La Russia sfida il Medio Oriente e si prepara a triplicare le esportazioni di gas in Asia

Raffineria russa (Credits: Ansa)

Raffineria russa (Credits: Ansa)

La Russia vuole a tutti i costi fare affari con l’Asia. Mosca non fa parte di nessuna organizzazione regionale asiatica, con l’eccezione dei Six party talks, anche se quest’ultimo è un tavolo negoziale più che un’organizzazione vera e propria.

Il Cremlino inizia a essere stanco di avere un ruolo così marginale in Estremo Oriente, ma Gazprom sembra aver trovato la strada giusta per guadagnare fette di mercato e simpatie in Asia. La più grande compagnia russa di gas e petrolio ha intenzione di costruire sulla costa orientale un gigantesco impianto di liquefazione e compressione di gas naturale grazie al quale potrà competere con il Medio Oriente sul piano dei rifornimenti di carburanti per l’Asia.

Il progetto Gazprom sarà utile alla Russia anche per ridurre da un lato la propria dipendenza economica dalle esportazioni di materie prime completamente prive di valore aggiunto, dall’altro permetterebbe al gigante di entrare in nuovi mercati e risolvere in questo modo i problemi legati a una concorrenza sempre più spietata in Europa. Il Vecchio Continente, da sempre il mercato principale per Gazprom, non solo ha iniziato a diversificare le proprie importazioni, ma la domanda è anche significativamente calata. Quindi meglio correre ai ripari.

L’impianto d’Oriente dovrebbe essere in grado di trasformare almeno ventisei miliardi di metri cubi di gas l’anno, e il gigante russo ha stimato che il nuovo complesso industriale potrebbe essere completato entro il 2015 con un investimento di 24,2 miliardi di dollari. Non male se si considera che Sakhalin-2, l’unico impianto di liquefazione di cui dispone la Russia oggi, produce circa 9,6 milioni di tonnellate di gas, meno della metà del gas che dovrebbe essere in grado di mettere sul mercato il nuovo complesso industriale. La Corea del Sud ha già espresso il proprio interesse ad aumentare la quantità di gas importata dalla Russia (che già oggi copre il 5,6% del fabbisogno del paese), a patto che il trasporto del gas sia facilitato da un gasdotto da far passare via mare o attraverso la Corea del Nord.

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Il 13 Ottobre 2010 alle 23:17 Circolo Luce Del Sud » La Russia sfida il Medio Oriente e si prepara a triplicare le esportazioni di gas in Asia ha scritto:

[...]   Raffineria russa (Credits: Ansa)  [...]

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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