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Il presidente delle Generali Cesare Geronzi esce dalle Generali oggi, 6 aprile 2011, a Roma nel giorno delle sue dimissioni (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)
E poche ore dopo (alle 12,14) il flash dell’Ansa durante l’atteso cda di chiarimento, dopo due mesi di battaglia, soprattutto sui media: Geronzi si è dimesso. Una contesa, quella tra il banchiere e alcuni soci e membri del board, iniziata con gli attacchi di Diego Della Valle agli «arzilli vecchietti» (Geronzi e Bazoli), proseguita con l’uscita dal board di Leonardo Del Vecchio, ed esplosa con le dichiarazioni al vetriolo di Vincen Bolloré contro l’ad Giovanni Perissinotto, in merito a un’operazione nei paesi dell’Est con il ceco Petr Kellner.
E più complicato, dopo il passo indietro del presidente, sarà proprio il ruolo all’interno della compagnia del finanziere bretone, attuale vicepresidente e «alleato» di Geronzi. Difficile comunque, a detta dei più attenti osservatori, che si faccia da parte, come auspicato dal patron della Tod’s, che riveste il ruolo di consigliere indipendente. La battaglia in seno al Leone continua.
- Mercoledì 6 Aprile 2011
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Commenti
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Il 8 Aprile 2011 alle 15:26 gek ha scritto:
No non ha vinto Dalla Valle ma una nuova emergente ne è un elemento di spicco, diciamo meglio che hanno vinto una battaglia di una nuova guerra, che ha lo scopo ultimo di modificare in maniera radicale lo “status quo” politico, economico, e anche sociale, di questa nazione.
I così detti “poteri forti” nazionali, banche, industriali, media, si sono coalizzati per raggiungere tale scopo, e la “prima vittima” di questa “guerra” è stato Cesare Geronzi, guarda caso politicamente legato all’attuale maggioranza, ne seguiranno altri, anche perchè ormai è certo che sia da destra, che da sinistra, si stanno smarcando figure politiche che già da tempo intrattengono rapporti trasversali sempre più stetti con questa nuova coalizione, composta da importanti esponenti della magistratura, dell’economia, e perchè no, anche della chiesa.
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