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La storica sede della Parmalat all'interno dello stabilimento di Collecchio, in provincia di Parma (ANSA/ ARCHIVIO GIORGIO BENVENUTI)
Finita in mezzo al braccio di ferro politico - economico tra Italia e Francia, la scalata di Lactalis a Parmalat trova davanti a sé un altro ostacolo, stavolta di natura giudiziaria: un’inchiesta della Procura di Milano per aggiottaggio e insider trading (qui i dettagli sul sito dell’Ansa).
Non bastavano, insomma, i paletti messi dal governo con il decreto anti - scalata per frenare l’ingresso di investitori stranieri nei settori strategici (la strategicità sarebbe nella preservazione dell’intera filiera in Italia e la tutela dei posti di lavoro) e l’apertura della Consob a un percorso che miri alla difesa delle società quotate da scalate ostili a complicare la vita ai manager transalpini. No, perché ora di mezzo ci si è messa pure la Guardia di Finanza, che ha perquisito a Milano sei tra banche e società di consulenza alla ricerca di carte che dimostrino l’ipotesi dei pm di insider trading: quella di un concerto tra i fondi esteri e il gruppo francese, che tramite informazioni privilegiate avrebbe potuto formulare un prezzo un poco più vantaggioso rispetto a quello che Intesa San Paolo avrebbe dovuto offrire per l’acquisizione del 15,3% delle azioni del gruppo di Collecchio dai tre fondi scandinavi.
Certo il blitz delle fiamme gialle non era inaspettato: a far scattare le indagini sono stati due esposti, presentati nelle scorse settimane dalla Consob e dall’ad Enrico Bondi. Lactalis, comunque, nega ogni coinvolgimento: il gruppo, scrive in una nota, non è oggetto di alcuna indagine giudiziaria (nessun dipendente di Lactalis tra i quattro indagati) e «certo della totale correttezza e trasparenza delle sue operazioni di acquisto» si mette a completa disposizione delle autorità. Ma alla fine il mercato cosa ne pensa dell’intera faccenda? Per ora se ne infischia: il titolo è stato poco mosso tutta la giornata, chiudendo a 2,6 euro. Anzi secondo alcuni operatori la questione non mette in bilico l’offerta dei francesi.
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- Mercoledì 11 Maggio 2011
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