Legge stabilità: manovra ridotta a 5 miliardi e iter ancora incerto

Due immagini del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (ANSA)

Due immagini del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (ANSA)

Alla fine la quadra è stata trovata, ma di certo l’accordo di ieri non mette al riparo la Legge di stabilità dai rischi che incontrerà lungo l’iter parlamentare. L’intesa alla Camera sul maxiemendamento del governo, cui sono giunti la maggioranza con i deputati di Fli e Mpa, ha deluso le attese: dei 7 miliardi di euro annunciati per interventi a favore dell’economia alla fine ce ne saranno solo 5,5 miliardi.

I due miliardi in più necessari per la copertura di tutte le spese in programma alla fine non sono stati trovati e così è saltata la proroga delle detrazioni Irpef del 55 per cento sulle ristrutturazioni per la riqualificazione energetica degli immobili, il cui bonus si esaurirà tra poco più di un mese, a fine 2010.

A tirare un sospiro di sollievo saranno, invece, gli enti locali per i quali nel testo (qui la versione intergrale in pdf sul sito del Sole 24 ore) è previsto l’alleggerimento del Patto di stabilità interno per Comuni e Regioni, con fondi per 1,27 miliardi, 670 milioni ai comuni e il resto al trasporto pubblico regionale. Confermati anche lo stanziamento di 1,5 miliardi per la proroga degli ammortizzatori sociali in deroga per il 2011, il miliardo di euro promessi all’Università e alla ricerca e la detassazione con l’aliquota secca del 10 per cento degli straordinari fino a un tetto di reddito di 40 mila euro.

Saranno dimezzati, invece, i finanziamenti delle missioni di pace all’estero, 800 milioni solo per i primi sei mesi del prossimo anno e potrebbero essere ridotte le risorse per la sospensione del ticket specialistico da 10 euro e del 5 per mille dell’Irpef destinato al volontariato.

I soldi per coprire le spese, tra cui anche nuovi capitoli, dai fondi per le scuole e le università non statali alle risorse per l’editoria, arriveranno dall’asta per la vendita delle frequenze tv liberate dal digitale terrestre (2,4 miliardi di euro), dal fondo di Palazzo Chigi (1,7 miliardi) e dalla stretta sui giochi illegali (1 miliardo).

Ma non è detto che la partita sia conclusa. I finiani potrebbero riaprire i giochi al Senato, dove la pattuglia di Fli, capitanata da Mario Baldassarri, ha già dichiarato guerra: “Con una manovra pari allo 0,2 per cento del Pil non si fa niente, neanche se scende Gesù in terra”, ha detto l’economista finiano, che pensa a cifre ben più consistenti, almeno 35 miliardi di euro, per stimolare sul serio la crescita economica.

A questo si aggiungono le frizioni interne all’esecutivo, in particolare tra il ministero dell’Ambiente e quello dell’Economia: il ministro Stefania Prestigiacomo pare non voglia rinunciare all’idea di perdere 500 milioni di euro per un fondo destinato al dissesto idrogeologico e al finanziameno dei Parchi nazionali, che rischia di chiudere. Staremo a vedere. Intanto, il voto sul maxiemendamento della Commissione Bilancio della Camera è previsto per venerdì, mentre la legge stabilità (su cui il governo ha intenzione di porre la fiducia) arriverà in Aula all’inizio della prossima settimana.

LEGGI ANCHE:
l’approfondimento dell’economista Francesco Forte sull’Occidentale

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