Egitto: le ripercussioni economiche della crisi

(Credits: Epa/Mohamed Omar)

(Credits: Epa/Mohamed Omar)

Fino a qualche giorno fa l’Egitto sembrava essere un modello vincente dal punto di vista dello sviluppo economico, visto nonostante la crisi finanziaria è riuscito a mantenere un tasso di crescita piuttosto elevato: 4,7% nel 2009 e 5% nel2010.

Molti analisti hanno pensato che le riforme economiche introdotte negli anni ’90 e i loro effetti benefici sullo sviluppo della società fossero bastati, da soli, a scongiurare una brusca interruzione della crescita nazionale. Ma gli scontri degli ultimi giorni hanno chiaramente messo in luce che qualcosa in questo modello di sviluppo non va.

Debito pubblico in crescita (8% del Pil), prezzi delle derrate alimentari in costante aumento (17%, a fronte di un’inflazione generale del 10%) e disoccupazione sempre più elevata (25%) non sono di certo segnali da sottovalutare. Soprattutto considerando che la Banca Mondiale stima che il 40% della popolazione locale viva al di sotto della soglia della povertà, con un tasso di sopravvivenza che dipende esclusivamente dai sussidi governativi.

Negli ultimi anni la crescita dell’economia egiziana si è basata principalmente su un afflusso senza precedenti di investimenti diretti esteri e sui rendimenti derivanti dal turismo -settore in cui è impiegato il 12% della forza lavoro nazionale- e dai trasporti in transito lungo il canale di Suez, dove la semplice minaccia di chiusura ha fatto lievitare il prezzo del petrolio, visto che l’1% della produzione mondiale e una media di 35.000 navi all’anno passano attraverso questo stretto.

I disordini che stanno scuotendo il paese potrebbero drasticamente ridurre queste fonti di reddito, ma l’economia egiziana, fortunatamente, non rischia di crollare. O almeno non ancora. Anche se le sorti del paese, oggi, dipendono esclusivamente dall’evoluzione della crisi.

Commenti

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Il 4 Febbraio 2011 alle 0:41 Circolo Luce Del Sud » I media cinesi censurano l’Egitto ha scritto:

[...] “L’Egitto è un paese amico”, ha ribadito Pechino, che spera che il paese possa al più presto “ritrovare la stabilità sociale necessaria per proseguire al meglio lungo la strada delle riforme economiche“. [...]

Il 5 Febbraio 2011 alle 22:13 indigesto ha scritto:

Nonostante la crescita di tanti fattori negativi, il tasso di crescita del Paese sale? Quale parte del Paese cresce allora? Misteri della economia!

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richard-branson
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