Davos: poche idee nuove e molte preoccupazioni

Il Ministro Tremonti a Davos (Credits: Jean-Christophe Bott/AP)

Il Ministro Tremonti a Davos (Credits: Jean-Christophe Bott/AP)

Quello di Davos è da quarant’anni il più grande evento in cui politici, accademici, attivisti e grandi ideologi si incontrano per dibattere sul futuro del pianeta. Oggi si parla soprattutto di prospettive economiche, e tutti i partecipanti stanno cercando in questi giorni di trovare un modo per lasciarsi alle spalle le conseguenze della crisi finanziaria evitando che altri paesi siano contagiati da quel ”domino-default” capace di alimentare pericolose crisi sociali.

Durante il forum si è parlato dell’incremento dei prezzi alimentari, del cambiamento climatico, dell’aumento demografico, dell’uso di cereali per produrre bio-carburanti, di terrorismo, di debito sovrano, della nuova architettura finanziaria che i grandi del mondo devono impegnarsi a costruire, e degli squilibri nei flussi di importazioni e esportazioni. Ma sin dal primo giorno è emerso in maniera ancora più chiara rispetto a quanto è già successo nelle ultime edizioni che l’Asia sta diventando sempre più influente, mentre Stati Uniti e Europa sembrano perdere terreno, anche se, nei fatti, sono stati proprio i leader del Vecchio Continente a tenere i discorsi più importanti.

Pechino e New Delhi hanno inviato in Svizzera delegazioni molto più numerose del solito, e diciannove membri del G20 hanno partecipato con ministri e funzionari di altissimo livello, nella speranza che nella Davos del 2011 fosse anche possibile prendere qualche decisione importante, e non ci si limitasse a discutere di vecchi problemi e nuove idee impossibili da mettere in pratica.

In un meeting a cui partecipano 2.500 persone è tuttavia molto difficile immaginare che possa essere approvata qualche strategia efficace. Ma va riconosciuto che il semplice fatto che 35 capi di stato e di governo abbiano preso parte a questa manifestazione conferma che sono in molti ad essere preoccupati per il futuro dell’economia mondiale, e che ormai non è più possibile perdere tempo: bisogna agire.

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Il 28 Gennaio 2011 alle 22:23 Tweets that mention Davos: poche idee nuove e molte preoccupazioni - Economia - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:

[...] This post was mentioned on Twitter by MediamondLiveNetwork, Riviste Italiane. Riviste Italiane said: Rivista: Davos: poche idee nuove e molte preoccupazioni - 2.500 persone si sono riunite a Davos per discutere delle … http://ow.ly/1b4Gcl [...]

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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