La protesta della Fiom? Rischia di oscurare il vero problema di Melfi

Carabinieri davanti l'ingresso della Fiat di Melfi e volantinaggio dei sindacalisti della Fiom, lunedì 23 agosto (Ansa)

Carabinieri davanti l'ingresso della Fiat di Melfi e volantinaggio dei sindacalisti della Fiom, lunedì 23 agosto (Ansa)

“Ci sono stati altri casi, uno negli scorsi anni a Melfi di un lavoratore appartenente a una sigla sindacale autonoma e mi ricordo anche a Foggia all’Iveco. Ormai sta diventando una prassi della Fiat. E comuque alla fine finisce quasi sempre con il reintegro dei lavoratori a cui a volte è stato pagato anche il danno morale”. Antonio Zenga, segretario generale Fim Cisl Basilicata, conosce l’epilogo della storia. Un copione già visto altre volte, anche se le sue preoccupazioni, le stesse del segretario nazionale Raffaele Bonanni, sono altre.

Perché la grana dei tre operai licenziati e non reintegrati nonostante la sentenza del giudice - l’azienda ha deciso di non impiegarli nelle linee produttive, ma ha messo a disposizione solo una “saletta sindacale”, dove potranno restare durante il turno di lavoro - rischia di oscurare quella che è la vera questione: il ruolo dello stabilimento di Melfi nel piano industriale della Fiat.

Per questo i rappresentanti della Fim Cisl, regionali e nazionali, hanno chiesto più volte all’azienda di “fare un passo indietro” per non cadere così nella trappola della Fiom, ma ”anche per poter parlare di altro”, aggiunge Zenga a Panorama.it.

La Fiat ha precisato in un comunicato ufficiale che aspetterà il pronunciamento del giudice sul ricorso presentato. L’udienza è stata fissata per il 6 ottobre. Solo allora si saprà chi avrà ragione. E si metterà la parola fine, così, a una vicenda che inasprisce ulteriormente le relazioni industriali.

Sul piatto, infatti, c’è il piano industriale di Marchionne. E a Melfi - l’ultimo degli stabilimenti costruiti dalla Fiat in cui lavorano circa 5.000 dipendenti, che arrivano a 9.000 con l’indotto in altre 18 aziende - dal 2005 si produce solo un modello: la Punto Evo. Prima del 2005 anche la Lancia Y, la cui produzione passò a Termini Imerese e che sarà prodotta in futuro in Polonia, dopo la chiusura (già stabilita) dello stabilimento siciliano.

Ma con la produzione di un solo modello lo stabilimento lucano è di fatto sottoutilizzato, lamentano i sindacati. “Melfi ha capacità produttive fino a 450mila veicoli, anche se ne produce la metà. Il rischio è che, andando avanti così, entro dicembre possa scattare anche qui da noi la cassa integrazione”, avverte Zenga. “Per questo nei prossimi giorni contiamo di incontrare i vertici Fiat. Chiederemo che venga prodotto anche un altro modello oltre alla Punto Evo. Marchionne lo aveva giù accennato, senza entrare nel merito”.

Le tensioni di questi giorni, tuttavia, di certo non aiutano. Senza contare un fronte sindacale ormai spaccato. “Per la verità non viviamo un clima sereno dal premio di produzione del 2009. Non c’è unità sindacale e la Fiom va per la sua strada”, conclude Zenga.  “Seguo lo stabilimento di Melfi da cinque anni e ancora non sono riuscito a organizzare un tavolo in cui sedessero tutte le sigle sindacali. Questo per dire che aria tiri da queste parti”. Una brutta aria, non c’è che dire. Due dei tre operai licenziati, e poi reintegrati “per metà”, sono rappresentanti sindacali. Della Fiom. I più maliziosi dicono che la loro non sia altro che una strategia per alzare i toni dello scontro con la Fiat. E su questa ipotesi il rappresentante lucano della Fim Cisl preferisce non rilasciare dichiarazioni.

Commenti

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Il 25 Agosto 2010 alle 12:16 pv21 ha scritto:

Accorati sono gli appelli di Bonanni alla Fiat. Manca solo l’unica cosa importante e utile. Bonanni dovrebbe chiedere (se non pretendere) quel Ministro dello Sviluppo Economico che “latita” da oltre 100 giorni. Altrimenti nessuno vede le “nebbie” autunnali di quella crsi (ex-ripresa) che da mesi grava sul paese come SE FOSSE STAGNAZIONE …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html

Il 26 Agosto 2010 alle 14:52 Meeting Cl, Marchionne ribadisce: “I tre operai di Melfi hanno sabotato la produzione” - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] In un Meeting di Rimini molto attento alle questioni economiche, per giorni si è parlato dello scontro tra la Fiat e la Fiom e la vicenda di Melfi. E Marchionne ha preso di petto l’argomento, senza giri di parole: “Gli accordi stipulati vanno [...]

Il 26 Agosto 2010 alle 19:33 La giornata in pillole: la “nuova idea” di Bersani, rilanciare l’Ulivo - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] ROMA - L’Italia apprezza “lo straordinario sforzo compiuto” per rilanciare l’azienda, ma su “questo terreno non possono sottrarsi al confronto le istituzioni e le parti sociali, nessuna esclusa”. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una nota che segue l’intervento dell’ad Fiat Sergio Marchionne al meeting di Cl a Rimini, in cui aveva commentato anche il caso del mancato reintegro dei tre operai della Fiat di Melfi. [...]

Il 1 Settembre 2010 alle 17:05 - Economia - Panorama.it ha scritto:

[...] La protesta della Fiom? Rischia di oscurare il vero problema di Melfi [...]

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richard-branson




Giampiero Cantoni
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