Ma è proprio vero che il Giappone sta affondando? - L’ANALISI

Credits: LaPresse

Credits: LaPresse

La Cina è ormai riconosciuta ai quattro angoli del pianeta come il nuovo gigante dell’economia mondiale. Soprattutto a fronte dello storico sorpasso sul Giappone nella classifica delle economie più floride del globo. E’ proprio il teatro asiatico quello che conferma meglio di altri l’ascesa di Pechino rispetto a Tokyo. ‘Paesi come Vietnam, Indonesia, Malaysia crescono velocemente grazie agli investimenti cinesi. Mentre il Giappone, pur mantenendo una presenza importante nella regione, sta progressivamente perdendo consensi. Nonostante sia stata Tokyo a stimolare lo sviluppo del Sudest asiatico dagli anni ‘60 agli anni ‘80, oggi la crescita impetuosa della Cina fa apparire quest’ultima più forte, per lo meno in un’ottica di medio periodo’, sostiene l’economista cinese Zhang Guihong.

Ecco perché per molti è inevitabile concludere che mentre la Cina prende il sopravvento in Asia, il Giappone affonda. O che, come qualcuno sosteneva solo un anno fa, ‘il nuovo vero polo di sviluppo mondiale sarà l’Asia, con la Cina al centro e con la gamba zoppa del Giappone’. Ma ad un’analisi più attenta tale scenario appare ancora molto lontano. L’obiettivo che si pone la Cina di oggi è quello di diventare la prima economia del mondo superando così gli Stati Uniti. Per farlo, dovrà triplicare il suo Pil attuale (5.000 miliardi di dollari), sperando che quello statunitense rimanga invariato. Tuttavia, non va dimenticato che il prodotto interno lordo calcola la ricchezza di un Paese in termini assoluti, e il reddito medio cinese di 3.600 dollari (da rivedere al ribasso se si tiene presente l’incidenza dei redditi dei milionari) è ancora lontanissimo sia dai 46.000 dollari degli americani sia dai 38.000 dei giapponesi.

La Cina è una nazione di un miliardo e trecento milioni di abitanti, il Giappone ne conta appena 127 milioni. E la Cina rappresenta un caso unico nella realtà internazionale: per numeri, dimensioni, risorse e capacità. Ecco perché l’analisi dei dati relativi a questo gigantesco Paese risulta fuorviante quando non contestualizzata. Il ‘piccolo’ Giappone resta pur sempre la terza economia del mondo. E non ha mantenuto la seconda posizione solo per una manciata di miliardi di dollari, un valore statisticamente irrilevante.

Basterebbe viaggiare in questi Paesi per rendersi conto che la Repubblica popolare dovrebbe essere descritta facendo riferimento tanto alle sacche di benessere concentrate sulle coste e in alcuni quartieri delle megalopoli dell’interno quanto alle zone di povertà da eliminare, visto che sono queste ultime a essere la maggioranza. Il Giappone, al contrario, gode di un benessere diffuso, da Ginza (il quartiere più chic di Tokyo) alle campagne di Hattoji o alle montagne di Takayama.

‘La Cina sta ancora vivendo quel boom economico esplosivo tipico dei Paesi in via di sviluppo, e il fatto che si tratti di un Paese gigantesco guidato da un governo autoritario ha allungato nel tempo gli effetti di quella che appare una crescita inarrestabile. Ma i colossi industriali del Giappone non esistono in Cina. Honda e Toyota per produttività, capacità manageriali e di progettazione non sono paragonabili a Geely o China Automotive’, ha spiegato l’analista indiano Hirisawe Prabhakar.

Ma è innegabile che il Giappone sia in crisi. Una crisi su cui gli economisti si interrogano da vent’anni e per uscire dalla quale nessuno è riuscito a elaborare una strategia efficace. Anche i giapponesi ci hanno provato optando per un cambiamento politico radicale. Ad agosto 2009 è stata eletta la prima maggioranza democratica dopo cinquant’anni, ma neanche la svolta a sinistra ha avuto gli effetti sperati. E la famosa promessa del consolidamento della crescita al 2% entro la fine del 2010 è ormai solo un miraggio.

Tuttavia, va ricordato che il Giappone ha mantenuto la sua posizione fra le economie più grandi del mondo nonostante i venti anni di crisi. E oggi, si è ritrovata a cedere l’argento a un Paese che è enormemente più grande. Ma ci vorrà del tempo prima che qualche altra nazione possa riuscire a farlo scendere dal podio. Del resto, non è un caso che, pochi giorni fa, Foreign Policy nella classifica delle metropoli più influenti del mondo per potenziale economico espresso, capitale umano, vivacità culturale e vitalità della politica abbia messo Tokyo al terzo posto e Pechino e Shanghai rispettivamente al 15mo e al 20mo.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 31 Agosto 2010 alle 17:18 indigesto ha scritto:

Il Suo, chiarissima Professoressa, è un mirabile compendio di considerazioni che implementano quanto già esposto precedentemente nei Suoi articoli.
Nonostante l’ingannevole classifica che vede la Cina al secondo posto tra le economie mondiali, è questo da considerarsi ancora tra i paesi in via di sviluppo. Si sa che le spinte iniziali in economia producono da subito risultati ragguardevoli. La Cina ha il potenziale umano e sta acquisendo quello tecnologico per continuare nella sua corsa. Sta, fuor di dubbio, profittando di un momento favorevole, liddove le economie occidentali per le note crisi finanziarie le stanno facendo quasi da patner, consentendole di commercializzare, talvolta in modo spregiudicato, i suoi prodotti di scarso pregio. Ma tant’è! Le auguriamo di “riprendersi” anche in questo campo oltre che diffondere benessere nelle sue vastissime zone depresse. Solo in quel momento si potrà capire, e giudicare, quanto vale la sua economia nel contesto internazionale. Per ora, proprio per tuttociò che Ella ha esposto, dobbiamo cedere alla suggestione; una suggestione vigile però. Diversamente prima o poi ci sarà presentato il conto, che potrebbe essere molto..salato! Cordiali saluti.

Il 15 Settembre 2010 alle 10:53 Il Giappone frena lo yen: è la prima volta in sei anni -L’ANALISI - Economia - Panorama.it ha scritto:

[...] La terza potenza economica mondiale è in crisi. Il Giappone sta attraversando un periodo difficilissimo da cui non tutti sono convinti che riuscirà a riprendersi. O meglio, anche se lo spettro della bancarotta resta lontano, è probabile che il peso economico del Sol Levante uscirà da questa crisi significativamente ridimensionato. A meno che il Governo non mostri di essere in grado di sfruttarla a proprio vantaggio. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!