
Portogallo, mendicante (Credits:LaPresse)
Dopo Grecia e Irlanda, anche il Portogallo è stato costretto a chiedere aiuti finanziari per evitare la bancarotta. E dopo settimane di contrattazione Lisbona ha finalmente raggiunto un accordo con Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale per un piano di aiuti triennale di 78 miliardi di euro.
L’obiettivo è quello di aiutare il Portogallo a far scendere il deficit al 5,9% del Pil quest’anno, al 4,5% nel 2012, per riuscire a raggiungere un virtuoso 3% al più tardi nel 2013. Il primo ministro dimissionario Jose Socrates ha accolto con favore un piano che, dal suo punto di vista, aiuterà il paese a superare al meglio questo momento di difficoltà. Ancora, Socrates ha sottolineato soprattutto alla stampa quanto l’accordo non penalizzerà in maniera diretta i lavoratori visto che non prevede riduzioni obbligatorie degli stipendi dei dipendenti pubblici o tagli alle pensioni minime.
L’ottimismo del primo ministro non è però condiviso dalla stampa locale. Il principale quotidiano finanziario portoghese, Diario Economico, ha calcolato che per ottenere qualche miglioramento sarebbe stato meglio concedere a Lisbona un paracadute da cento miliardi di euro, visto che 72,4 miliardi basteranno appena a coprire il debito pubblico portoghese e i relativi interessi fino al 2012, quindi chi finanzierà gli altri aiuti necessari e la ricapitalizzazione delle banche?
Va detto che 78 miliardi su 100 rappresentano comunque un buon punto di partenza, e il compromesso raggiunto ha vincolato Lisbona a destinare oltre il 15% degli aiuti -circa 12 miliardi- alla ricapitalizzazione. Del resto, è auspicabile che nei prossimi due anni il Portogallo si impegni in prima persona a trovare un modo per ricominciare ad essere autosufficiente. Per riuscirci, però, è ncessario che il prossimo 17 maggio l’Ecofin approvi il piano di aiuti concordato, in maniera che i fondi extra siano già disponibili per affrontare le scadenze di fine giugno -circa cinque miliardi di euro- sul fronte dei titoli pubblici.
Relativamente agli aiuti restano ora solo due incognite: Bruxelles ha preteso una conferma da parte dell’opposizione in Portogallo che il piano di risanamento concordato sarà attuato indipendentemente da chi vincerà le prossime elezioni il 5 giugno, visto che sono stati proprio i gruppi non al governo a spingere Socrates a presentare le dimissioni a fine marzo, dopo la bocciatura in Parlamento del piano di austerity pensato per soccorrere le finanze lusitane. I social-democratici, il gruppo di opposizione più forte, si sono presi 24 ore per esprimere un parere. La seconda incognita riguarda invece la posizione dei nazionalisti finlandesi che si sono appena aggiudicati le elezioni: hanno minacciato di non votare in Parlamento il salvataggio di Lisbona, terrorizzati dal fatto che l’Europa potrebbe trovarsi presto costretta a soccorrere anche Madrid, in una fase in cui, alla luce degli aiuti già stanziati, non potrebbe più permetterselo.
- Mercoledì 4 Maggio 2011
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Commenti
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Il 5 Maggio 2011 alle 17:57 yahuwah ha scritto:
Dr. Eike Hamer, from the Mittelstands University of Applied Sciences in Germany, says if the bailout works, EU bureaucrats will then control Portugal.
“Portugal should leave the euro area for a short while, make some sort of state bankruptcy and enter the euro area again when it has solved its debt problems. A country that is in deep debt and makes more debt every year cannot solve its problems by increasing its debt amount. Soon the EU bureaucrats will tell Portugal what they have to do and what politics they have to run to fulfill all the debt regularities and therefore it depends on the aims of these bureaucrats what will be done in Portugal and not on what people want in Portugal. Thus it is one step further to euro super state where bureaucrats are more powerful than the countries.”
In pratica:
L’EURO si sta rilevando come la piu grande truffa mai effettuata della storia. Ma come si stava bene prima del 2002 !! Tutti lo sanno, ma nessuno lo dice in quanto partecipi alla truffa.
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