«La Fiom rinunci alla linea della contrapposizione permanente e non metta a rischio la rappresentanza sindacale dei suoi iscritti all’interno della Fiat». Fausto Durante è il capo della minoranza interna della Fiom vicina alle posizioni della segretaria della Cgil Susanna Camusso. A differenza di Maurizio Landini, il segretario «massimalista» della Fiom, si augura che il sindacato dei metalmeccanici Cgil alla fine firmi, sia pure «con riserva», l’accordo tra Fiat e sindacati già siglato il 23 dicembre da Cisl e Uil e oggetto del referendum operaio in programma negli stabilimenti di Mirafiori il 14 gennaio prossimo: il giorno prima in cui si riunirà il direttivo Cgil durante il quale la segretaria Camusso, per riportare nei ranghi la Fiom di Landini, sta studiando una proposta appetibile per le tute blu Cgil: un nuovo accordo sulla rappresentanza che punti ad ammorbidire la Fiom ed evitare che venga di fatto estrosemessa dalla rapprentanza interna alla fabbrica.
L’impresa del duo Camusso e Durante (che raccoglie circa un terzo dei consensi nel comitato centrale della Fiom) appare quanto mai ardua. Il segretario “ribelle” ha infatti già detto che non terrà conto di un’eventuale vittoria dei sì a Pomigliano all’accordo: «La firma tecnica non esiste» ha detto Landin rifiutando l’escamotage che gli ha proposto Landini. E questo nonostante, secondo lo stesso Durante, in Fiat la Fiom non sia per nulla largamente maggioritaria rispetto ai 200mila iscritti a Fim e Uilm che hanno già firmato.
Perché lei continua a ritenere decisiva la firma tecnica Fiom all’accordo siglato da Marchionne e dagli altri tecnici?
Perché dopo l’accordo separato su Pomigliano, se anche a Mirafiori i sì dovessero prevalere gli iscritti alla Fiom non avrebbero più la possibilità di veder rappresentato il proprio dissenso all’interno della fabbrica. Con la firma tecnica, invece, la Fiom avrebbe sì fatto un passo indietro oggi sul piano dei principi, ma per farne due in avanti domani quando le condizioni ci sarebbero state più favorevoli.
E adesso il rischio per la Fiom qual è?
Se anche a Mirafiori arriverà il sì al referendum, i nostri iscritti non avranno più rappresentanza sul luogo di lavoro, non avranno diritto ai permessi sindacali, la Fiom non accederà più alle quote sindacali e non ci saranno spazi di manovra. Per tutto questo ritengo la linea di Landini un grande errore.
Crede che all’incontro previsto per domenica tra voi e la Cgil possa esserci ancora spazio per una ricomposizione dei disaccordi emersi finora?
Mi auguro di sì, mi auguro che prevalga da parte della maggioranza della Fiom uno spirito di responsabilità e non quello di una contrapposizione permanente rispetto alle decisioni prese dalla Cgil. Sarebbe opportuno che, di fronte al futuro della Fiat e dei lavoratori della Fiat, le divisioni vengano messe da parte e si rinunci a quell’atteggiamento di contrapposizione strutturale che non fa altro che danneggiare i lavoratori poco, anzi per niente, interessati alle baruffe dei vertici dei propri rappresentanti.
Alcuni, come il segretario della Cisl Bonanni, invocano un intervento più deciso da parte di Susanna Camusso per piegare i ribelli della Fiom. Nel 1991 il sindacato di via Po espulse i metalmeccanici milanesi del gruppo di Giorgio Tiboni. E’ possibile che si arrivi a scissioni anche nella Cgil?
Non credo che il punto sia questo. Io non penso affatto che siano necessari atti di forza per “piegare i ribelli” come incautamente proposto da Bonanni.
L’alternativa?
Il 15 gennaio il direttivo della Cgil si riunisce per discutere un nuovo accordo sulla rappresentanza: bisogna che la Fiom accetti e applichi le decisioni che verranno prese.
