
Sicuramente perderei. Non so se Sergio Marchionne verrà ricordato come grande leader o manager. Questo dipenderà dal fatto se riuscirà o meno nel fatidico obiettivo di vendere 6 milioni di auto nel 2014. Sicuramente nel panorama economico è probabilmente il negoziatore più abile del pianeta.
Quando si è confrontato con una controparte è sempre riuscito a trarne il massimo vantaggio. Con General Motors che, nonostante le difficoltà, ha pagato due miliardi di dollari per non esercitare l’opzione di comprare la Fiat, con Chrysler che è stata acquistata senza spendere un dollaro e in questi giorni con il Sistema Italia (sindacati, Confindustria e politica) dove è riuscito a cambiare le regole del gioco per aumentare l’efficienza produttiva dei siti industriali.
Ha utilizzato in maniera eccellente tutte le caratteristiche del perfetto negoziatore: ha scelto i terreni di scontro, ha identificato i bisogni e le debolezze della controparte, ha comunicato in maniera efficace ed incisiva la propria posizione, ha utilizzato tattiche come il bluff e l’aut aut con tempi e modi appropriati. Nulla è stato lasciato al caso, tutte le azioni sono state coordinate, sinergiche e coerenti. Tutte battaglie vinte per far rinascere la Fiat e farla competere nel mondo; ma la guerra si vincerà vendendo le automobili, siamo a metà del guado, e la sfida più grande è legata al piano industriale, ai nuovi modelli del gruppo e al marketing.
Il meno 17% in Europa nel 2010, confronto ad un calo del mercato del 4,9% non è un bel segnale.
Sicuramente la comunicazione pubblicitaria è probabilmente la migliore di sempre. Lo spot per il lancio della Giulietta è lo spot automobilistico più riuscito del 2010.
E’ fortemente evocativo e gioca sul piano emozionale. La scelta della musica, il dinamismo delle immagini e Uma Thurman funzionano perfettamente.
Non ci rimane che stare in attesa dei nuovi modelli e dei risultati di vendita per vedere come la Fiat continuerà a giocare le proprie carte, intanto se Marchionne mi invitasse una sera per una partita a poker declinerei educatamente. Quando gioco mi piace vincere.
———–
Giampaolo Rossi è un esperto di comunicazione pubblicitaria, specializzato nella formazione di top manager con l’obiettivo di affinare competenze quali la leadership e il team working. Il sito internet è www.giampaolorossi.it
- Lunedì 17 Gennaio 2011
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STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
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FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
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LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
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IL MEGLIO DEL 2011
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Commenti
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Il 17 Gennaio 2011 alle 20:30 pv21 ha scritto:
Non esalta giocare a poker con chi sceglie le carte da distribuire agli altri. Con chi dichiara: “O si gioca come dico io oppure me ne vado”.
Di sicuro agli altri giocatori lascia solo spiccioli (se vuole).
Grande negoziatore? GM ha preferito pagare piuttosto che comprare. Obama doveva salvare Chrysler.
Vincere quando si possono dettare le regole è solo esibizione da DOSSIER ARROGANZA …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html
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