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Irlanda sempre più in difficoltà (Credits: Flickr/Matt McGee)
La crisi finanziaria che ha affossato la Grecia e che ora sta travolgendo l’Irlanda - con rischi anche per Portogallo e Spagna - potrebbe avere come conseguenza l’uscita di scena dai mercati della moneta unica.
L’avvertimento è arrivato giorni fa niente meno che dall’attuale presidente Ue, Hermann Van Rompuy: “La zona euro e l’Unione Europea nel suo insieme non sopravviveranno se i problemi di budget di alcuni Paesi non saranno risolti”. Una bomba sganciata proprio mentre si rincorrevano le voci su possibili richieste di aiuto da parte di Dublino e anche di Lisbona.
Fonti comunitarie hanno detto alla Reuters che l’Irlanda potrebbe aver bisogno di aiuti, da Bruxelles e dal Fondo monetario internazionale, per una cifra tra i 45 e i 90 miliardi di euro, necessari per risanare il debito delle sue banche (sull’orlo di una crisi finanziaria che si aggiuge al crollo del settore immobiliare) e il debito pubblico. Il governo irlandese in questi giorni ha rassicurato l’Ecofin in merito al consolidamento dei conti pubblici e Dublino si è impegnata a fornire i dettagli della manovra entro la fine del mese.
Un provvedimento che dovrebbe comprendere anche riforme strutturali, anche se il governo pare non essere intenzionato ad alzare le tasse alle imprese (notevole fattore di crescita per l’isola) dall’attuale tasso - tra i più bassi in Europa - del 12,5 per cento. Misure che invece sono state auspicate dalla Francia, la quale, alla pari di altri paesi europei con un maggior peso fiscale come Gran Bretagna e Germania, ha visto per lungo tempo il tasso irlandese come una forma di concorrenza sleale.
Il primo ministro irlandese, Brian Cowen, continua a negare che il suo governo stia discutendo un piano di salvataggio che porrebbe le finanze pubbliche sotto il controllo di Ue e Fmi. A detta di alcuni commentatori europei, sembra che Dublino stia prendendo tempo per evitare di ricevere aiuti prima delle elezioni del 25 novembre: un’umiliazione politica per l’esecutivo attualmente in carica.
Intanto, uno degli uomini d’affari più importanti in Irlanda, l’ad di Ryanair, Michael O’Leary, ha già bocciato il governo, incapace di gestire l’economia: “Il paese è in bancarotta. Ora dobbiamo salvarlo: l’unica strada è il Fmi, e francamente prima è meglio è”.
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- Giovedì 18 Novembre 2010
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Commenti
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Il 19 Novembre 2010 alle 19:36 indigesto ha scritto:
Non mi meraviglio che la fine della fiera sia ritenuta prossima. Evidentemente l’Euro ha svolto per intero il suo compito, impoverendo chi si intendeva impoverire ed arricchendo chi si intendeva arricchire. Ma mi aspetto dell’altro; certe voracità non raggiungono mai il soffisfo, come si usa dire con linguaggio legale e bancario!
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