Batterio killer: in Italia già si contano i danni della psicosi

Analisi di cetrioli inviati dalla Germania nel laboratorio europeo di riferimento per escherichiacoli, il 31 maggio 2011 (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Analisi di cetrioli inviati dalla Germania nel laboratorio europeo di riferimento per Escherichia coli, il 31 maggio 2011 (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Prima sembrava annidarsi nel cetriolo; poi nel germoglio di soia. Ma il batterio killer  - ossia una variante dell’E.coli che ha già provocato oltre 20 vittime in Europa - sembra essere davvero imprendibile. Intanto, però, gli operatori economici del settore fanno la conta dei danni. Anche in Italia.

Si teme, infatti, che sull’onda del panico da verdura fresca crollino i consumi dei prodotti agricoli, soprattutto quelli bio che in Italia hanno un mercato stimato attorno a 3 miliardi di euro (i germogli finiti nel mirino in Germania provenivano da un coltivatore biologico). Il presidente dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica, Andrea Ferrante, getta acqua sul fuoco: «In entrambi i casi i prodotti sotto accusa sembrano essere stati scagionati». Ma Coldiretti avverte lo stesso: il calo improvviso delle esportazioni in Europa avrebbe provocato già 100 milioni di danni.

Il rischio è quello dell’effetto domino anche in Italia, dove i consumatori si comportano più o meno così (stando a Eurobarometro): il 43 per cento evita gli alimenti di cui ha sentito parlare per un certo periodo di tempo, il 13 per cento lo esclude definitivamente, mentre solo il 30 non cambia abitudini alimentari. Anche perché, guardando al passato, è difficile dimenticare i circa 2 miliardi di euro bruciati in dieci anni dalla filiera zootecnica sull’onda del morbo della mucca pazza (e dal 2008 al 2010 si sono registrati solo tre casi nel nostro Paese), mentre per l’influenza aviaria nel 2005 la stima dei danni al settore avicolo raggiunse il miliardo di euro, con crolli dei consumi vicini al 60% nella fase più critica.

Commenti

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Il 13 Giugno 2011 alle 10:13 pasalaam ha scritto:

Perché non dire chiaramente che i prodotti BIO sono una grande truffa ed il loro consumo particolarmente pericoloso?
Il caro Ferrante, sà perfettamente che i prodotti provengono dalla Gaertnerhof Bio di Amburgo, agendo della sorta, si rende complice.

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richard-branson
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