
Credits: Ap Photo/Matthias Rietschel
La notizia che ha acceso il dibattito sulla pressione fiscale è quella che proviene dagli ultimi dati provvisori diffusi dall’Ocse: nel 2009 le tasse hanno raggiunto il 43,5 per cento del Pil in Italia (+43,3 per cento nel 2008), portando il nostro Paese al terzo posto in Europa dopo Danimarca (48,2 per cento) e Svezia (46,4 per cento).
Un dato generale che andrebbe letto in controluce, soprattutto nei dettagli. Perché non è vero che le tasse in Italia siano aumentate allo stesso modo. Proviamo con uno schema:
DIMINUITE LE TASSE:
su rendite, dal 14,9 per cento del Pil nel 2008 al 14,2 nel 2009; dato inferiore anche al 14,6 per cento del 2007;
sulle società, dal 3,8 per cento del 2007 al 3,7 per cento del Pil del 2009 ( media Ocse: 3,5 per cento);
sui beni immobili, dal 2,1 per cento del 2007 all’1,9 per cento del Pil del 2009 (media Ocse: 1,8 per cento );
su beni e servizi, scese al 10,6 per cento del Pil nel 2008 dall’11 per cento del 2007 ;
sui consumi, scese al 9,5 per cento del Pil nel 2009 dal 9,9 per cento del 2007 (media Ocse: 10,2 per cento).
AUMENTATE LE TASSE:
sui redditi personali, sono salite all’11,6 per cento del Pil nel 2008 dall’11,1 per cento del 2007 (media Ocse: 9 per cento);
i contributi previdenziali, saliti al 13,5 per cento del Pil nel 2008 dal 13 per cento del 2007;
i contributi pagati dai lavoratori, saliti al 2,5 per cento del Pil dal 2,3 per cento del 2007;
i contributi pagati dai datori di lavoro, saliti al 9,2 per cento del Pil dall’8,9 per cento del 2007 (media Ocse: 5,2 per cento).
Inoltre, occorre considerare quanto incidano le differenti componenti sulla tassazione generale. Qui si segnala l’aumento della tassazione locale, passata dal 2,6 per cento della tassazione totale nel 1990 al 16,1 per cento nel 2008, delle tasse sui redditi personali (al 26,8 per cento della tassazione totale nel 2008 dal 25,6 per cento del 2007) e dei contributi previdenziali (al 31,2 per cento della tassazione totale dal 29,9 per cento del 2007). Diminuisce, invece, l’incidenza delle tasse su beni e servizi (al 24,5 per cento della tassazione totale nel 2008 dal 25,2 per cento nel 2007) e delle tasse sui consumi (22 per cento della tassazione totale dal 22,8 per cento del 2007).
LEGGI ANCHE: il commento di Nicola Porro su il Giornale
Un grafico Ocse

- Giovedì 16 Dicembre 2010
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Il 2 Febbraio 2011 alle 0:13 Circolo Luce Del Sud » Quattro mosse per far ripartire l’Italia ha scritto:
[...] di dieci addetti. E’ noto che l’Italia è ai primi posti nelle classifiche mondiali quanto a carico fiscale: secondo i dati Eurostat del 2007, recentemente elaborati da Confindustria (e contenuti nel [...]
Il 15 Febbraio 2011 alle 9:17 Quattro mosse per far ripartire l’Italia | Find2Feed ha scritto:
[...] addetti. E’ noto che l’Italia è ai primi posti nelle classifiche mondiali quanto a carico fiscale: secondo i dati Eurostat del 2007, recentemente elaborati da Confindustria (e contenuti nel [...]
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