Pensioni, a gennaio arriva la stretta. Nel 2010 boom delle anticipate

Pensionati in attesa in un ufficio Inps (Ansa)

Pensionati in attesa in un ufficio Inps (Ansa)

Le pensioni di anzianità quest’anno sono aumentate del 54 per cento rispetto al 2009: nei soli dieci mesi, da gennaio a ottobre, le uscite anticipate dal lavoro sono state 155.440, a fronte delle circa centomila liquidate lo scorso anno. Qual è la causa di questo boom? Secondo il presidente dell’Agenzia delle entrate, Antonio Mastrapasqua, il dato dipende dal forte calo delle pensioni d’anzianità registrato nel 2009, visto che in questi mesi molti lavoratori, bloccati lo scorso anno, hanno maturato i requisiti di uscita dal lavoro.

Diversa l’interpretazione della neo-segretaria della Cgil, Susanna Camusso, secondo cui il boom di richieste di pensionamento anticipato era prevedibile: “Chi ha maturato i diritti, cerca di ottenere il prima possibile la pensione”. Inoltre, Camusso definisce l’aumento dell’età pensionabile, previsto a partire da gennaio, come “un danno al sistema, e non un vantaggio”, mentre per Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, il sistema è “stabile e abbastanza in ordine”.

Perché, al di là delle polemiche sui numeri, fra meno di due mesi entreranno comunque in vigore norme più stringenti per accedere alla pensione, che non riguardano tuttavia i lavoratori che maturano i requisiti entro dicembre 2010. Le riassumiamo in breve:

I lavoratori dipendenti dovranno raggiungere la cosiddetta quota 96 con almeno 60 anni di età e 36 di contribui, anche se per avere l’assegno bisognerà attendere ancora 12 mesi previsti dalla finestra mobile della manovra di luglio e quindi si andrà in pensione, come minimo, a 61 anni. Gli autonomi (compresi i collaboratori a progetto) dovranno raggiungere quota 97, ossia almeno 61 anni di età e 36 di contributi. La finestra mobile si applica anche alle pensioni di vecchiaia (65 anni gli uomini, 60 le donne), che slitteranno di un anno: 66 gli uomini e 61 le donne.

Le nuove regole di fatto cancellano la pensione di anzianità per le lavoratrici del settore privato che potranno uscire dal lavoro dopo i 60 anni, età già prevista per la pensione di vecchiaia, mentre le impiegate nel pubblico avranno dal 2011 un requisito anagrafico per la vecchiaia di 61 anni (65 dal 2012) e avranno la possibilità dell’uscita anticipata per anzianità con 60 anni di età e 36 di contributi.

Ad entrambe le categorie comunque si applica la finestra mobile, che si traduce in un anno di attesa una volta raggiunti i requisiti anagrafici e contributivi. Per tutte le categorie, sarà comunque possibile avere la pensione di anzianità, indipendentemente dall’età, con almeno 40 anni di contributi, ma a questi andranno comunque aggiunti i 12 mesi di attesa della finestra mobile.

LEGGI ANCHE: il commento dell’economista e senatore del PdL Giuliano Cazzola su l’Occidentale

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