Ma alla fine Marchionne riuscirà a incrementare le vendite del Gruppo Fiat?

L'ad Fiat, Sergio Marchionne, con il presidente Fiat, John Elkann ( AFP PHOTO)

L'ad Fiat, Sergio Marchionne, con il presidente Fiat, John Elkann ( AFP PHOTO)

Al di là delle polemiche dal sapore un po’ ideologico sull’accordo di Mirafiori la vera sfida della competitività per Sergio Marchionne, alla guida del Gruppo Fiat dal 1 giugno 2004, sarà quella, non di ridurre diritti e salari, ma di vendere più auto possibili in Europa e in America.

Come ha spiegato Sergio Luciano su Panorama in edicola a novembre, la rivoluzione dell’ad Fiat prevede, infatti, il lancio di una gamma completa di 30 nuovi modelli tra il 2011 e il 2014 sui quattro marchi principali: Fiat, Alfa, Lancia e Chrysler (con Dodge e Jeep).

Non solo. La scommessa è quella di metterli in produzione investendo il minimo dei soldi possibile per le linee produttive, ossia realizzare auto gemelle, ma rivestite in modo diverso: il che vuol dire “americanizzare” negli Usa le utilitarie italiane e “italianizzare” nella Penisola le grandi Chrysler. Perché i modelli della casa torinese, in futuro, saranno progettati nello stile della Lancia 330 C, clone europeo della Chrysler 300C, o della Lancia Fulvia, clone della Chrysler 200C.

Una strategia, inoltre, che permetterebbe a Marchionne di produrre auto ovunque e di sfruttare quegli stabilimenti che garantiscono i migliori vantaggi competitivi. E così si capisce perché il manager chietino abbia dichiarato, negli ultimi giorni, che se a Mirafiori (dove si producono auto Fiat, Alfa e Lancia) non ci sarà il 51% dei “sì”, Fiat è pronta ad andare altrove per produrre le sue auto.

(Grafico elaborato con Google Chart su dati Acea)

Quali prospettive, allora? Le coordinate per tracciare la posizione della casa automobilistica torinese nei prossimi anni si possono dedurre da quattro percentuali, che indicano le differenti performance del gruppo nel mondo: 8%, la quota attorno a cui gira la Fiat nel Vecchio continente, secondo i dati Acea, da quando Marchionne siede sulla poltrona di amministratore delegato; 30%, la quota a cui è scesa la Fiat in Italia nel 2010 dal 31,9% del 2008 (le vendite nell’ultimo trimestre 2010 sono crollate: -39,9% a ottobre sul 2009, -26% a novembre e -26,4% a dicembre); 22,8%, la quota di Fiat in Brasile, dove è leader grazie anche anche a un incremento nelle vendite del 3,2% nel 2010; e 10%, il target 2010 che era stato fissato da Marchionne per la Chrysler negli Usa e che il manager chietino ha quasi centrato lo scorso 31 dicembre, quando ha chiuso l’anno della casa di Detroit con una quota del 9,3% dall’8,9% del 2009.

Chissà quali di queste percenutali Marchionne riuscirà a incrementare entro il 2014, anno in cui il Lingotto spera di immettere sul mercato mondiale 6 milioni di veicoli?

Commenti

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Il 18 Gennaio 2011 alle 7:23 Ma alla fine Marchionne riuscirà a incrementare le vendite del … – Panorama (Blog) :: Usato Fiat ha scritto:

[...] is the original post: Ma alla fine Marchionne riuscirà a incrementare le vendite del … – Panorama (Blog) Categories : fiat, fiat [...]

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richard-branson
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