
Lingotti d'oro (Credits: LaPresse)
Questa settimana l’oro ha sfondato la soglia dei 1.510 dollari l’oncia, toccando il nuovo massimo storico a 1.512,50. Ma cosa ci dice questa corsa che pare inarrestabile?
Il deputato repubblicano e beniamino del Tea Party Ron Paul nel 2008 ricordava che l’ascesa del prezzo dell’oro dai 252 dollari del 2001 agli oltre 1.000 all’oncia di tre anni fa (e oggi siamo arrivati a ben oltre 1.500) era la cartina al tornasole di un sentiment diffuso nel mercato. In particolare indicava grossi timori sul futuro del dollaro: «Più è alto il prezzo dell’oro, più è grande la preoccupazione per il dollaro», diceva Paul. Aveva ragione?
Forse sì: secondo gli analisti, oggi le numerose incertezze che caratterizzano l’attuale congiuntura (gli Usa alle prese con un taglio di outlook da parte della S&P a causa dell’incapacità di attuare valide politiche anti-deficit e l’Unione Europea affaticata da gravi problemi di debito in alcuni paesi membri) starebbero spingendo gli operatori verso acquisti sicuri. Tuttavia, comprare oro non è in linea di massima un buon investimento (è un po’ come nascondere i soldi sotto il materasso), ma una forma di assicurazione o di protezione, per dirla con Paul, contro la propensione del governo a deprezzare il circolante. E il dollaro, infatti, si è svalutato del 6 ‐ 8% dall’inizio del 2011 nei confronti della maggior parte delle valute: l’euro questa settimana ha ritrovato il massimo di 15 mesi contro la moneta statunitense, viaggiando a oltre 1,45 dollari.
ARMANDO CARCATERRA (ANIMA SGR) SULLA CORSA DELL’ORO
- Venerdì 22 Aprile 2011
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
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DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
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Il 24 Aprile 2011 alle 17:49 yahuwah ha scritto:
La Libia di Gheddafi aveva offerto a tutta l’Africa trilioni di dollari per lo sviluppo, ora sappiamo che USA, Gran Bretagna, Francia e Italia la vogliono sabotare.
I 30 miliardi di dollari congelati dal signor Obama appartengono alla Banca centrale libica ed erano stati stanziati come il contributo libico a tre progetti chiavi nella Federazione Africana – la Banca africana di investimento di Syrte Libia, l’istituzione nel 2011 del fondo monetario africano con sede a Yaounde con un fondo di capitale di 42 miliardi di dollari nella Banca centrale della Nigeria che quando si inizia a stampare moneta africana squillerà la campana a morte per il franco CFA attraverso cui Parigi è stata in grado di trattenere alcuni paesi africani nella miseria piu assoluta negli ultimi cinquant’anni. È facile capire l’ira francese contro Gheddafi.
Si prevede che il fondo monetario africano vada totalmente a soppiantare le attività africane del fondo monetario internazionale che, con solo 25 miliardi di dollari, è stato in grado di portare un intero continente in ginocchio e renderlo inghiottito nella discutibile privatizzazione come costringendo i paesi africani per passare dal pubblico ai monopoli privati dei soliti criminali di guerra. Non sorprende quindi che il 16-17 Dicembre 2010, gli africani hanno respinto all’unanimità i tentativi dei paesi occidentali di entrare nel fondo monetario africano, dicendo che era aperto solo alle nazioni africane.
È sempre più evidente che dopo la Libia, la coalizione occidentale andrà dopo in Algeria, perché oltre alle sue risorse di energia enorme, il paese ha riserve di liquidità di circa 150 miliardi di euro. Questo è ciò che attrae i paesi che stanno bombardando la Libia e tutti hanno una cosa in comune: sono praticamente in bancarotta.
Gli Stati Uniti da solo, ha un debito di vacillamento di $US14, 000 miliardi, Francia, Gran Bretagna e Italia hanno un disavanzo pubblico di 2000 miliardi di dollari rispetto a meno di 400 miliardi di dollari di debito pubblico per 46 paesi africani combinati insieme!!!.
Incitando le spurie guerre in Africa, nella speranza che questo dovrà rivitalizzare le loro economie che stanno affondando sempre di più, si affretterà a un definitivo declino occidentale che in realtà è avvenuuto all’inizio nel 1884 durante la famigerata conferenza di Berlino .
Come l’economista americano Adam Smith predetto nel 1865, quando ha sostenuto pubblicamente Abraham Lincoln per l’abolizione della schiavitù:
” l’economia di un paese che si basa sulla schiavitù dei neri è destinata a scendere nell’inferno il giorno che quei paesi risveglieranno “.
Il 27 Aprile 2011 alle 0:17 Professional Trading System .: Marine Future :. for Futures Market and World Indices ha scritto:
…
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