mesi grava sul paese come SE FOSSE STAGNAZIONE …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
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