Contemporaneamente si vota anche a Mirafiori. Qual è la soglia dei no al referendum sufficiente perché la Fiom rivendichi un proprio successo?
Io sono convinto che a Mirafiori ci siano le condizioni perché vinca il no al referendum e mi auguro fortemente che sia così perché in tal caso Marchionne sarebbe costretto a riaprire le trattative per un accordo finalmente condiviso da tutti. Ma qualora dovesse prevalere il sì, la Fiom dovrebbe assolutamente rispettare il risultato espresso dalla maggioranza e non dire, come fa Landini che non ne terrebbe conto dal momento che ritiene illegittimo l’accordo.
In caso prevalesse il sì, cosa rischia in concreto il singolo lavoratore che il 28 decide di aderire allo sciopero generale?
Nulla perché quello sciopero è stato indetto per protestare contro le scelte strategiche della Fiat e la lesione dei diritti e non ha nulla a che fare con l’attuazione dell’accordo oggetto del referendum.
Esiste “un’anomalia Fiom”?
Sì, questa anomalia esiste dal momento che una categoria interna alla Cgil ha deciso di costituirsi in esplicito dissenso rispetto alla linea della Cgil stessa.
- Mercoledì 5 Gennaio 2011

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Commenti
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Il 5 Gennaio 2011 alle 18:07 Tweets that mention Fiom contro Fiom: parla il leader della minoranza interna - Economia - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:
[...] This post was mentioned on Twitter by Panorama.it. Panorama.it said: FIAT: Fiom contro Fiom: parla il leader della minoranza interna - http://ow.ly/3yI99 [...]
Il 9 Gennaio 2011 alle 23:12 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:
C’era una volta il Pci, altri erano extraparlamentari sì, ma criminali!
Un dì, mi scontrai (non confronto) con le idee di Capanna su lavori al Centro Civico di Pl.e Accursio: inutile dirvi, che, in 24 da Dirigente Sindacale e Politica sia pure un granellino nel circuito d’idee Socialista, ma vivevo come: “ Si sta come, d’autunno, sugli alberi, le foglie ” gomme bucate, la mia Bmw con 4 milioni di danni e ultimo un attentato alla mia vita,che poco dopo sanguinante nel mormorio della folla che mi soccorse: “ Quello…è un boss assassino…è un terrorista poi, ore per le visite e raggi al Niguarda, ove lo zio di mio padre, fu ricoverato per saltare in aria per la 3^ volta con tutto il reparto, prima sul Piave ed in seguito nell’ospedale da campo appena trasportato da Caporetto, dopo per la terza volta. Ovvio, era Fascista ed ebbe una parte dei Caselli in cui il Duce concedeva, ecco che la cittadina che si chiama Marconia in onore a Guglielmo Marconi, la Piazza, Elettra per sua figlia madrina della cerimonia! Ora ci accorgiamo le cose non vanno? Peccato che avete visto schegge di bombe sulla gamba incancrenita dello zio o, quella del mio amico lo Statista Bettino Craxi lasciato morire in terra straniera: riflettete chi aizzava le folle di monetine di cui ho assaggiato alcuni bulloni e monetine in Piazza del Duomo con lo staff Psi? Chi criminalizzava gli attivisti de Psi? Chi a Milano si sbolognò di operai attivisti dalle Aziende Pubbliche? Voi avete visto la Cgil o quelli del Pci o visti arrestare molti e persino dirigenti? Sbaglio o erano solo “ mele marce ” o, i ladri era un atto solitario? Chicca vi ricordate del quotidiano L’Avanti! ? Ebbene, il Direttore Ugo Intini, scrisse “ Chi semina vento riceverà tempesta! ” La risposta? Di ritorno, pallottole di Kalashnikov e P38, l’Intini Voltagabbana nel Pd. Le mele marce? Solo dolcetto scherzetto: erano ospiti da Kompagnuzzi Francesi o importati da Usa , poi eletti in Parlamento solo perché folgorati sulla Via di damasco?
http://vincenzoaliasilcontadin.....criminali/
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