L’investimento perfetto? Vendere vino ai cinesi

Hong Kong, degustazone di vini italiani (Credits: AP Photo/Kin Cheung)

Hong Kong, degustazone di vini italiani (Credits: AP Photo/Kin Cheung)

La maggior parte del vino migliore, italiano e non, vola oggi verso la Cina. E da quando Hong Kong si è trasformata nel fulcro del commercio internazionale del vino, la nuova sete asiatica potrebbe progressivamente svuotare le cantine dell’Occidente.

Le aste del vino organizzate nella ex colonia inglese incassano molto più denaro rispetto a quello che viene di solito raccolto a Londra o a New York. I vertici del partito comprano le bottiglie più care solo per dimostrare il loro potere, mentre gli uomini d’affari amano spendere i loro capitali per costruirsi riserve che possano competere con quelle dei rivali d’oltre oceano. Riuscendo con facilità ad accaparrarsi i pezzi migliori e lasciandone sempre meno a disposizione degli altri collezionisti e potenziali acquirenti.

A frequentare i saloni dei grandi alberghi di Hong Kong allestiti ad arte per le aste ci sono sempre più cinesi in visita dal continente. Spesso accompagnati da “amiche” scelte per l’occasione, in genere più interessate a fare shopping nei centri commerciali della città che ad assistere all’acquisto di bottiglie milionarie.

Anche ai locali la presenza di così tanti cinesi risulta insolita. Molti ammettono di non essersi ancora abituati a vedere le università piene di studenti del continente, di constatare che per l’acquisto degli appartamenti più cari è aumentata tantissimo la competizione, o che te’ d’annata, alcolici, e ora anche vini pregiatissimi vengono portati via dalla metropoli “con così tanta facilità”. Altri hanno notato che quando vengono messe all’asta le bottiglie più care sono sempre un paio di persone ad aggiudicarsele. Tutte.

Non solo: James Tien, imprenditore di Hong Kong e grande collezionista di vini, ha notato che l’interesse cinese ha fatto aumentare i prezzi…e le vendite, dato che gli orientali del continente amano acquistare decine di bottiglie in un colpo solo. L’immobiliarista locale Raymond Ting, un altro appassionato di vini che ha speso nel 2010 circa tredici milioni di dollari in questo costosissimo hobby, è convinto che non appena verranno ridotti i dazi sulle importazioni di alcolici nella Repubblica popolare i volume degli acquisti subirà un incremento di dimensioni enormi. E a quel punto le cantine che i collezionisti d’Oriente e d’Occidente hanno tenuto fino ad oggi con tanta cura potrebbero trasformarsi in capitali dal valore inestimabile.

Commenti

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Il 16 Maggio 2011 alle 14:23 prestopd ha scritto:

Più che altro i cinesi hanno soldi da spendere…
Io proverei con tutti i prodotti made in italy
Ottimo consiglio grazie..

A presto

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richard-branson
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