
La Francia sblocca i depositi di carburante (Credits: AP Photo/Remy de la Mauviniere)
Dopo i declassamenti sul rating subiti da Irlanda, Portogallo e Grecia, oggi sono Francia, Belgio e Spagna i paesi europei che rischiano di perdere qualche posizione. La scorsa settimana Bruxelles ha dato il via libera, dal 2013, al fondo europeo salva-stati, e i membri del Consiglio Europeo hanno trovato l’accordo per approvare una modifica all’articolo 136 del Trattato di Lisbona che permette all’Unione di soccorrere i paesi che rischiano un crac finanziari. Tuttavia, se i problemi economici e finanziari dell’Europa non verranno risolti al più presto, le condizioni per il finanziamento del debito dei paesi che potrebbero presto ritrovarsi in difficoltà saranno sempre più dure, e la regione rischia un pericoloso declassamento a catena.
La Francia potrebbe ridurre le probabilità di vedere il suo rating tagliato approvando iniziative finanziarie capaci di contenere il deficit pubblico in maniera significativa. Ma i costi per assicurare il debito transalpino sono triplicati nel 2010. Secondo Moody’s, i credit default swap legati ai bond francesi implicano un rating Baa1, non AAA. I contratti sul Portogallo un rating B2, non A1, gli swap legati ai titoli obbligazionari spagnoli un Ba3, non Aa1, e i derivati che oggi proteggono il debito belga un Ba1, non Aa1.
Se il mercato si accorgerà di queste differenze di percezione l’Europa sarà ancora più in difficoltà. Il Belgio, il cui debito sta per sfiorare la quota del 100% de Pil, paga anche gli effetti dell’instabilità politica interna, un dettaglio che ha spinto Standard & Poor’s ad aggiornare i valori sulle prospettive di crescita del paese da stabili a negative solo una settimana fa. Moody’s, invece, ha intenzione di rivedere il rating per i bond della Grecia perché teme che Atene non riuscirà a tagliare il debito a livelli sostenibili in tempi brevi. Quello dell’Irlanda, infine, è già passato da Aa2 a Baa1, e sono a rischio ulteriori declassamenti viste le difficoltà a tenere sotto controllo il sistema bancario nazionale.
Tutta l’Europa è in difficoltà, e anche i paesi che oggi si ritengono al sicuro potrebbero presto essere costretti a correre ai ripari. Ecco perché é auspicabile che i governi mettano a punto una strategia di tagli seria e allo stesso tempo sostenibile. Solo se nel medio periodo aumenterà la fiducia nei confronti dell’Europa questa regione potrà finalmente sperare di lasciarsi lo spettro della crisi alle spalle.
- Martedì 21 Dicembre 2010
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