Wikileaks dopo l’arresto di Assange. La stampa libera gioca con gli omissis


Wikileaks dopo l'arresto di Assange. La stampa libera gioca con gli omissis

di Silvia Grilli

Nelle ultime due settimane sui quotidiani italiani sono comparsi titoli molto strillati. Sembra la solita «operazione goccia cinese» dei giornali dell’opposizione, ma stavolta le fonti citate sono le email dell’ambasciata di Roma alla Casa Bianca. Insomma, è il famoso caso del sito Wikileaks che dal 28 novembre ha svelato più di 250 mila relazioni di diplomatici americani in tutto il mondo, in 652 delle quali compare il nome di Silvio Berlusconi, descritto in quei titoli come un festaiolo incapace di intendere e di volere manovrato dal burattinaio Vladimir Putin.

In realtà, a leggerle bene, le email dei diplomatici statunitensi dipingono un ritratto più articolato del premier italiano. Non riportano soltanto che gli piacciono le feste o le sue spacconate pubbliche e private. Ritraggono un amico solido e fidato, ma anche un interlocutore da maneggiare con cautela perché dotato di una personalità forte con velleità da protagonista della politica internazionale. Un primo ministro che, grazie al suo legame con Putin, assumendo su di sé il ruolo di mediatore tra America e Russia, scavalca gli Stati Uniti, che invece vorrebbero trattare in esclusiva con il primo ministro russo.

Vediamo per esempio uno dei dispacci più citati dai giornali italiani, quello della numero due dell’ambasciata a Roma, Elizabeth Dibble, che nel giugno 2009 prepara Barack Obama a un incontro con il presidente del Consiglio italiano. Non è vero ciò che hanno scritto i nostri giornali, e cioè che Dibble consideri «vacuo, vano e inefficace Berluscon ». Semplicemente, la diplomatica riporta valutazioni e giudizi di fonti italiane e americane. Gli stessi giornali si sono però scordati di aggiungere gli avvertimenti di Dibble a Obama: «Si potrebbe cadere nella tentazione di ridurre Berlusconi a un interlocutore frivolo con le sue personali fissazioni, gaffe pubbliche e valutazioni politiche imprevedibili, ma crediamo che sarebbe un errore. Nonostante i suoi errori, Berlusconi è stato la pietra di paragone della politica italiana degli ultimi 15 anni e ogni segnale indica che lo sarà per anni a venire. Ha fermato la tendenza dei governi deboli e brevi che è stata una piaga in questo Paese dalla fine della Seconda guerra mondiale. Rispetta e ammira l’America ed è entusiasta di costruire una relazione forte e di successo con voi».

Quando, dopo la email di Dibble, nel giugno dell’anno scorso Obama ha incontrato Berlusconi, ha dichiarato: «Oltre al fatto che a me il premier piace personalmente, anche i nostri popoli si amano e hanno profondi legami e profonda comunità di valori. È bello vederti, amico mio».

Sulla stessa linea del dispaccio di Dibble è quello del novembre 2008 firmato dall’ambasciatore Ronald P. Spogli. Rimane però sempre un problema il ruolo di mediatore che Berlusconi vuole ricoprire nei confronti di Putin, che Spogli considera «irritante» per l’America: «Gli Stati Uniti non hanno bisogno di un interlocutore per le proprie importanti relazioni bilaterali con la Russia».

I giornali italiani hanno fatto intendere che i diplomatici americani abbiano accusato Berlusconi di affari privati con Putin. In realtà l’ambasciata americana si limita a riportare insinuazioni vaghe di fonti più o meno imprecisate. Nel gennaio 2009 Spogli scrive che si tratta di voci che arrivano da esponenti sia del Pd sia dello stesso Pdl. Poi aggiunge: «L’ambasciatore georgiano a Roma ci ha detto che il suo governo crede che Putin abbia promesso a Berlusconi una percentuale nei profitti di ogni oleodotto costruito dalla Gazprom in collaborazione con l’Eni». Ma la fonte di queste affermazioni non è chiara. La Georgia avrebbe certamente interesse a mettere in cattiva luce la Russia. Ma quando Der Spiegel, uno dei giornali ai quali Julian Assange ha fornito la posta elettronica in anteprima, ha cercato conferma a quelle insinuazioni il governo georgiano ha smentito.

Arriveranno altre rivelazioni che daranno finalmente ragione a quei titoli tanto strillati? Al momento non lo sappiamo. Di sicuro, finora c’è stato tanto rumore ma poca sostanza.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


richard-branson
richard-branson



rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101