
Un disoccupato si cosparge di benzina sul tetto dell'ufficio provinciale del lavoro durante le manifestazioni di protesta con l'occupazione di istituzioni cittadine da parte dei ''Precari Bros'', Napoli, 15 luglio 2010
C’è un tema che sembra totalmente sparito dal dibattito pubblico del nostro Paese: il lavoro. Una sparizione che chiama in causa i partiti politici italiani, la loro vaghezza programmatica e identitaria, ma anche gli intellettuali, le associazioni, persino i sindacati i quali al massimo si scomodano per gli operai della Fiat che fanno più casino, dimenticandosi di chi - siano essi precari, cassintegrati, sottopagati, precari, licenziati e licenziabili - non appartiene a nessuna categoria sindacale in grado di rappresentarne gli interessi.
Eppure, i dati raccolti da Istat e Ocse non fanno altro che fotografare l’immagine di un Paese in cui una parte consistente di popolazione attiva non lavora, i salari perdono il loro potere d’acquisto e le disuguaglianze sociali aumentano. Sono dati preoccupanti sui quali dovrebbe essere la politica a interrogarsi o a dare risposte.
DISOCCUPAZIONE - A fronte di 23 milioni di persone che lavorano, oltre 2 milioni, secondo l’Istat, sono disoccupati e quasi 15 milioni di cosiddetti “inoccupati”, gente che non ha mai cominciato o ha smesso, per scoramento o perché magari lavora in nero, a cercare un impiego. A luglio il tasso di disoccupazione era dell’8,4%, un po’ meglio rispetto all’8,5% di luglio ma decisamente peggio del 7,9% di un anno fa. Nell’Eurozona lo stesso tasso ha già raggiunto le due cifre attestandosi al 10% e non c’è motivo di credere che anche l’Italia non si allineerà alla media.
GIOVANI - Il dato più preoccupante, però, riguarda i giovani: 1 su 4 non lavora. Se lavorava è stato licenziato, oppure il suo contratto a progetto, a tempo determinato, o la sua collaborazione continuata sono scaduti e l’unico welfare su cui può contare sono la madre e il padre, la sua famiglia d’origine dalla quale, se era uscito di casa, è costretto a tornare perché impossibilitato a far fronte ad affitti esorbitanti nell’ordine di 550 euro per una camera alla periferia della città.
NORD - Anche nel ricco nord i segni della ripresa restano lontani. A Milano, secondo i dati sull’occupazione nel capoluogo lombardo della Camera del Lavoro, dall’inizio del 2010 le persone coinvolte nella crisi sono circa150mila. Nel secondo trimestre il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 6,3%, il 2,5% in più rispetto agli ultimi due anni.
CASSA INTEGRAZIONE - Il ricorso alla cassa integrazione è aumentato a dismisura in tutto il Paese. Secondo la Cgil i lavoratori in cassa integrazione erano a giugno 660mila con una decurtazione complessiva dalla busta paga di 2,4 miliardi di euro, mentre le ore chieste ogni mese sono ad oggi 100 milioni con un aumento del 60% rispetto al 2009.
SALARI - Chi un lavoro ce l’ha guadagna molto meno che nella maggior parte degli altri paesi Ocse. Secondo il rapporto Eurispes 2010, che ci piazza al 23esimo posto, il reddito medio dei lavoratori italiani è, infatti, di 14.700 euro netti contro una media di 18.326 euro netti.
Rispetto al 2000, inoltre, la forza d’acquisto delle famiglie si è ridotta, secondo l’Istat, del 3,4%.
DISTRIBUZIONE RICCHEZZE – Ad aumentare è invece il gap tra ricchi e poveri: dalla metà degli anni ‘80 la forbice si è allargata del 33%. Tra i 30 stati membri dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, siamo al sesto posto per la disuguaglianza maggiore: il reddito medio del 10 per cento degli italiani più poveri è di circa 3770 euro annui, quindi sotto la media Ocse di 5280 euro, mentre il reddito medio del 10 per cento più ricco è circa 41500 euro sopra la media Ocse. (Claudia Daconto)
- Mercoledì 22 Settembre 2010
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 24 Settembre 2010 alle 10:28 Panorama News 23 settembre 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Se il lavoro sparisce dal dibattito pubblico [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.